palmas arborea, IN MUNICIPIO
«Troppo malato per lavorare»: ma non per fare del volontariato
di Enrico Carta
ORISTANO. Infortunato e quindi impossibilitato ad andare al lavoro, eppure presente negli stessi giorni agli appuntamenti cui faceva da assistenza nell’associazione di volontariato di cui è...
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ORISTANO. Infortunato e quindi impossibilitato ad andare al lavoro, eppure presente negli stessi giorni agli appuntamenti cui faceva da assistenza nell’associazione di volontariato di cui è presidente. Assente perché usufruiva del permesso per prestare assistenza a un familiare non del tutto autosufficiente, ma impegnato negli stessi giorni in faccende del tutto personali che nulla avrebbero avuto a che fare con il permesso di cui stava usufruendo. È per queste accuse che l’oristanese Roberto Prandini, 54 anni e molto conosciuto nel capoluogo sia per via di alcuni suoi passati impegni elettorali come candidato alle comunali sia perché presidente della Protezione civile oristanese, si ritrova in tribunale accusato di truffa. Il Comune di Palmas Arborea l’aveva denunciato, perché convinto di aver beccato uno dei non rari “furbetti del cartellino” che si aggirano per le amministrazioni pubbliche. L’imputato avrà modo di difendersi nel processo che inizierà il 31 gennaio dopo che la prima udienza è stata una mera formalità con il passaggio degli atti alla giudice Serena Corrias.
A contestare il reato è il pubblico ministero Valerio Bagattini, affiancato in questo caso dal Comune di Palmas Arborea che si è costituito parte civile affidandosi all’avvocato Raffaele Miscali. Tutto, secondo quanto ricostruito con le indagini dei carabinieri iniziò con un certificato medico. Roberto Prandini comunicò che aveva subito un infortunio mentre era impegnato nel suo lavoro come operaio autista, professione che svolgeva con un contratto part time per l’amministrazione di Palmas. Qualcuno però lo vide regolarmente all’opera quello stesso giorno con la Protezione civile oristanese e ciò destò più di un sospetto. Fu allora che iniziarono controlli più frequenti sia nei giorni in cui il certificato medico diceva che non avrebbe potuto essere al lavoro, sia nelle giornate in cui usufruiva dei permessi legati alla legge 104 per l’assistenza ai familiari non autosufficienti. Occhi indiscreti, ma attenti lo videro però in servizio in divisa mentre svolgeva il servizio, ad esempio durante le notti dello shopping sotto le stelle a Oristano. Non sarebbe stato peraltro un fatto sporadico perché la contestazione abbraccia un periodo assai lungo che va dal dicembre del 2014 sino al settembre del 2018.
Cosa sia davvero accaduto in quei quattro anni è materia che sarà chiarita dal processo, dove la difesa affidata all’avvocato Rossella Oppo avrà le sue carte da giocare: punterà sul fatto che l’orario di lavoro fosse terminato nel momento in cui svolgeva la funzione di volontario e sul fatto che l’obbligo di reperibilità non è valido al di fuori dell’orario di lavoro.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
A contestare il reato è il pubblico ministero Valerio Bagattini, affiancato in questo caso dal Comune di Palmas Arborea che si è costituito parte civile affidandosi all’avvocato Raffaele Miscali. Tutto, secondo quanto ricostruito con le indagini dei carabinieri iniziò con un certificato medico. Roberto Prandini comunicò che aveva subito un infortunio mentre era impegnato nel suo lavoro come operaio autista, professione che svolgeva con un contratto part time per l’amministrazione di Palmas. Qualcuno però lo vide regolarmente all’opera quello stesso giorno con la Protezione civile oristanese e ciò destò più di un sospetto. Fu allora che iniziarono controlli più frequenti sia nei giorni in cui il certificato medico diceva che non avrebbe potuto essere al lavoro, sia nelle giornate in cui usufruiva dei permessi legati alla legge 104 per l’assistenza ai familiari non autosufficienti. Occhi indiscreti, ma attenti lo videro però in servizio in divisa mentre svolgeva il servizio, ad esempio durante le notti dello shopping sotto le stelle a Oristano. Non sarebbe stato peraltro un fatto sporadico perché la contestazione abbraccia un periodo assai lungo che va dal dicembre del 2014 sino al settembre del 2018.
Cosa sia davvero accaduto in quei quattro anni è materia che sarà chiarita dal processo, dove la difesa affidata all’avvocato Rossella Oppo avrà le sue carte da giocare: punterà sul fatto che l’orario di lavoro fosse terminato nel momento in cui svolgeva la funzione di volontario e sul fatto che l’obbligo di reperibilità non è valido al di fuori dell’orario di lavoro.
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