la scomparsa di vasco paradisi
Addio al “parroco comunista”
di Mario Girau
Morto a Roma il prelato che fondò la pastorale del lavoro
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SASSARI . Don Vasco Paradisi per quasi 30 anni in Sardegna pioniere - col nuorese don Rosario Menne e pochi altri sacerdoti - della pastorale sociale e del lavoro, è morto alla “Fraterna Domus” di Sacrofano (Roma). Il 1 febbraio avrebbe compiuto 86 anni. “Parroco comunista” veniva chiamato a Cagliari negli anni Settanta e Ottanta per il suo forte impegno per la giustizia sociale svolto o nel quartiere di Sant’Elia dove è stato parroco dal 1970 al 1988. Con questo appellativo è stato scherzosamente chiamato da Papa Francesco il 15 febbraio 2019 quando Bergoglio ha celebrato la messa alla “Fraterna Domus” per i partecipanti al meeting internazionale “Liberi dalla paura” sull’immigrazione Tra i concelebranti, in sedia a rotelle, don Vasco Paradisi, abbracciato con affetto dal “Papa comunista” al termine della liturgia religiosa.
Arrivato a Cagliari nel 1967 per guidare la parrocchia di N.S. del Carmine, nel maggio del 1970 l’arcivescovo di Cagliari, Sebastiano Baggio, lo manda nel quartiere di Sant’Elia. Paradisi combatte con la sua gente per il diritto alla casa attraverso il “Comitato di quartiere”, il primo costituito in Sardegna. Dopo 18 anni in trincea, dal 1988 il parroco comunista” si dedica alla pastorale sociale e del lavoro, di cui era responsabile diocesano dal 1974. Molto dei contenuti della Dichiarazione su alcuni aspetti del mondo del lavoro in Sardegna”, resa nota dall’arcivescovo Giuseppe Bonfiglioli l’8 aprile 1976, si devono all’elaborazione di Paradisi, che il 18 maggio 1983 su mandato del vescovo legge un messaggio di solidarietà della Chiesa sarda ai lavoratori di Cgil, Cisl e Uil in sciopero generale. Sul palco sindacale il “parroco comunista” risale il 17 giugno 1997 davanti a 50 mila lavoratori per dire che la «Chiesa sarda si faceva carico della trepidazione e della sofferenza di tutto il mondo del lavori che da tempo attende l’attuazione di politiche attive e di riforma». Funerali domani alle 12. Oggi messa di suffragio a Sant’Elia.
Arrivato a Cagliari nel 1967 per guidare la parrocchia di N.S. del Carmine, nel maggio del 1970 l’arcivescovo di Cagliari, Sebastiano Baggio, lo manda nel quartiere di Sant’Elia. Paradisi combatte con la sua gente per il diritto alla casa attraverso il “Comitato di quartiere”, il primo costituito in Sardegna. Dopo 18 anni in trincea, dal 1988 il parroco comunista” si dedica alla pastorale sociale e del lavoro, di cui era responsabile diocesano dal 1974. Molto dei contenuti della Dichiarazione su alcuni aspetti del mondo del lavoro in Sardegna”, resa nota dall’arcivescovo Giuseppe Bonfiglioli l’8 aprile 1976, si devono all’elaborazione di Paradisi, che il 18 maggio 1983 su mandato del vescovo legge un messaggio di solidarietà della Chiesa sarda ai lavoratori di Cgil, Cisl e Uil in sciopero generale. Sul palco sindacale il “parroco comunista” risale il 17 giugno 1997 davanti a 50 mila lavoratori per dire che la «Chiesa sarda si faceva carico della trepidazione e della sofferenza di tutto il mondo del lavori che da tempo attende l’attuazione di politiche attive e di riforma». Funerali domani alle 12. Oggi messa di suffragio a Sant’Elia.
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