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Coldiretti: la burocrazia paralizza le aziende

Coldiretti: la burocrazia paralizza le aziende

La denuncia di Cualbu: «Ogni agricoltore perde più di 100 giorni all’anno del lavoro nella sua impresa»

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SASSARI. La burocrazia spegne il sogno di oltre un giovane italiano su due (55%) fra i quasi 39mila che hanno presentato domanda per l’insediamento in agricoltura in Italia con progetti imprenditoriali respinti per colpa degli errori di programmazione delle amministrazioni regionali e il rischio di perdere i fondi europei. Dall’analisi di Coldiretti sull’utilizzo delle risorse Ue relative ai Psr del 2014-2020, emerge che in Sardegna va anche peggio (59%, la più virtuosa è la Lombardia col 13%) e sono state pagate il 65% di quelle ammesse. Si calcola la perdita di un potenziale di mezzo miliardo all’anno di valore aggiunto che le giovani imprese avrebbero potuto sviluppare.

«L'odissea del primo insediamento, piuttosto che la siccità del 2017 con 6 domande su 100 liquidate e 7 su 10 ancora da istruire a tre anni dalla calamità (il 72,3%) sono la fotografia della situazione – spiega il presidente di Coldiretti Sardegna Battista Cualbu – La burocrazia è uno dei più grandi e subdoli problemi perché spesso trasformano in ostacolo strumenti nati come sostegno, creando false aspettative e facendo prendere alle imprese degli impegni e facendo sostenere delle ulteriori spese, con l'ulteriore beffa di perdere e restituire i fondi europei».

Per Coldiretti la burocrazia sottrae fino a 100 giorni all’anno al lavoro in azienda e l’inefficienza frena l’avvio di nuove attività di impresa. «Oltre agli interventi tampone come la task force, che va messa in campo immediatamente – dice il direttore Luca Saba – ribadiamo la necessità, per superare la vergogna di questa burocrazia, dei cosiddetti super Caa (Centri di assistenza agricola): provvedimento che garantirebbe tempi certi per la conclusione dei procedimenti grazie al meccanismo del silenzio-assenso a 60 giorni dalla presentazione. La legge c’è dal 2013 ma mancano i provvedimenti attuativi già adottati in altre regioni.

«Il super Caa – dice Cualbu – garantirebbe ai produttori gli auspicati tempi certi e quindi uno snellimento procedurale sostanziale. Non necessita di alcun cambiamento organizzativo in nessuna struttura, ma conferisce solo diversi ruoli ai Caa che libererebbero carta e impegni burocratici ad Arga e altri enti».



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