L’Ats ritorna in attivo: nei conti 27 milioni di utile
Approvato dalla Giunta il penultimo bilancio prima dell’avvio della riforma Anche l’Azienda universitaria di Sassari ha chiuso l’esercizio in positivo
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CAGLIARI. L’addio all’Ats sarà tutto politico, però sui conti dell’Azienda unica nessuno potrà avere nulla da ridire. Nel 2018, ultimo anno disponibile, ha chiuso il bilancio in attivo, con un utile di quasi 27 milioni, mentre nel 2017 aveva raccolto solo debiti per 73,7 milioni. Il che vuol dire: la gestione del super manager Fulvio Moirano, scelto dal centrosinistra nel 2016 e poi andato via dopo le elezioni regionali del 2019, comunque ha evitato che il sistema andasse a picco e fosse travolto dai debiti. Certo, tutt’attorno a una contabilità ritornata finalmente in attivo si sono scatenate, in questi anni, le polemiche sui tagli, sollevate a suo tempo dall’allora opposizione di centrodestra e da febbraio al governo della Regione, e le proteste dei territori per la riorganizzazione di posti letto e servizi decentrati. Ma a parte gli effetti collaterali è innegabile, lo dicono i numeri, che, nel suo penultimo anno di vita, l’Ats abbia azzerato la voragine del passato. Anche se il sistema sanitario, nel suo complesso, continuerà a divorare ben 3 miliardi e 200 milioni del bilancio regionale, che quest’anno sarà intorno ai 9 miliardi.
I conti. A dicembre la Giunta ha approvato i bilanci 2018 dell’Ats, dell’Azienda universitaria di Sassari (che ha chiuso anche questa in attivo, 3,5 milioni), di quella universitaria cagliaritana (ha dimezzato le perdite rispetto al 2017, scendendo a 1,6 milioni), del Brotzu (ha chiuso con 4 milioni in rosso, era il doppio tre anni fa) e dell’Areus, l’azienda per le emergenze-urgenze, che dopo solo dodici mesi d’attività ha accumulato una perdita di quasi 3 milioni. Poco prima di Natale, sempre la giunta Solinas, ha coperto le perdite del Brotzu, dell’Azienda universitaria di Cagliari e dell’Areus, con un finanziamento extra di 8 milioni. Mentre gli utili d’esercizio dell’Ats e dell’Azienda universitaria di Sassari copriranno i precedenti disavanzi.
Le tabelle. Il caso dell’Ats che ritorna in attivo merita un approfondimento. Dal conto economico risulta che, nel 2018 ha ottenuto dalla Regione 2,7 miliardi di contributi, compresi gli oltre 244 milioni di finanziamenti extra e i 6,5 milioni necessari per garantire i livelli minimi d’assistenza non previsti dal sistema sanitario. Ma il dato più significativo è questo: a ritornare in attivo è stato il rapporto fra la produttività (i ricavi) e il totale dei costi. Stavolta il saldo è stato positivo, 70,8 milioni, mentre nel 2017 era in rosso, meno 24 milioni. Non è un miracolo, il risultato matematico, ma frutto di un aumento sostanziale della produttività, schizzata oltre i 3,1 miliardi, 111 milioni in più rispetto al 2017. Mentre sul fronte opposto, quello dei costi, la spesa è rimasta stabile intorno ai 3 miliardi, con però una riduzione di voci significative: il personale (da 347 milioni a 338 milioni) e i farmaci ospedalieri (da 260 milioni a 245 milioni).
Il futuro. Contabilità a parte, ormai si sa che l’Ats è arrivata al capolinea. La Giunta ha già deciso: sarà azzerata dalla riforma Solinas-Nieddu con il ritorno di otto Aziende sanitarie locali autonome. A rimanere accentrati saranno solo gli acquisti e la gestione del personale, che finiranno in carico alla futura Agenzia regionale della salute, l’Ares. (ua)
I conti. A dicembre la Giunta ha approvato i bilanci 2018 dell’Ats, dell’Azienda universitaria di Sassari (che ha chiuso anche questa in attivo, 3,5 milioni), di quella universitaria cagliaritana (ha dimezzato le perdite rispetto al 2017, scendendo a 1,6 milioni), del Brotzu (ha chiuso con 4 milioni in rosso, era il doppio tre anni fa) e dell’Areus, l’azienda per le emergenze-urgenze, che dopo solo dodici mesi d’attività ha accumulato una perdita di quasi 3 milioni. Poco prima di Natale, sempre la giunta Solinas, ha coperto le perdite del Brotzu, dell’Azienda universitaria di Cagliari e dell’Areus, con un finanziamento extra di 8 milioni. Mentre gli utili d’esercizio dell’Ats e dell’Azienda universitaria di Sassari copriranno i precedenti disavanzi.
Le tabelle. Il caso dell’Ats che ritorna in attivo merita un approfondimento. Dal conto economico risulta che, nel 2018 ha ottenuto dalla Regione 2,7 miliardi di contributi, compresi gli oltre 244 milioni di finanziamenti extra e i 6,5 milioni necessari per garantire i livelli minimi d’assistenza non previsti dal sistema sanitario. Ma il dato più significativo è questo: a ritornare in attivo è stato il rapporto fra la produttività (i ricavi) e il totale dei costi. Stavolta il saldo è stato positivo, 70,8 milioni, mentre nel 2017 era in rosso, meno 24 milioni. Non è un miracolo, il risultato matematico, ma frutto di un aumento sostanziale della produttività, schizzata oltre i 3,1 miliardi, 111 milioni in più rispetto al 2017. Mentre sul fronte opposto, quello dei costi, la spesa è rimasta stabile intorno ai 3 miliardi, con però una riduzione di voci significative: il personale (da 347 milioni a 338 milioni) e i farmaci ospedalieri (da 260 milioni a 245 milioni).
Il futuro. Contabilità a parte, ormai si sa che l’Ats è arrivata al capolinea. La Giunta ha già deciso: sarà azzerata dalla riforma Solinas-Nieddu con il ritorno di otto Aziende sanitarie locali autonome. A rimanere accentrati saranno solo gli acquisti e la gestione del personale, che finiranno in carico alla futura Agenzia regionale della salute, l’Ares. (ua)
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