Vertenza Conad-Auchan tre iper chiusi per sciopero
di Silvia Sanna
Adesione altissima nell’isola, 400 dipendenti hanno incrociato le braccia
3 MINUTI DI LETTURA
SASSARI. Il pacco di Natale all’azienda è stato servito: 3 ipermercati su 4 hanno abbassato le serrande per carenza di personale, il popolo dello shopping ha dovuto fare dietrofront davanti alle bandiere di Cgil, Cisl e Uil, ai fischietti e ai volti tesi di chi difficilmente scorderà questo Natale. I dipendenti dell’ex Auchan, ora Conad, hanno protestato in maniera compatta per difendere i loro posti di lavoro finiti nella graticola: l’adesione è stata altissima in tutta Italia e la Sardegna – dove i potenziali esuberi sono 350 – non è stata da meno con circa 400 lavoratori in piazza, dando prova di quell’unità sollecitata dai rappresentanti sindacali in una giornata particolare, segnata da incassi a moltissimi zeri. Una mazzata per Conad-Auchan, con la chiusura forzata di tanti punti vendita e iper nel territorio nazionale, di cui 3 in Sardegna: prima Sassari e Cagliari-Marconi, alle 15 anche Cagliari-Santa Gilla si è arreso di fronte all’assenza di personale. Solo Olbia è rimasto aperto: nell’iper di Sa Marinedda tra cambi di turni e dipendenti richiamati al lavoro, la chiusura è stata evitata tra le polemiche e possibili strascichi, con i sindacati che non hanno gradito la forzatura imposta dall’azienda che avrebbe con il suo comportamento leso il diritto allo sciopero.
«Scusate il disagio». È l’avviso gentile ai clienti: scusate il disagio ma questo iper oggi resterà chiuso. I lavoratori ex Auchan hanno piazzato i cartelli agli ingressi e tra chi non sapeva della giornata nazionale di sciopero, tanti si sono fermati per manifestare solidarietà a chi da un giorno all’altro rischia di ritrovarsi senza stipendio a fine mese. E qualcuno ha accettato il dono inatteso: i dipendenti del Cagliari-Marconi hanno dato ai clienti i panettoni e pandori regalati dall’azienda. Un gesto che si ripete ogni anno a Natale ma quest’anno vissuto come un’offesa: «Perché regalare i panettoni ai dipendenti se poi li si vuole cacciare?».
L’adesione. Sono 738 i dipendenti dei 4 iper in Sardegna e circa 400 ha incrociato le braccia, con una adesione altissima a Sassari e nelle 2 strutture cagliaritane (circa 80%) e intorno al 50% a Olbia. «Lo sciopero è riuscito – dice Cristiano Ardau, segretario generale della Uiltucs Sardegna – e questo dimostra la viva preoccupazione esistente tra i lavoratori per l'incertezza e l'assenza di risposte. Dopo 7 mesi di incontri Conad si rifiuta di sottoscrivere un accordo sindacale, indispensabile per la salvaguardia occupazionale, avere risposte sui temi del piano industriale, il numero degli esuberi e la loro ricollocazione. Sinora i solleciti non hanno ricevuto risposte».
I numeri della vertenza. Da soli bastano a fare paura. Su 13291 dipendenti distribuiti in tutta Italia, Conad ha annunciato quasi 6200 esuberi di cui 3105 non ricollocabili. Nell’isola su 738 dipendi circa la metà vive da mesi in purgatorio. Perché non è chiaro come Conad intenda gestire gli esuberi né ricollocare la parte che ritiene di poter salvare. La riduzione delle superfici di vendita e le strategie commerciali differenti da parte del gruppo emiliano – con l’abbandono di alcuni segmenti commerciali – porteranno a cambiamenti importanti ma tutto per ora è avvolto nella nebbia.
