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Aias, il ministero: l’errore è stato il monopolio

Aias, il ministero: l’errore è stato il monopolio

Prime indiscrezioni sull’ispezione di novembre. Alla Regione arriverà una relazione sulle violazioni

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CAGLIARI. L’ispezione di novembre un primo effetto l’ha avuto. Il ministero della salute sta per inviare alla Regione un dettaglio rapporto sullo stato dell’Aias. Il punto forte della relazione sarebbe questo: l’errore più grave è stato quello d’aver concesso per troppi anni, almeno un cinquantina, il monopolio all’associazione della famiglia Randazzo. Non dovrà più accadere nelle convenzioni pubbliche per le riabilitazioni e l’assistenza ai disabili. C’è dell’altro, almeno stando alle indiscrezioni che rimbalzano da Roma: il gruppo Aias non avrebbe rispettato neanche tutte le clausole del vecchio contratto con l’Asl unica. Non si sa però se le violazioni accertate dagli ispettori riguardino la qualità dei servizi sanitari erogati, oppure il vorticoso giro di milioni fra l’associazione e la Regione. Infine, gli ispettori avrebbero accertato che negli ultimi cinque anni l’Aias ha incassato 107 milioni di soldi pubblici, e quindi non c’è alcun motivo che giustifichi il mancato pagamento degli stipendi ai 1.200 dipendenti. Tra l’altro è proprio la stessa conclusione cui era arrivata ad ottobre la commissione speciale del Consiglio regionale, presieduta da Gianfranco Ganau del Pd. Quando la lettera del ministero della salute arriverà alla Regione si saprà di più sulle probabili violazioni accertate dagli ispettori.

Le date. A luglio il Tribunale civile di Sassari aveva imposto all’Ats di prorogare la convenzione per un altro anno, ma solo per motivi di ordine pubblico. Poi a ottobre l’assessore alla sanità, Mario Nieddu, aveva annunciato in Consiglio regionale che «abbiamo le soluzioni in tasca, ma aspettiamo di capire cosa accadrà sul fronte del concordato preventivo richiesto dal gruppo Aias». Lasciando però intendere che la strada del nuovo appalto potrebbe essere quella preferita. Molte meno chance avrebbe invece l’ipotesi che l’assistenza sanitaria ritorni sotto il controllo pubblico, com’era stato deciso nel 2018 dalla giunta di centrosinistra, con la nascita della società Sas Domos, poi bloccata dall’attuale governatore Christian Solinas. Nel frattempo i dipendenti hanno ricevuto dall’Aias una parte delle mensilità arretrate, mentre a regime i ritardi ci sarebbero ancora ma solo di qualche settimana.

Il concordato. Il futuro dipenderà soprattutto dalla decisione del Tribunale civile di Cagliari sulla richiesta di concordato preventivo presentata dal gruppo della famiglia Randazzo. La scadenza è il 16 febbraio, quando gli avvocati difensori dovrebbero presentare ai giudici un piano di rientro dallo stato d’insolvenza, è intorno agli 83 milioni, delle società Aias Sardegna, Aias Cagliari, Fondazione Randazzo e Senecta, che per la Procura della Repubblica sarebbero invece tutte destinate a fallire. L’ultima richiesta dell’Aias è stata proprio quella di unificare le diverse procedure di concordato preventivo, per tentare un salvataggio dell’ultim’ora.

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