Il ministero del Lavoro prova a ricucire tra Tirrenia e sindacati
SASSARI. Ultimo tentativo per evitare lo sciopero dei dipendenti Tirrenia. Oggi alle 15.30 al ministero del Lavoro sono state convocate le compagnia di navigazione, Assarmatori e i sindacati per l’esp...
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SASSARI. Ultimo tentativo per evitare lo sciopero dei dipendenti Tirrenia. Oggi alle 15.30 al ministero del Lavoro sono state convocate le compagnia di navigazione, Assarmatori e i sindacati per l’espletamento della seconda fase della procedura di raffreddamento dello sciopero. All’origine della protesta la decisione di Tirrenia di chiudere le sedi di Napoli e Cagliari. La chiusura nell’isola comporterà il trasferimento in un altro ufficio di un dipendente. Ma i sindacati sono molto preoccupati perché le scelte aziendali si inseriscono in una situazione delicata che il gruppo Onorato affronta da un punto di vista finanziario.
Per Filt Cgil, Fit Cisl e Uiltrasporti lo stop alle sedi di Napoli e Cagliari non ha alcuna giustificazione. Ma non solo. «Respingiamo il progetto di riorganizzazione aziendale e invitiamo ulteriormente il management a rivedere tale decisione che comporterebbe un gravissimo disagio a tutti i lavoratori coinvolti, molti dei quali si vedrebbero anche costretti a dimettersi, perché non in condizioni di potersi sradicare dalle proprie residenze», hanno detto i sindacalisti all’indomani del primo incontro con l’azienda per cercare un’intesa. Un incontro andato a vuoto, a cui, come previsto dalla legge sui servizi pubblici essenziali, ne seguirà uno al ministero del Lavoro. Ma i sindacati sono determinati ad andare avanti con lo sciopero se Tirrenia non tornerà sui suoi passi. «Nel caso l'azienda non dovesse rivedere le proprie decisioni – hanno detto i sindacati – daremo immediato corso a tutte le iniziative senza escludere lo sciopero, per contrastare le decisioni di Tirrenia Cin».
Per Filt Cgil, Fit Cisl e Uiltrasporti lo stop alle sedi di Napoli e Cagliari non ha alcuna giustificazione. Ma non solo. «Respingiamo il progetto di riorganizzazione aziendale e invitiamo ulteriormente il management a rivedere tale decisione che comporterebbe un gravissimo disagio a tutti i lavoratori coinvolti, molti dei quali si vedrebbero anche costretti a dimettersi, perché non in condizioni di potersi sradicare dalle proprie residenze», hanno detto i sindacalisti all’indomani del primo incontro con l’azienda per cercare un’intesa. Un incontro andato a vuoto, a cui, come previsto dalla legge sui servizi pubblici essenziali, ne seguirà uno al ministero del Lavoro. Ma i sindacati sono determinati ad andare avanti con lo sciopero se Tirrenia non tornerà sui suoi passi. «Nel caso l'azienda non dovesse rivedere le proprie decisioni – hanno detto i sindacati – daremo immediato corso a tutte le iniziative senza escludere lo sciopero, per contrastare le decisioni di Tirrenia Cin».
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