La Nuova Sardegna

Sider Alloys verso la svolta In campo 150 milioni

di Silvia Sanna
Sider Alloys verso la svolta In campo 150 milioni

Entro pochi giorni la firma sul prezzo dell’energia dopo l’intesa con il governo Il fondo svizzero aumenta il budget per il revamping e il piano di investimenti

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SASSARI. La ripartenza sembra essere a un passo e le rassicurazioni si susseguono. Dopo l’accordo sul prezzo dell’energia al quale manca solo la firma, è stata la sottosegretaria al Mise Alessandra Todde (M5s) a dare garanzie ai rappresentanti sindacali. Nell’incontro che si è svolto ieri a Cagliari l’esponente del governo Conte ha anche portato una ulteriore buona notizia: dopo un anno di attesa vissuta con grande apprensione da parte degli operai dell’ex Alcoa di Portovesme, Sider Alloys e Invitalia hanno rivisto il budget per il revamping, cioè per la ripartenza degli impianti fermi dal 2012, e portato il piano di investimenti dai 120 milioni iniziali sino a 150. Significa che il fondo svizzero che ha rilevato la fabbrica dell’alluminio nel febbraio del 2018 è sempre più convinto della sua missione: riaccendere i macchinari e ricominciare a produrre una materia prima richiestissima nei mercati nazionali e internazionali. L’unico nodo da sciogliere è il prezzo dell’energia: gli americani dell’Alcoa – dopo un tira e molla durato quattro anni – avevano gettato la spugna stanchi dei costi esorbitanti, il fondo svizzero era sceso in campo a patto che le tariffe venissero riviste. E così sarà, ha assicurato il governo qualche giorno fa. «La sottosegretaria Todde ha confermato l’intesa – spiega il segretario della Uil Renato Tocco – e ha spiegato che la definizione del contratto per la fornitura di energia allo stabilimento saraà definita nei prossimi giorni». L’accordo è sancito in una lettera consegnata all’azienda: c’è scritto che il prezzo dell’energia sarà dimezzato per l'ex Alcoa di Portovesme: 28-29 euro per megawatt contro i valori di mercato di 53-54 euro. Tariffe che hanno fatto tirare un sospiro di sollievo agli operai in stand-by: da quando Sider Alloys è subentrato ad Alcoa, negli impianti lavorano a rotazione circa 100 operai mentre altri 800 sono parcheggiati. Ora la notizia dell’importante sconto consentirà a tutti di guardare al futuro con ottimismo: l’intesa con il governo è stata infatti accolta positivamente dagli svizzeri, con l’amministratore delegato Giuseppe Mannina che dopo un anno e mezzo di attesa aveva manifestato l’intenzione di lasciare la Sardegna in assenza di risposte in tempi brevi. Un addio a malincuore, dopo la molte di investimenti fatti e lo sforzo economico compiuto per tenere aperta la fabbrica con gli impianti fermi: per la precisione, gli svizzeri hanno speso 1 milione di euro al mese per mantenere in funzione i macchinari senza produrre neppure un blocchetto di alluminio. Ora la svolta, con gli operai pronti a indossare di nuovo le tute e i caschetti.

Nel frattempo resta in discussione anche un altro tema: la richiesta di Sider Alloys di avviare la cassa integrazione nella fase del revamping. I sindacati hanno chiesto al sottosegretario Todde la convocazione di un tavolo al Mise che offrirà anche l’occasione per stilare un cronoprogramma dettagliato.

Quando la fabbrica sarà a regime, l’obiettivo degli svizzeri è quello di produrre 180mila tonnellate annue di alluminio, 30mila in più rispetto alla quantità prodotta ai tempi della gestione da parte di Alcoa.



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