La Nuova Sardegna

I pecorini si raccontano per conquistare l’America

di Antonello Palmas
I pecorini si raccontano per conquistare l’America

Le Dop dei formaggi ovini sardi negli States e in Canada per promuoversi Palitta, presidente del Romano: «Chi vende laggiù deve sapere tutto di noi»

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SASSARI. Promozione attraverso l’educazione alimentare e la conoscenza del prodotto. È ciò che stanno facendo i tre Consorzio del Pecorino in una terra, il nord America, che offre grandi opportunità di crescita. È di questi giorni la partenza al Winter Fancy Food Show di San Francisco, in California, della campagna di comunicazione dei “3 pecorini”, il Romano, il Sardo e il Fiore Sardo, che poi si svilupperà anche in Europa. E nello stesso periodo è partito a New York il progetto “Uncommon Flavors of Europe” che vede il Consorzi di Tutela del Pecorino Romano, impegnato insieme all’altra Dop Formaggio Asiago e alla Igp Speck Alto Adige in otto settimane di eventi nei punti vendita di Eataly Flatiron attraverso degustazioni, eventi speciali e menu dedicati.

A Montreal, in Canada, si è puntato su seminari di formazione per gli studenti del corso di cucina italiana dell’Istituto Ithq, che forma chef internazionalmente riconosciuti e rinomati. Nella Ithq si è svolto anche un seminario B2B sui sistemi di qualità dei marchi di tutela europei e i prodotti testimonial, con importatori, distributori e ristoratori provenienti da tutto il Quebec. E naturalmente promozione e degustazione nei punti vendita canadesi.

E poi la restaurant promotion nei punti di ristorazione italiana con menu dedicati ai tre prodotti testimonial e la predisposizione di materiale informativo. Il programma terminerà il 31 marzo 2020 con all’attivo più di 5.100 giornate di degustazione e circa 2,5 milioni di contatti raggiunti instore, più di 22 seminari B2B e B2C e numerose altre attività volte a creare una campagna informativa sui marchi di qualità europei tramite i prodotti testimonial.

«Spesso gli operatori e i banconieri d’oltre oceano conoscono poco del prodotto che devono proporre – spiega il presidente del Consorzio del Pecorino Romano, Salvatore Palitta – ma in questo modo hanno poco da raccontare per attirare il cliente. Noi cerchiamo di fornirgli elementi di interesse e di motivazione in più. È quanto abbiamo fatto a New York nei due punti vendita del gruppo Eataly, replicandolo poi in Canada. Già l’inverno scorso abbiamo partecipato ad altre iniziative, ad esempio a Seattle c’è stato un meeting di tre giorno in cui è stato molto apprezzato questo modo di proporsi al buyer e al consumatore».

E quindi spazio a scuola di cucina, assaggi, a lezioni su come si taglia il formaggio e su che uso se ne fa uso in cucina. Ma è importante raccontare il prodotto: «Gli operatori del settore in Usa sono curiosi di sapere di più del pecorino – dice Palitta – la sua storia millenaria, il fatto che venga dal latte di pecora (negli Usa viene prodotto un Romano cheese che è una pessima imitazione fatta con latte di vacca e questo occorre farlo sapere). E poi che arriva dall’isola dei centenari, che lo utilizzano per i loro piatti».

È opinione diffusa che gli americani non abbiano grande gusto, come si fa a proporgli la qualità? «Non tutti – risponde il presidente del Consorzio – c’è un fascia della popolazione che invece sa apprezzare, ha la cultura della cucina mediterranea perché magari discende da una famiglia del centro sud Italia. E comunque la nostra cucina è diffusissima e questo ci aiuta. Occorre creare l’idea che esiste anche un prodotto che nulla ha che vedere con quelli industriali, di largo consumo, con fascia di prezzo medio-bassa, mentre noi ci rivolgiamo a un target più elevato».

Risultati? «Si tratta di un lungo lavoro di semina – spiega Palitta – e comunque già si vedono, se pensiamo che sino a poco tempo fa il Pecorino romano era un semplice prodotto commodity, da ingrediente, mentre invece oggi lo trovi spicchiato al dettaglio. Vuol dire che l’obiettivo che ci siamo dati negli anni sta dando i suoi frutti. E se prima era un prodotto appannaggio di qualche marchio importante, oggi viene commercializzato più facilmente. Quello Usa è il mercato che dà più stabilità, è il garante di consumi costanti, e soddisfazioni». Del Pecorino romano in America è apprezzato molto «il gusto marcato, aspetto che ne fa l’abbinamento ideale per alcuni piatti. L’abbiamo proposto sulla cacio e pepe, con assaggi in vari tipi di salse. Le migliaia di persone che frequentano i punti vendita Eataly rappresentano un veicolo di informazione e conoscenza da sfruttare se vogliamo propagandare il concetto di qualità».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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