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Spunta la commissione pastorizia

Spunta la commissione pastorizia

Il Consorzio del pecorino replica: «È un atto di intimidazione»

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CAGLIARI. Qual è il peccato originale della filiera, tra l’altro vecchia e contorta, che va dal latte al pecorino romano? La mancanza di numeri certi sulla produzione di litri e quintali, o meglio: allevatori, industriali e consorzi hanno sì delle loro tabelle ma quasi mai coincidono. Cioè: è una filiera che va avanti da una vita senza avere le spalle numeri su cui contare se vuole crescere ed essere competitività per tutti. È un vuoto storico, assurdo e pericoloso per il gruppo dell’Udc-Cambiamo in Consiglio regionale, che con Domenico Gallus ha sollecitato l’immediata nomina di una commissione speciale proprio sul mondo della pastorizia. Dovrà essere più d’indagine che d’inchiesta, la commissione, perché «vogliamo finalmente discutere e poi intervenire partendo stavolta però da numeri oggettivi, oggi non ci sono, e non dalle sensazioni di questo o quello». Forse l’unico dato sicuro è il censimento delle pecore, oltre 2 milioni 600mila, poi già sul numero delle aziende i numeri cominciano a oscillare - 12mila o quasi 13mila? - mentre è notte fonda sui litri di latte - quanti sono i milioni raccolti ogni anno? - e sulle tonnellate di formaggio. «L’obiettivo della commissione – ha confermato Giorgio Oppi – soprattutto dovrà essere quello di far uscire la filiera dall’attuale incertezza e puntare subito dopo su interventi ordinari e straordinari decisi anche dalla politica ma corazzati dai numeri». La richiesta di istituire la commissione è stata firmata dai 5 consiglieri del gruppo, oltre che da Oppi e Gallus anche da Andrea Biancareddu, Gian Filippo Sechi e Antonello Peru, ma se sarà sottoscritta da altri 17 consiglieri dovrà essere costituita per forza. «Riusciremo di sicuro a raggiungere le firme pretese dal regolamento e l’indagine potrà cominciare – ha detto Gallus –. La nostra commissione non è e non sarà contro qualcuno, ma a favore di tutta la filiera per poi proporre interventi concreti». Soprattutto concreti – ha sottolineato Oppi – visto che «finora, in questa vertenza, abbiamo assistito più che altro al festival delle promesse non mantenute». Nella richiesta il gruppo ventila l’eventuale commissariamento del Consorzio di tutela del pecorino romano. Che però ha replicato con durezza: «Quella del gruppo Udc-Cambiamo ha tutta l’aria di una intimidazione, per cercare visibilità attraverso un attacco privo di ogni fondatezza e senza conoscenza dei dati, della materia e delle norme che la regolano. Il Consorzio ha i conti in ordine e svolge correttamente e puntualmente la sua attività amministrativa. Tutto il resto, è un imbarazzante e mal riuscito tentativo di strumentalizzazione». Ricordando infine che l’eventuale minacciato commissariamento spetterebbe tra l’altro «solo ed esclusivamente al ministero dell’agricoltura».

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