La Nuova Sardegna

Caos all’assessorato al personale 

La denuncia dei Progressisti: c’è anche una delibera fantasma

CAGLIARI. Le dimissioni del direttore generale dell’assessorato al personale hanno «scoperchiato la pentola del caos con cui il centrodestra sta gestendo la Regione». A sostenerlo, in una doppia...

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CAGLIARI. Le dimissioni del direttore generale dell’assessorato al personale hanno «scoperchiato la pentola del caos con cui il centrodestra sta gestendo la Regione». A sostenerlo, in una doppia interrogazione sono i Progressisti, che «parlano di nomine illegittime (sarebbe questo il motivo dell’addio del manager Carmine Spinelli), provvedimenti pasticciati ed errori amministrativi che porteranno di sicuro alla paralisi della macchina amministrativa». Secondo poi il capogruppo dei Progressisti, Francesco Agus, c’è anche il mistero di una delibera fantasma.

«La giunta Solinas - scrive – sostiene di aver approvato la riorganizzazione degli uffici della Regione nella seduta del 3 ottobre e di aver trasmesso poi la bozza al Consiglio regionale, che però non l’avrebbe ancora discussa e tanto meno approvata». È una ricostruzione falsa, secondo l’opposizione, perché «prima di tutto quella delibera, nonostante siano trascorsi tre mesi, non può essere ancora neanche scaricata dal sito ufficiale». Secondo: «Non risulta – si legge in un passaggio della denuncia – che nel frattempo la stessa presunta delibera sia stata trasmessa al Consiglio».

Proprio per accertare la verità dei fatti, i Progressisti hanno inviato anche una lettera al presidente dell’aula, Michele Pais, perché indaghi e chiesto un accesso agli atti per «verificare se il disegno di legge del 3 ottobre sia mai esistito, oppure l’annunciata approvazione sia di fatto un falso».

La conclusione dell’atto d’accusa firmato dal capogruppo Francesco Agus – l’altra interrogazione è di Gianfranco Satta – non può che essere questa: «Con quella presunta delibera la Giunta, a noi pare invece che la Giunta abbia voluto solo tentare di coprire il rinnovo per altri sei mesi dell’incarico ai direttori regionali che non è consentito dalla legge nazionale e che sia proprio anche questo pasticcio ad aver convinto il manager Spinelli a dimettersi per non rimanere coinvolto in qualcosa forse d’illegale».

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