Assessorato al personale il direttore sbatte la porta
Il super manager Spinelli si è dimesso dopo un contrasto su alcune nomine Scoppia anche il caso del concorso Aras-Laore. Le opposizioni all’attacco
3 MINUTI DI LETTURA
CAGLIARI. La gestione del personale rischia di trasformarsi in un campo minato per il centrodestra. Sono almeno due i casi delicati che vedono coinvolta l’assessore agli affari generali Valeria Satta della Lega. Il primo riguarda le improvvise dimissioni del direttore generale dello stesso assessorato, Carmine Spinelli, pare per contrasti su alcune recenti nomine di dirigenti dell’amministrazione regionale. Il secondo caso è legato invece alla mancata costituzione in giudizio della Giunta in un processo al Tar sul concorso interno per il passaggio degli ex dipendenti dell’Associazione degli allevatori della Sardegna nell’Agenzia agricola Laore.
Caso Spinelli. Delle dimissioni del direttore generale dell’assessorato al personale si sa poco o nulla. L’unica certezza è che sul sito della Regione il suo nome è stato cancellato e sostituto con un eloquente «posto vacante». Arrivato ad ottobre dalla presidenza del Consiglio dei ministri, dov’era a capo del dipartimento per le minoranze linguistiche e sponsorizzato dalla Lega, a metà dicembre Carmine Spinelli era stato riconfermato dalla giunta Solinas al vertice della direzione dell’assessorato. Poi dev’essere accaduto qualcosa d’importante, perché dopo Natale il manager non si è ripresentato in ufficio. Cosa potrebbe essere accaduto? Secondo diverse indiscrezioni, il motivo dello strappo dovrebbe essere legato ad alcune nomine che dovevano essere controfirmate dall’assessorato al personale. Non è difficile legare queste voci che trapelano dalla Regione alle recenti polemiche sui curriculum dei direttori generali scelti mesi fa dalla Giunta e riconfermati a dicembre, con in coda anche le vicissitudini della legge approvata dal Consiglio regionale sui nuovi criteri, molto più larghi rispetto al passato, per selezionare e ingaggiare i manager. I protagonisti del caso hanno preferito trincerarsi dietro parole di circostanza. «Basta leggere il sito della Regione, non c’è altro da aggiungere», ha detto Spinelli. Mentre l’assessora Satta s’è limitata a dire: «Non ho ricevuto alcuna lettera di dimissioni». Nei prossimi giorni la verità salterà fuori ma nel frattempo di sicuro è rimasto vacante il posto di direttore dell’assessorato al personale.
Vertenza Aras. Il secondo caso invece ruota intorno ai due ricorsi presentati al Tar da alcuni dipendenti dell’Agenzia Laore contro il concorso interno per il passaggio diretto di 250 lavoratori dell’Associazione allevatori, l’Aras, proprio nell’organico dell’agenzia agricola. A pochi giorni dall’udienza, fissata per mercoledì, la Regione non si è ancora costituita in giudizio per «difendere quel concorso», hanno denunciato i segretari regionali della Uil, Giampaolo Spanu, e Luciano Melis del Sadirs. «È paradossale – scrivono i sindacalisti – che l’amministrazione regionale non voglia neanche sostenere una sua legge davanti ai giudici». Sul caso è intervenuto Michele Cossa, consigliere regionale dei Riformatori, uno dei partiti di maggioranza: «La decisione dell'assessorato degli affari generali di non costituirsi in giudizio, se fosse confermata, sarebbe inaccettabile e assurda».
Opposizione all’attacco. Il primo a scendere in campo è stato Gianfranco Satta dei Progressisti, che ha presentato un’interrogazione. La sintesi è questa: «Dalle nomine alla gestione del personale ormai la Regione è nel caos, con la scelta di dirigenti esterni che hanno aumentato i costi dell’amministrazione e anche troppe ombre sui curriculum dei manager designati». (ua)
Caso Spinelli. Delle dimissioni del direttore generale dell’assessorato al personale si sa poco o nulla. L’unica certezza è che sul sito della Regione il suo nome è stato cancellato e sostituto con un eloquente «posto vacante». Arrivato ad ottobre dalla presidenza del Consiglio dei ministri, dov’era a capo del dipartimento per le minoranze linguistiche e sponsorizzato dalla Lega, a metà dicembre Carmine Spinelli era stato riconfermato dalla giunta Solinas al vertice della direzione dell’assessorato. Poi dev’essere accaduto qualcosa d’importante, perché dopo Natale il manager non si è ripresentato in ufficio. Cosa potrebbe essere accaduto? Secondo diverse indiscrezioni, il motivo dello strappo dovrebbe essere legato ad alcune nomine che dovevano essere controfirmate dall’assessorato al personale. Non è difficile legare queste voci che trapelano dalla Regione alle recenti polemiche sui curriculum dei direttori generali scelti mesi fa dalla Giunta e riconfermati a dicembre, con in coda anche le vicissitudini della legge approvata dal Consiglio regionale sui nuovi criteri, molto più larghi rispetto al passato, per selezionare e ingaggiare i manager. I protagonisti del caso hanno preferito trincerarsi dietro parole di circostanza. «Basta leggere il sito della Regione, non c’è altro da aggiungere», ha detto Spinelli. Mentre l’assessora Satta s’è limitata a dire: «Non ho ricevuto alcuna lettera di dimissioni». Nei prossimi giorni la verità salterà fuori ma nel frattempo di sicuro è rimasto vacante il posto di direttore dell’assessorato al personale.
Vertenza Aras. Il secondo caso invece ruota intorno ai due ricorsi presentati al Tar da alcuni dipendenti dell’Agenzia Laore contro il concorso interno per il passaggio diretto di 250 lavoratori dell’Associazione allevatori, l’Aras, proprio nell’organico dell’agenzia agricola. A pochi giorni dall’udienza, fissata per mercoledì, la Regione non si è ancora costituita in giudizio per «difendere quel concorso», hanno denunciato i segretari regionali della Uil, Giampaolo Spanu, e Luciano Melis del Sadirs. «È paradossale – scrivono i sindacalisti – che l’amministrazione regionale non voglia neanche sostenere una sua legge davanti ai giudici». Sul caso è intervenuto Michele Cossa, consigliere regionale dei Riformatori, uno dei partiti di maggioranza: «La decisione dell'assessorato degli affari generali di non costituirsi in giudizio, se fosse confermata, sarebbe inaccettabile e assurda».
Opposizione all’attacco. Il primo a scendere in campo è stato Gianfranco Satta dei Progressisti, che ha presentato un’interrogazione. La sintesi è questa: «Dalle nomine alla gestione del personale ormai la Regione è nel caos, con la scelta di dirigenti esterni che hanno aumentato i costi dell’amministrazione e anche troppe ombre sui curriculum dei manager designati». (ua)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
