Sardine, Nuoro c’é: cinquecento in piazza
di Paolo Merlini
Un successo la manifestazione in centro: tra la folla sia giovani che anziani I partecipanti hanno portato libri da donare. Presente anche il sindaco Soddu
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NUORO. Il freddo intenso degli ultimi giorni, con una temperatura percepita di appena un paio di gradi sopra lo zero, non ferma le sardine nuoresi, al primo incontro pubblico dopo alcune settimane di dibattito sui social network. C’erano almeno cinquecento persone ieri sera in piazza Sebastiano Satta per il flashmob organizzato dagli amministratori della pagina facebook del movimento, che a Nuoro ha 1500 iscritti e quattro amministratori, gli stessi che si sono avvicendati a parlare a una piccola folla di tutte le età – dagli universitari agli ultrasessantenni – radunata ordinatamente tra i sedili in granito e i grandi massi che costituiscono la piazza progettata da Costantino Nivola. Al centro un centinaio di libri portati dai più volenterosi, che saranno donati al termine della manifestazione, così come avevano chiesto gli organizzatori.
E sono proprio loro, i quattro coordinatori del gruppo, a prendere la parola a turno tra una canzone e l’altra, da Bella Ciao a Com’è profondo il mare di Lucio Dalla. Hanno scelto di parlare solo loro, e di non offrire il microfono a chiunque, per evitare, dicono al cronista poco prima della manifestazione, fraintendimenti e strumentalizzazioni. I toni sono misurati ma decisi, l’hashtag più frequente è “no all’odio”, ma anche no al populismo e al sovranismo, alla ricerca da parte della politica di facili capri espiatori – gli immigrati, per esempio – che sviino l’attenzione dai problemi concreti delle persone. Lo dice chiaramente Francesco Cuccu, 39 anni, precario, lavoratore stagionale come receptionist nelle strutture turistiche dell’isola. Le chiama «armi di distrazione di massa di una politica incapace di dare risposte a chi è senza lavoro e senza tutele. Siamo qui per esprimere dissenso su tutto questo».
Il pubblico è molto ricettivo, del resto Nuoro è tradizionalmente un porto sicuro per i temi di una sinistra ovunque in difficoltà. Alle elezioni comunali di quattro anni fa si sono fronteggiate due liste entrambe di centrosinistra, alle ultime europee, nel maggio scorso, il sindaco Andrea Soddu (ieri anche lui era in piazza Satta su invito delle sardine) ha avuto il 35 per cento delle preferenze come indipendente nel Pd. Ma appena tre mesi prima, alle elezioni regionali, il candidato più votato, ed eletto, Pierluigi Saiu, correva per la Lega di Salvini. «Siamo consapevoli – dice Cuccu – che certi discorsi fanno presa anche qui, in una città tradizionalmente democratica, ma non ci caschiamo». Inevitabile la domanda: fra pochi mesi a Nuoro si vota per il rinnovo del consiglio comunale. Voi ci sarete? «Non siamo qui per questo», rispondono.
Con Cuccu ci sono Giulio Murgia, 29 anni, studente universitario a Padova, Marco Sulis, di 26, che frequenta diritto amministrativo a Nuoro, e Federica Fois, di 29, appena laureata in lettere. «Ci vogliono far credere che il problema sia l’immigrazione – dicono – per sviare l’attenzione e catalizzare le frustrazioni della gente».
All’indice mettono la mancanza di tolleranza, l’indifferenza verso chi soffre, migrante o meno, i toni esasperati della politica, l’odio generalizzato: in due parole, quello che ritengono il Salvini pensiero.
E sono proprio loro, i quattro coordinatori del gruppo, a prendere la parola a turno tra una canzone e l’altra, da Bella Ciao a Com’è profondo il mare di Lucio Dalla. Hanno scelto di parlare solo loro, e di non offrire il microfono a chiunque, per evitare, dicono al cronista poco prima della manifestazione, fraintendimenti e strumentalizzazioni. I toni sono misurati ma decisi, l’hashtag più frequente è “no all’odio”, ma anche no al populismo e al sovranismo, alla ricerca da parte della politica di facili capri espiatori – gli immigrati, per esempio – che sviino l’attenzione dai problemi concreti delle persone. Lo dice chiaramente Francesco Cuccu, 39 anni, precario, lavoratore stagionale come receptionist nelle strutture turistiche dell’isola. Le chiama «armi di distrazione di massa di una politica incapace di dare risposte a chi è senza lavoro e senza tutele. Siamo qui per esprimere dissenso su tutto questo».
Il pubblico è molto ricettivo, del resto Nuoro è tradizionalmente un porto sicuro per i temi di una sinistra ovunque in difficoltà. Alle elezioni comunali di quattro anni fa si sono fronteggiate due liste entrambe di centrosinistra, alle ultime europee, nel maggio scorso, il sindaco Andrea Soddu (ieri anche lui era in piazza Satta su invito delle sardine) ha avuto il 35 per cento delle preferenze come indipendente nel Pd. Ma appena tre mesi prima, alle elezioni regionali, il candidato più votato, ed eletto, Pierluigi Saiu, correva per la Lega di Salvini. «Siamo consapevoli – dice Cuccu – che certi discorsi fanno presa anche qui, in una città tradizionalmente democratica, ma non ci caschiamo». Inevitabile la domanda: fra pochi mesi a Nuoro si vota per il rinnovo del consiglio comunale. Voi ci sarete? «Non siamo qui per questo», rispondono.
Con Cuccu ci sono Giulio Murgia, 29 anni, studente universitario a Padova, Marco Sulis, di 26, che frequenta diritto amministrativo a Nuoro, e Federica Fois, di 29, appena laureata in lettere. «Ci vogliono far credere che il problema sia l’immigrazione – dicono – per sviare l’attenzione e catalizzare le frustrazioni della gente».
All’indice mettono la mancanza di tolleranza, l’indifferenza verso chi soffre, migrante o meno, i toni esasperati della politica, l’odio generalizzato: in due parole, quello che ritengono il Salvini pensiero.
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