La Nuova Sardegna

Aras, scatta la mobilità poi il passaggio a Laore

Dopo continui rinvii è vicina a una svolta la vertenza dei 252 lavoratori Agronomi, tecnici e veterinari potranno diventare dipendenti regionali 

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SASSARI. Mesi e mesi di proteste, sit in, manifestazioni, accordi fatti e disfatti. Ora la vertenza dei lavoratori dell’Aras, l’associazione regionale allevatori, sembra davvero essere arrivata a una svolta. L’organismo, ora in liquidazione, ha svolto in convenzione con la Regione attività di informazione e formazione alle aziende agropastorali nell'ambito della misura 14 del Programma di sviluppo rurale dedicata al benessere animale. Già un anno fa, dopo il via libera all’unanimità alla proposta di legge in consiglio regionale, il purgatorio per i 252 tra tecnici, amministrativi, agronomi e veterinari, sembrava essere finito. Non restava che attendere il via libera definitivo da parte del Governo per ufficializzare il loro passaggio all’interno dell’agenzia Laore, che significa addio alle incertezze grazie al posto e allo stipendio fisso. Invece da allora qualcosa si è inceppato e la stabilizzazione dei lavoratori Aras si è fermata, nonostante nessuno, né alla Regione né a Roma, abbia mai messo in discussione la necessità di un intervento risolutivo per una situazione delicatissima. Ora finalmente la macchina burocratica sembra essere ripartita. È stato infatti siglato l'accordo a conclusione della procedura di mobilità che ha coinvolto i tecnici dell’associazione. Da gennaio partiranno le lettere di licenziamento per i 252 dipendenti che verranno poi assunti, in base alla legge 47 del 2018, alle dirette dipendenze dell'Agenzia Laore attraverso l'internalizzazione del servizio destinato agli allevatori sardi. «L'accordo – spiega la segretaria generale della Uila Uil, Gaia Garau – consentirà ai lavoratori di non perdere le mensilità relative al periodo di preavviso. Abbiamo solo potuto prendere atto della cessazione dell'attività di Aras. Ora – incalza la dirigente sindacale – è necessario che il passaggio alle dipendenze dirette della Regione avvenga nel più breve tempo possibile per evitare qualsiasi disagio ai lavoratori». Per mesi i dipendenti hanno sopportato la mancata erogazione degli stipendi e hanno continuato a prestare servizio a beneficio delle circa 10mila aziende agropastorali dell’isola, per le quali il supporto degli esperti professionisti dell’Aras è da sempre fondamentale. Veterinari, agronomi e tecnici hanno stretto i denti affrontando le trasferte nella consapevolezza che non avrebbero ricevuto neppure i rimborsi chilometrici. Ora, dopo molti mesi, il lieto fine sembra a un passo. I lavoratori incrociano le dita, i rappresentanti sindacali fanno pressing: è evidente che non c’è più un solo minuto da perdere per garantire a 252 persone la stabilità che aspettano.

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