Piccinnu, da baby ugola d’oro a manager delle grandi star
di Dario Budroni
Da bambino l’impresario olbiese ha inciso 4 dischi, poi è passato dietro le quinte «Portai uno sconosciuto Zucchero ad Azzanì. Fu un disastro: solo 15 paganti»
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OLBIA. Scordatevi il pubblico da stadio e la folla schiacciata a ridosso delle transenne. Zucchero non era ancora nessuno e nel 1982 finì dietro il microfono di una discoteca di Azzanì, piccola frazione di Loiri Porto San Paolo. Solo quindici i paganti. Alla fine il titolare del locale, decisamente seccato per il flop, si lamentò e disse: «Non portateci più gente del genere». Di aneddoti di questo tipo Renato Piccinnu ne potrebbe raccontare centinaia. Perché è dal 1980 che di professione che fa l’agente di cantanti e musicisti. Amministratore dell’agenzia R&G Music, fondata insieme al fratello Gianni per dare gambe a una avventura cominciata dal padre Antonio, Renato Piccinnu, olbiese, è l’uomo che sta dietro gli show di piazza. Dal concertone di Laura Pausini alla festa della parrocchia di quartiere: l’agenzia di spettacolo R&G Music, una delle più importanti dell’isola, è da quarant’anni che porta musica e divertimento a spasso per la Sardegna. E lui, Renato Piccinnu, classe 1963 ed ex bambino prodigio, è l’uomo del dietro le quinte che fa in modo che tutti, pubblico e organizzatori, alla fine tornino a casa soddisfatti. Bambino prodigio. Renato Piccinnu, da bambino, amava cantare. Niente cognome: lo chiamavano semplicemente Renato. Il padre credeva in lui e così, negli anni Settanta, il piccolo olbiese cominciò a esibirsi davanti al pubblico. La prima volta a 11 anni, a Bonnanaro, dove vinse anche un concorso. Poi arrivarono addirittura i dischi: ben quattro, oggi finiti sotto vetro e appesi come veri cimeli tra le pareti dell’agenzia. Decine di volte Renato da Olbia finì anche sulle pagine delle riviste specializzate e della Nuova Sardegna, che ai tempi titolava: «Estate boom per Renato», «Renato spopola ad Ozieri», «Il mini cantante Renato sull’onda del successo», «Da Olbia un mini divo». Poi, una volta diventato ragazzo, la decisione di lasciar perdere il microfono. Ma non la musica. «Mio padre, maresciallo dei carabinieri in pensione, curò un po’ il mio percorso. Con me entrò quindi in questo mondo, facendo l’impresario – racconta Renato Piccinnu -. E così anche io, pian piano, cominciai ad affiancarlo. Penso però che quel percorso fatto da bambino mi sia servito, perché grazie a quell’esperienza ho una visione molto più ampia. Conosco infatti gli stress che si provano sia da una parte che dall’altra della barricata. Come un allenatore che ha fatto il giocatore».
Dietro le quinte. I fratelli Renato e Gianni Piccinnu, agli albori degli anni Ottanta, decisero di dare un futuro all’avventura da poco cominciata dal padre Antonio. L’agenzia di famiglia, sia di mediazione che di produzione, cominciò così a organizzare le prime feste in piazza e nei locali, per conto di amministrazioni comunali, privati e comitati. Molti artisti locali, ma anche tanti cantanti che nel giro di poco tempo sarebbero diventati famosi. «Sì, ricordo di quando portammo Zucchero a Buddusò e ad Azzanì. Non era ancora famoso, dormiva a casa nostra. Due anni dopo avrebbe sfondato. Quindi lo portammo ancora, ma con migliaia di paganti a Tempio, Cabras e Sennori – racconta Piccinnu -. Portammo anche Amedeo Minghi, che ai tempi costava solo 200mila lire». Pian piano la R&G Music, forte delle idee innovative dei fratelli Renato e Gianni, cominciò a ingrandirsi e a espandersi in tutta la Sardegna. Nel 1984 arrivò un giovanissimo Eros Ramazzotti, poi negli anni successivi Mango, Nomadi, Eugenio Finardi, Gianna Nannini, Irene Grandi, Alex Britti, Enrico Ruggeri, Claudio Baglioni e Negramaro. Il top nel 2010, quando in occasione del Capodanno di Olbia la R&G Music procurò all’amministrazione comunale Laura Pausini, che richiamò decine di migliaia di persone con molti fan che presero addirittura l’aereo per volare fino in città. Ancora oggi sono tantissimi gli artisti nazionali per i quali la R&G Music ha l’esclusiva per la Sardegna. Nell’ultimo Capodanno l’agenzia olbiese ha così organizzato sette spettacoli sparsi per l’isola, dal concerto dei Boomdabash a Castelsardo a quello delle Vibrazioni a San Teodoro, dallo show di Tazenda e Bertas a Sassari a quello di Giuseppe Masia e Giuliano Marongiu a Tortolì.
