La Nuova Sardegna

Magliulo: «Giustizia in tilt? Io lo denuncio da tempo»

di Marco Bittau
Magliulo: «Giustizia in tilt? Io lo denuncio da tempo»

Il presidente: «Bene la visita della commissione Csm, ora si intervenga»

3 MINUTI DI LETTURA





TEMPIO. Mai come questa volta le parole sono state dure come pietre: «A Tempio giustizia da terzo mondo». Che è più o meno quello che ha sempre pensato, detto e scritto il presidente del tribunale gallurese, Giuseppe Magliulo, sin dal momento del suo insediamento, nel mese di febbraio di due anni fa. Con la differenza che oggi le sue parole trovano conferma nel giudizio più che severo espresso dalla prima commissione del Consiglio superiore della magistratura, al termine della ricognizione al palazzo di giustizia di Tempio. Se non è una sentenza, poco ci manca. Comunque è una svolta, nel senso che da questo momento in poi lo sfascio del tribunale non si consumerà più nel silenzio e nell’indifferenza generale.

«Adesso siamo al punto e a capo – dice il presidente Magliulo con legittima soddisfazione – la visita della commissione al gran completo, caso più unico che raro, è stata molto positiva. Non per me o per i magistrati, gli avvocati e tutti i dipendenti che qui a Tempio lavorano ogni giorno tra mille difficoltà, piuttosto per i cittadini galluresi che al tribunale si rivolgono per chiedere giustizia». «Perché – aggiunge il presidente – deve essere chiaro a tutti che in Gallura da decenni non c’è giustizia». «Del resto – aggiunge Magliulo – pochi giorni dopo il mio insediamento a Tempio, contando i fascicoli, era già evidente la situazione fuori controllo del tribunale. E già allora sono partite le mie prime segnalazioni. Che poi sono continuate al punto che il Consiglio superiore della magistratura giustamente è intervenuto. Adesso attendiamo le determinazioni della commissione, ma già le dichiarazioni del presidente Sebastiano Ardita sono molto importanti. Soprattutto nel passaggio in cui riferisce che il Csm cercherà le responsabilità di questo sfascio laddove vanno trovate, ma non certo tra coloro che attualmente operano con grande sforzo in condizioni estreme».

Insomma, la situazione riscontrata dal Csm corrisponde esattamente alle ripetute denunce del presidente. «Abbiamo trovato – hanno riferito i commissari dopo la visita – un ambiente giudiziario in condizioni disastrose dal punto di vista strutturale, ambientale e delle risorse». Gli esempi citati sono addirittura imbarazzanti: ricevute di ritorno delle notifiche conservate in scatole per scarpe, sistemi informatici improbabili, aule fatiscenti in un palazzo di giustizia collocato in una vecchia scuola. «Tutto questo – hanno aggiunto i commissari – in un tribunale dove, dopo gravi scandali che hanno portato all'allontanamento di alcuni giudici, sono stati inviati giovani magistrati impegnati ad affrontare cause delicate avendo fino a duemila pendenze sul ruolo. Colleghi chiamati a lavorare in una situazione disastrosa impegnati in procedimenti anche datati, che corrono sul filo della prescrizione. Tra i nuovi arrivati c'è chi ha scritto fino al 90% delle sentenze per prescrizione. Insomma, carichi insostenibili che incidono sulla sana e corretta gestione dei ruoli».

«Proprio alla luce di queste considerazioni espresse al termine di due giorni di incontri – conclude il presidente del tribunale, Giuseppe Magliulo – è importante che il Csm, una intera commissione al gran completo, sia venuto a Tempio a far sentire la sua presenza forte e la vicinanza a questi magistrati. A tutelare e valorizzare il loro lavoro, che davvero è l’unico strumento per restituire credibilità alla giustizia in questo territorio».

@marcobittau. ©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
Il raid

Undici furgoni a fuoco nella notte: attentato contro un’azienda logistica del sud Sardegna – Le indagini

Le nostre iniziative