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L’assessora Murgia: non vi abbiamo dimenticato

L’assessora Murgia: non vi abbiamo dimenticato

L’esponente della giunta Solinas: «Il governo è stato più volte sollecitato per trovare soluzioni»

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CAGLIARI. Manifesta vicinanza ai pastori alla lotta per il prezzo del latte e scarica sul governo le colpe della mancata soluzione del problema del latte. «Noi non ci siamo dimenticati dei nostri pastori – afferma l’assessora regionale dell’agricoltura Gabriella Murgia in una nota – anzi, abbiamo più volte sollecitato il Governo a trovare soluzioni in tempi rapidi per quello che è diventato un grande problema sociale».

La Murgia chiede al ministro «l’emissione dei decreti attuativi che dovranno regolare l’applicazione di norme già in vigore, che per la Sardegna si ritengono urgenti, e la convocazione della Conferenza Stato-Regioni, nella quale dovrà deliberarsi la puntuale applicazione delle misure previste dalla legge 44. Solo dopo l’applicazione della regolamentazione europea si potrà prevedere un disegno di legge a regia regionale (già pianificato) per la definitiva risoluzione delle problematiche dei pastori che non vedono riconosciuto il loro lavoro al pari di altri».

Nei giorni precedenti il Natale la Murgia aveva inviato una lettera al ministro delle politiche agricole, Teresa Bellanova, che sollecitava un intervento ministeriale, nonostante di recente diverse anime della filiera attribuissero soprattutto al governo regionale il compito di guidare il cambiamento. «Gli allevatori - scrive l’assessora – lamentano il fatto che nessuna delle proposte da loro avanzate sia stata considerata e applicata e che, a distanza di quasi un anno, non siano stati adottati i provvedimenti ritenuti necessari per modificare e regolamentare l’impostazione del sistema produttivo». Ricorda che «la necessità di poter regolare il rapporto con i trasformatori, con un contratto redatto secondo le prescrizioni stabilite dal regolamento Ue 1308 del 2013, sulla base del costo di produzione del latte, del suo prezzo di mercato e non di quello di vendita del pecorino romano, è per gli allevatori condizione imprescindibile in quanto, a loro avviso, l’unica che potrebbe assicurare maggiore stabilità al reddito aziendale». L’avvio della nuova campagna produttiva, con le regole di sempre e impostata sul sistema degli acconti e un prezzo per il latte proposto dai trasformatori ancora al di sotto del costo di produzione, acuiscono le tensioni, sottolinea la Murgia, che critica anche «l’eccessiva rigidità delle attuali procedure per far fronte all’emergenza, che preclude alle aziende in difficoltà di accedere alle misure del Psr». (a.palm)



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