Made in Sardinia. C’è da dire, comunque, che la R&G Music non è solo maxi eventi e nomi nazionali. Anzi. «La vera svolta, per noi, è stata nei primi anni Novanta, quando organizzavo il festival “Una città per cantare”. Tutti gli artisti sardi più importanti di adesso, quelli che rappresentano il top dell’etnico, partecipavano a quel festival. Parlo di Istentales, Maria Giovanna Cherchi, Giuliano Marongiu, Janas, Carla Denule e altri ancora – spiega Renato Piccinnu –. Grazie anche al supporto della Nuova, che ci dava ampio spazio, riuscimmo a far affermare tantissimi artisti che ai tempi erano giovanissimi». Così oggi il vero giro d’affari della R&G Music è proprio la musica made in Sardinia, con l’etno-pop rigorosamente al primo posto. «I grandi nomi nazionali fanno un certo effetto, ma c’è da dire che rappresentano solo il 2 per cento del nostro lavoro – sottolinea Piccinnu –. Sono gli spettacoli etnici a riempire le piazze. Le feste di San Simplicio a Olbia, di Calangianus e di Luogosanto ti portano l’artista famoso, ma tutte le altre hanno artisti locali. Il vero lavoro è quello. Il nostro bacino d’utenza è la festa di piazza, con i santi patroni che comandano su tutto. Basti pensare che in Sardegna ci sono a disposizione 1800 serate. Olbia per esempio ne ha diverse, poi ci sono le frazioni e tutti gli altri paesi attorno. Funziona così in tutta l’isola. Villanova, che è un paese piccolo, ha sei feste patronali».
Dietro le quinte. I fratelli Renato e Gianni Piccinnu, agli albori degli anni Ottanta, decisero di dare un futuro all’avventura da poco cominciata dal padre Antonio. L’agenzia di famiglia, sia di mediazione che di produzione, cominciò così a organizzare le prime feste in piazza e nei locali, per conto di amministrazioni comunali, privati e comitati. Molti artisti locali, ma anche tanti cantanti che nel giro di poco tempo sarebbero diventati famosi. «Sì, ricordo di quando portammo Zucchero a Buddusò e ad Azzanì. Non era ancora famoso, dormiva a casa nostra. Due anni dopo avrebbe sfondato. Quindi lo portammo ancora, ma con migliaia di paganti a Tempio, Cabras e Sennori – racconta Piccinnu -. Portammo anche Amedeo Minghi, che ai tempi costava solo 200mila lire». Pian piano la R&G Music, forte delle idee innovative dei fratelli Renato e Gianni, cominciò a ingrandirsi e a espandersi in tutta la Sardegna. Nel 1984 arrivò un giovanissimo Eros Ramazzotti, poi negli anni successivi Mango, Nomadi, Eugenio Finardi, Gianna Nannini, Irene Grandi, Alex Britti, Enrico Ruggeri, Claudio Baglioni e Negramaro. Il top nel 2010, quando in occasione del Capodanno di Olbia la R&G Music procurò all’amministrazione comunale Laura Pausini, che richiamò decine di migliaia di persone con molti fan che presero addirittura l’aereo per volare fino in città. Ancora oggi sono tantissimi gli artisti nazionali per i quali la R&G Music ha l’esclusiva per la Sardegna. Nell’ultimo Capodanno l’agenzia olbiese ha così organizzato sette spettacoli sparsi per l’isola, dal concerto dei Boomdabash a Castelsardo a quello delle Vibrazioni a San Teodoro, dallo show di Tazenda e Bertas a Sassari a quello di Giuseppe Masia e Giuliano Marongiu a Tortolì.
Made in Sardinia. C’è da dire, comunque, che la R&G Music non è solo maxi eventi e nomi nazionali. Anzi. «La vera svolta, per noi, è stata nei primi anni Novanta, quando organizzavo il festival “Una città per cantare”. Tutti gli artisti sardi più importanti di adesso, quelli che rappresentano il top dell’etnico, partecipavano a quel festival. Parlo di Istentales, Maria Giovanna Cherchi, Giuliano Marongiu, Janas, Carla Denule e altri ancora – spiega Renato Piccinnu –. Grazie anche al supporto della Nuova, che ci dava ampio spazio, riuscimmo a far affermare tantissimi artisti che ai tempi erano giovanissimi». Così oggi il vero giro d’affari della R&G Music è proprio la musica made in Sardinia, con l’etno-pop rigorosamente al primo posto. «I grandi nomi nazionali fanno un certo effetto, ma c’è da dire che rappresentano solo il 2 per cento del nostro lavoro – sottolinea Piccinnu –. Sono gli spettacoli etnici a riempire le piazze. Le feste di San Simplicio a Olbia, di Calangianus e di Luogosanto ti portano l’artista famoso, ma tutte le altre hanno artisti locali. Il vero lavoro è quello. Il nostro bacino d’utenza è la festa di piazza, con i santi patroni che comandano su tutto. Basti pensare che in Sardegna ci sono a disposizione 1800 serate. Olbia per esempio ne ha diverse, poi ci sono le frazioni e tutti gli altri paesi attorno. Funziona così in tutta l’isola. Villanova, che è un paese piccolo, ha sei feste patronali».
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