Antitrust. Il 20 si conoscerà il verdetto sulle situazioni incompatibili: 147 secondo le prime stime dell’ente di controllo. Tra queste, 3 iper sardi su 4 (la sola eccezione è Cagliari Santa Gilla, per il quale è stato completato il passaggio due mesi fa) con il faro puntato in particolare su Olbia, dove la gestione da parte di Conad o delle coop collegate dell’iper di Sa Marinedda appare altamente improbabile. Ma potenziali acquirenti, se esistono, sono per ora top secret.
I prossimi passi. Tra quindici giorni si apriranno i tavoli territoriali sollecitati dal Mise. Il 9 gennaio i sindacati si confronteranno con la Regione, assessorato al Lavoro. L’obiettivo è spostare la vertenza in Sardegna, con trattativa diretta con la struttura regionale del colosso. La speranza è riuscire a instaurare quel dialogo che sinora è mancato.
«Scusate il disagio». È l’avviso gentile ai clienti: scusate il disagio ma questo iper oggi resterà chiuso. I lavoratori ex Auchan hanno piazzato i cartelli agli ingressi e tra chi non sapeva della giornata nazionale di sciopero, tanti si sono fermati per manifestare solidarietà a chi da un giorno all’altro rischia di ritrovarsi senza stipendio a fine mese. E qualcuno ha accettato il dono inatteso: i dipendenti del Cagliari-Marconi hanno dato ai clienti i panettoni e pandori regalati dall’azienda. Un gesto che si ripete ogni anno a Natale ma quest’anno vissuto come un’offesa: «Perché regalare i panettoni ai dipendenti se poi li si vuole cacciare?».
L’adesione. Sono 738 i dipendenti dei 4 iper in Sardegna e circa 400 ha incrociato le braccia, con una adesione altissima a Sassari e nelle 2 strutture cagliaritane (circa 80%) e intorno al 50% a Olbia. «Lo sciopero è riuscito – dice Cristiano Ardau, segretario generale della Uiltucs Sardegna – e questo dimostra la viva preoccupazione esistente tra i lavoratori per l'incertezza e l'assenza di risposte. Dopo 7 mesi di incontri Conad si rifiuta di sottoscrivere un accordo sindacale, indispensabile per la salvaguardia occupazionale, avere risposte sui temi del piano industriale, il numero degli esuberi e la loro ricollocazione. Sinora i solleciti non hanno ricevuto risposte».
I numeri della vertenza. Da soli bastano a fare paura. Su 13291 dipendenti distribuiti in tutta Italia, Conad ha annunciato quasi 6200 esuberi di cui 3105 non ricollocabili. Nell’isola su 738 dipendi circa la metà vive da mesi in purgatorio. Perché non è chiaro come Conad intenda gestire gli esuberi né ricollocare la parte che ritiene di poter salvare. La riduzione delle superfici di vendita e le strategie commerciali differenti da parte del gruppo emiliano – con l’abbandono di alcuni segmenti commerciali – porteranno a cambiamenti importanti ma tutto per ora è avvolto nella nebbia.
Antitrust. Il 20 si conoscerà il verdetto sulle situazioni incompatibili: 147 secondo le prime stime dell’ente di controllo. Tra queste, 3 iper sardi su 4 (la sola eccezione è Cagliari Santa Gilla, per il quale è stato completato il passaggio due mesi fa) con il faro puntato in particolare su Olbia, dove la gestione da parte di Conad o delle coop collegate dell’iper di Sa Marinedda appare altamente improbabile. Ma potenziali acquirenti, se esistono, sono per ora top secret.
I prossimi passi. Tra quindici giorni si apriranno i tavoli territoriali sollecitati dal Mise. Il 9 gennaio i sindacati si confronteranno con la Regione, assessorato al Lavoro. L’obiettivo è spostare la vertenza in Sardegna, con trattativa diretta con la struttura regionale del colosso. La speranza è riuscire a instaurare quel dialogo che sinora è mancato.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
