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Una signora sassarese di 91 anni: «Ma quale cellulare rivoglio il telefono fisso»

Giovanni Bua
Una signora sassarese di 91 anni: «Ma quale cellulare rivoglio il telefono fisso»

Abbonata alla Sip dal 1975, ha ingaggiato una lotta con la Tim: «Il mio numero è muto da un mese ma nessuno viene a riparare il guasto»

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SASSARI . Al suo telefono fisso non vuole rinunciare. Anche se quella linea aperta con la Sip nel 1975 nella sua casona a “Saltu di La Campana”, meno di 100 metri dalla ex 131 e un passo dallo storico locale da ballo Byblos, (diventato nel mentre un ristorante) è l’ultima rimasta nell’agro di San Giovanni. Perché lei, 91 anni portati splendidamente, quei diabolici cellulari non li ama, non li sente squillare, non si rassegna a usarli, anche se le sue figlie ogni tanto gliene fanno scivolare qualcuno in tasca, per controllarla, almeno un un po’.

Ma Maria di vivere da sola nella sua casa non ha certo paura, vuole solo il suo fido cordless, da tenere con sé mentre fa le sue faccende, cura il suo orto, o prepara i suoi piatti “da urlo”. Il suo telefono fisso con quel numero a sei cifre più prefisso, che tutti conoscono, e a cui tutti la chiamano da quasi mezzo secolo. Il problema è che quel numero è muto da oltre un mese, e nessuno sembra essere in grado di ripararlo. Anche perché il “palo” da cui parte la linea ormai serve solo la casa di Maria, decisamente non un buon affare per la Tim, o comunque non un’urgenza di quelle da strapparsi i capelli.

Ma lei, sorella dello storico imprenditore sassarese Ugo Multineddu, imprenditrice lei stessa, non è una che è abituata a farsi dire di no, a non risolvere i problemi, a “lasciare perdere” le cose. E così, dai primi di dicembre, sta ingaggiando una fiera battaglia avventurandosi nei labirinti di call center e segnalazioni gusti, risponditori automatici, operai fantasma e false rassicurazioni.

«Non ci dormo la notte dai nervi che mi vengono – racconta tra il serio e il divertito –. Il problema è che questa linea è anni che funziona male, ogni volta che arriva il freddo o la pioggia salta, per ore o giorni. Ma poi torna. Io chiamo, sempre. Anche questo dicembre. E un tecnico è venuto, ma deve aver fatto solo un rattoppo, perché dal 20 è saltato tutto. E ora il mio telefono è muto».

Ma Maria, con la ben nota tempra di famiglia, non si perde d’animo. E, aiutata dalle figlie, continua a tempestare la Tim di richieste di intervento. «Ogni volta, quando riusciamo a venire a capo del labirinto delle “scelte con i tasti”, risponde qualcuno di diverso – racconta disperata la figlia Nunzia –. Che chiaramente, guardando un pc magari dall’Albania o dalla Romania, non può far altro che appuntare la segnalazione, o confermarci che c’è una “richiesta di intervento” in corso».

«Mi hanno detto che il problema era mio – tuona Maria, per nulla accondiscendente con l’esternalizzazione dei call center –. Ma non è vero. Poi ci ha cercato qualche tecnico, per venire a vedere “il palo”. Volevano sapere da me dove era. E io che ne so. Alcuni non hanno nemmeno trovato la casa dove abito. Tutti sparivano senza far nulla, e noi eravamo costretti a riprendere con le telefonate».

Alla fine la perseveranza ha aperto una piccola breccia. E un operatore appena più informato degli altri ha avvisato qualche giorno fa che il guasto c’era, ed era grosso, e bisognava avere pazienza. «Anche se non lo dicono ho capito che vorrebbero che rinunciassi alla mia linea fissa – spiega Maria –. Che mi prendessi un cellulare e amen. Ma io, al mio telefono di casa, che ho da mezzo secolo, non ci rinuncio. È un mio diritto e non mi importa se è l’unico che si attacca al loro “palo” rotto. Lo riparino e mi ridiano il mio cordless. Devo ancora ricevere gli auguri di Natale di tutti i miei amici, che avranno trovato staccato».

«Non vuole sentire ragioni – sorride la figlia – per noi è una grande preoccupazione saperla a casa senza telefono, ma rispettiamo la sua volontà. Anche perché non è certo una donna che si tira indietro di fronte a un’ingiustizia. Anche alla Tim se ne stanno accorgendo, e vedrà che, pur di togliersela di torno, quel palo finiranno per ripararlo».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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