Albergo di Santa Teresa chiude la spiaggia per tener lontani i cinghiali

L’hotel: «La rete è provvisoria, stiamo sistemando i giardini». Gli ambientalisti insorgono

SANTA TERESA. Metri e metri di rete metallica ancorata sugli scogli e sui granelli di sabbia per tenere lontani i cinghiali dai giardini dell'hotel. Lo scenario che si presenta sulle spiagge a Valle dell'Erica non è proprio quello da sogno promosso su cataloghi e siti. Le delimitazioni a maglie strette separano i tratti di arenile che lambiscono l'area super tutelata del lussuoso villaggio turistico, dalla spiaggia principale dell'omonima località di villeggiatura sino a Conca Verde. Lavori necessari, spiega la Delphina, la società proprietaria del resort Valle dell'Erica. Per sistemare il giardino dell'hotel di lusso senza essere disturbati dai cinghiali. Tutto nero su bianco in un cartello appeso sulla recinzione. "La presente recinzione è puramente provvisoria, verrà rimossa quanto prima. Stiamo sistemando il giardino e abbiamo bisogno di impedire ai cinghiali di recare danno alle lavorazioni in corso. Utilizzate il cancello per accedere, vi preghiamo dopo il vostro passaggio di chiudere il cancello.

Insorge l'associazione ecologista Gruppo di intervento giuridico, da sempre in prima linea nella difesa dell'ambiente e in particolare dl litorali sardo. Il Grig chiede informazioni e l'adozione di opportuni provvedimenti alla guardia costiera, alla forestale e al settore vigilanza ambientale, oltre che al Comune di Santa Teresa. Il litorale resta accessibile via terra. La spiaggia è accessibile da un cancello a pochi passi dall'ingresso all'arenile che si snoda lungo un piccolo sentiero avvolto in questo periodo dalla fitta vegetazione. Ma il colpo d'occhio della rete metallica conficcata sugli scogli, sulla sabbia e in mezzo alla macchia mediterranea è un pugno nello stomaco per visitatori e ambientalisti.

«A Valle dell'Erica si recintano le spiagge - tuona il Gruppo di intervento giuridico guidato dal presidente Stefano Deliperi -. Non solo durante l' estate, ma anche in inverno continuano gli utilizzi disinvolti, per non dire altro, delle spiagge in Sardegna. Infatti, eccola: una bella recinzione metallica con gradini in cemento sulla spiaggia di Valle dell'Erica, sul litorale di Santa Teresa Gallura».L'associazione ecologista sottolinea che le spiagge costituiscono parte del demanio marittimo e che quest'area è doppiamente tutelata. Su di essa grava uno specifico vincolo paesaggistico e uno di conservazione integrale. «Nulla è dato sapere finora sull'esistenza o meno delle necessarie autorizzazioni amministrative, vista l'assenza di un cartello di "inizio lavori" - aggiunge il presidente della onlus, Deliperi -. C'è solo un avviso informale, da parte della Delphina Spa, titolare del Resort Valle dell'Erica, della temporaneità della recinzione per consentire lavori di giardinaggio senza che i cinghiali vadano a dar fastidio».

Il Gruppo di intervento giuridico auspica un rapido intervento chiarificatore delle amministrazioni pubbliche coinvolte. Già partita la richiesta di documentazione. «Abbiamo inoltrato una specifica istanza di accesso agli atti, informazioni ambientali e adozione degli opportuni provvedimenti alla guardia costiera, alla forestale, al settore di vigilanza ambientale e al Comune di Santa Teresa», comunica Deliperi.

Purtroppo non è la prima volta che i litorali teresini finiscono in trincea. Nel 2015, a Capo Testa, altro luogo simbolo di Santa Teresa e futura area marina protetta, sulla Rena di Ponente era comparsa una rete metallica lunga 30 metri e alta due metri e mezzo. La recinzione aveva impedito uno degli accessi sull'istmo, su una zona dunale super tutelata all'interno del sito di interesse comunitario, tra lo stupore di bagnanti, turisti e residenti. La spiaggia, caratterizzata da fondali sabbiosi e calette rocciose circondate da una fitta macchia mediterranea è una delle più frequentate e si fregia della Bandiera blu, il marchio di qualità ambientale della Fee.

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