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Cocco: tanti benefici, ma servono controlli

Cocco: tanti benefici, ma servono controlli

Lombardia, Toscana e Lazio e altre regioni già lo consentono. Ora la raccolta di firme online lanciata da Cappai chiede che incontrare i malati e i loro amici animali sia possibile anche in Sardegna....

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Lombardia, Toscana e Lazio e altre regioni già lo consentono. Ora la raccolta di firme online lanciata da Cappai chiede che incontrare i malati e i loro amici animali sia possibile anche in Sardegna. Raffaella Cocco (docente ed esperta di pet therapy, nella foto) è «favorevolissima perché per il paziente significherebbe poter godere di un gran beneficio». Ha però qualche perplessità sul fatto che il progetto si possa realizzare: «Basti dire che siamo riusciti ad avviare la terapia con animali nelle strutture di Cagliari, ma non in quelle di Sassari. Eppure stiamo parlando di cani supercontrollati rispetto a quelli dei privati. Bisogna sapere che tutti gli animali che si volesse introdurre in ospedale dovranno aver superato dei controlli sanitari che non si effettuano normalmente. Perché in realtà i contagi avvengono molto più di frequente dagli umani, ma se accade anche una sola volta per colpa di un cane, succede il finimondo». In particolare sarebbe opportuno tenere d’occhio alcune zoonosi e tenere alta la guardia contro alcuni tipi di leptospire, streptocco, giardia, ascaridi.

L’altro dubbio riguarda l’aspetto culturale, ovvero il senso civico dei proprietari: «Penso a tutto ciò che succede quando viene permesso a un cane di seguire il proprietario in luoghi come spiagge, aree-cani, giardini, centri commerciali, dove vedi proprietari che non utilizzano le precauzioni igieniche, le norme della normale educazione, mettendo in pericolo animali e persone. Troppe volte vedo proprietari che pensano di avere tutti i diritti, e chi invece non ama gli animali che ha un atteggiamento altrettanto rigido». La Cocco parla di «paletti tutto sommato superabili, con vantaggi indubbi per le persone ospedalizzate dal fatto di poter incontrare il proprio animale. Ci sono miliardi di dimostrazioni dell’importanza della presenza degli animali in ospedale, che è già molto diffusa. Ma occorre fare attenzione che cani e gatti non siano vettori o trasportatori di malattie. Come gli umani, d’altra parte». (a.palm)

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