Cdry blue, tutto pronto per il recupero del cargo
di Luciano Onnis
Arrivate in porto le unità che serviranno per il disincaglio della nave Rientra l’allarme inquinamento. Nessuna perdita dai serbatoi e dai motori
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di Luciano Onnis
SANT’ANTIOCO. Conclusi i preliminari tecnici, potrebbero iniziare oggi le operazioni di disincaglio del mercantile Cdry Blue, andato a sbattere la notte di sabato sulla scogliera fra Capo Sperone e Porto Sciusciau, nel tratto più a sud dell’isola di san Pietro. I mezzi navali che dovrebbero effettuare il recupero e messa in sicurezza del cargo di 108 metri, sono già arrivati nel porto di Sant’Antioco la “utility vessel” Jif Helios della società Smit Salvage, incaricata del recupero dagli armatori del mercantile, e tre autoarticolati della stessa società con tutto il materiale necessario alle operazioni. A Portovesme è invece attraccata l’unità antinquinamento “Falisca” della società Catalia che opera per conto del ministero dell’Ambiente. Le riunioni tecniche si susseguono già dalla vigilia di Natale nell’ufficio circondariale marittimo di Sant’Antioco, coordinate dagli ufficiali della Capitaneria di Porto-Guardia costiera, presente anche il sindaco della cittadina sulcitana Ignazio Locci, inizialmente preoccupatissimo per un possibile disastro ambientale causato dall’eventuale fuoriuscita di carburante dal cargo. Invece la buona notizia è stata che i serbatoi del mercantile non hanno riportato danni - così come sembrerebbero non compromettenti per la stabilità le condizioni dello scafo della nave - e sono rimasti completamente integri nonostante l’impatto sulla scogliera e il successivo sballottamento sugli scogli causata dal mare forza 8-9 dei giorni scorsi e dal vento di maestrale anche a 60 nodi. Ieri mattina una motovedetta della Capitaneria di Sant'Antioco ha effettuato un monitoraggio della zona e lo stesso ha fatto il velivolo Maanta 10-03, un Atr 42 della Guardia costiera con dotazioni di bordo in grado di individuare dall’alto tracce di inquinamento. L’esito è stato negativo, in mare nessun segnale di presenza di chiazze oleose. Negativi anche gli accertamenti a terra svolti dagli uomini della protezione civile di Sant’Antioco: nessuna traccia di inquinamento nella scogliera e nella vegetazione. Ieri mattina è arrivato anche un'imbarcazione della Guardia costiera con una squadra di sommozzatori per verificare la possibilità di qualche immersione per accertamenti sulle condizioni dello scafo del mercantile. Il mare ancora agitato (ma in attenuazione) e la fastidiosa risacca non hanno impedito le riprese subacquee a distanza ravvicinata, con i sommozzatori che paradossalmente si sono trovati svantaggiati dal basso fondale, intorno al metro e mezzo. In tarda mattinata tecnici della "Smit Salvage", assieme al comandante dell'ufficio circondariale marittimo di Sant'Antioco e al responsabile del nucleo sub di Cagliari della Guardia costiera, si sono imbarcati sulla Jif Helios e hanno raggiunto la Cdry Blue per un sopralluogo e tentare di salire a bordo.
SANT’ANTIOCO. Conclusi i preliminari tecnici, potrebbero iniziare oggi le operazioni di disincaglio del mercantile Cdry Blue, andato a sbattere la notte di sabato sulla scogliera fra Capo Sperone e Porto Sciusciau, nel tratto più a sud dell’isola di san Pietro. I mezzi navali che dovrebbero effettuare il recupero e messa in sicurezza del cargo di 108 metri, sono già arrivati nel porto di Sant’Antioco la “utility vessel” Jif Helios della società Smit Salvage, incaricata del recupero dagli armatori del mercantile, e tre autoarticolati della stessa società con tutto il materiale necessario alle operazioni. A Portovesme è invece attraccata l’unità antinquinamento “Falisca” della società Catalia che opera per conto del ministero dell’Ambiente. Le riunioni tecniche si susseguono già dalla vigilia di Natale nell’ufficio circondariale marittimo di Sant’Antioco, coordinate dagli ufficiali della Capitaneria di Porto-Guardia costiera, presente anche il sindaco della cittadina sulcitana Ignazio Locci, inizialmente preoccupatissimo per un possibile disastro ambientale causato dall’eventuale fuoriuscita di carburante dal cargo. Invece la buona notizia è stata che i serbatoi del mercantile non hanno riportato danni - così come sembrerebbero non compromettenti per la stabilità le condizioni dello scafo della nave - e sono rimasti completamente integri nonostante l’impatto sulla scogliera e il successivo sballottamento sugli scogli causata dal mare forza 8-9 dei giorni scorsi e dal vento di maestrale anche a 60 nodi. Ieri mattina una motovedetta della Capitaneria di Sant'Antioco ha effettuato un monitoraggio della zona e lo stesso ha fatto il velivolo Maanta 10-03, un Atr 42 della Guardia costiera con dotazioni di bordo in grado di individuare dall’alto tracce di inquinamento. L’esito è stato negativo, in mare nessun segnale di presenza di chiazze oleose. Negativi anche gli accertamenti a terra svolti dagli uomini della protezione civile di Sant’Antioco: nessuna traccia di inquinamento nella scogliera e nella vegetazione. Ieri mattina è arrivato anche un'imbarcazione della Guardia costiera con una squadra di sommozzatori per verificare la possibilità di qualche immersione per accertamenti sulle condizioni dello scafo del mercantile. Il mare ancora agitato (ma in attenuazione) e la fastidiosa risacca non hanno impedito le riprese subacquee a distanza ravvicinata, con i sommozzatori che paradossalmente si sono trovati svantaggiati dal basso fondale, intorno al metro e mezzo. In tarda mattinata tecnici della "Smit Salvage", assieme al comandante dell'ufficio circondariale marittimo di Sant'Antioco e al responsabile del nucleo sub di Cagliari della Guardia costiera, si sono imbarcati sulla Jif Helios e hanno raggiunto la Cdry Blue per un sopralluogo e tentare di salire a bordo.
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