Sanna: «Così diventiamo dei parassiti»

Il leader dei pastori: «Il nostro latte senza eguali, pensiamo a come trasformarlo»

SASSARI. Era tra il pubblico in sala a Nuoro per assistere alla presentazione della proposta di legge sulla razionalizzazione della produzione del latte ovi-caprino e si è agitato parecchio per i concetti espressi dalla bozza che ha come primo firmatario il consigliere Talanas: «Sono assolutamente contrario – dice Nenneddu Sanna, uno dei leader della protesta dei pastori per il prezzo del latte – invece che progredire stiamo facendo passi indietro. In altri Paesi il comparto è in costante crescita, mentre qui ti propongono degli incentivi per non produrre. Secondo loro, noi pastori dovremmo diventare dei parassiti e questo io non lo voglio proprio». Nel mondo la richiesta di latte è in crescita: «Certo, e infatti l’unica proposta sensata l’ha fatta Bastianino Piredda, un casaro, dicendo che in Sardegna è impensabile produrre meno latte, vista la grande domanda. L’eccedenza di latte non c’è, il problema è come utilizzarlo e come aiutare pastori e trasformatori. Altro che dare sussidi per tenere le pecore ferme». Che posizioni ci sono tra voi pastori? «C’è chi pensa agli euro subito e chi ragiona sul futuro – risponde Sanna – Mi ha fatto arrabbiare vedere in sala un assessore all’agricoltura come Gabriella Murgia avallare l’idea di gettare 60 milioni per una cosa del genere. Le ho detto chiaramente che si deve dimettere».

Per Nenneddu sono risorse che vanno impiegate meglio, «ad esempio con la destagionalizzazione del latte, producendo formaggio fresco richiesto nelle zone turistiche in estate. E magari incentivando nelle aree montane riconoscendo al pastore il benessere ambientale come tutore del territorio». Il rischio è «un indebolimento del comparto: una volta persa quella fetta di mercato, in un momento in cui già si importa il latte da Spagna, Francia e Turchia, che hanno invece compiuto grossi passi avanti nell’ovi-caprino, recuperarle sarebbe dura. Anche per noi che abbiamo un latte senza eguali e invece ci sentiamo proporre di limitare la produzione. Proposte come questa mi ricordano la tachipirina: la febbre scende ma torna il giorno dopo». (a.palm.)

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