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Air Italy, Ct1, traghetti le spine della giunta

Air Italy, Ct1, traghetti le spine della giunta

Si rischia il caos sul sistema dei collegamenti. All’attacco Meloni, Pd, e Li Gioi, M5s Interpellanza del 5 Stelle Marino alla Camera sul caro carburanti per le navi

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SASSARI. Sogna di stare a casa, sul divano, a vedere un film in compagnia. Ma l’emergenza irrompe come il Titanic nel salotto di casa.

Il governatore Christian Solinas deve maneggiare con cura il caos della Continuità aerea. Ma nel quadro si sono aggiunti quella marittima, il caro carburanti e ora arrivano anche le nuvole nere su Air Italy. I consiglieri regionali della Gallura denunciano con forza la situazione anomala della compagnia. Giuseppe Meloni, Pd, parla dela condizione dei lavoratori. «Da tempo i sindacati e paventano la possibilità dell'abbandono dell'isola da parte della compagnia di navigazione aerea Air Italy – dice Meloni –. Ora l’allarme arriva anche dalla Regione. C’è una continua riduzione degli aerei sulle rotte per la Sardegna. A questo si aggiunge il costante ricorso al noleggio di apparecchi ed equipaggi di compagnie straniere. I gravi danni economico- sociali che deriverebbero alla Sardegna sono facilmente prevedibili e difficilmente calcolabili. A ottobre avevo presentato un’interpellanza in cui lanciavo l’allarme. La maggioranza non ha preso in considerazione l’allarme. In questi mesi non ha mai chiesto alla compagnia quali fossero le intenzioni rispetto al futuro e alla salvaguardia dei posti di lavoro nell'isola. Siamo arrivati all'epilogo del disastro. Anche l'auspicata proroga "in extremis" dell'attuale continuità territoriale potrebbe non risolvere il caso Air Italy». Anche il consigliere regionale dei 5 Stelle Roberto Li Gioi non nasconde la sua preoccupazione. «Il Coo di Air Italy Rossen Dimitrov è scomparso – dice Li Gioi –. Nel frattempo Air Italy ha siglato un accordo con la compagnia Oman Air che non prevede alcun volo su Olbia. L’ad di Malpensa ha parlato dello scalo milanese come nuovo hub di Air Italy. Sono solo alcune delle ultime notizie che fanno eco all’allarme lanciato dai sindacati in questi giorni e che fanno presagire il peggio. Air Italy ha già un passo fuori dalla Sardegna e la Regione resta a guardare, complice di questo smantellamento annunciato che sta per abbattersi come un uragano sul tessuto economico sardo, lasciando nella disperazione 600 famiglie. E in questi mesi la Regione è rimasta inerte. Nel frattempo Air Italy ha firmato un contratto di partnership con la compagnia Oman Air che collegherà Muscat, capitale dello Stato Arabo, con Roma, Palermo, Napoli, Catania, Lamezia Terme e Cagliari, passando per Malpensa. L’esclusione di Olbia è un segnale inequivocabile che non può certo essere ignorato o sottovalutato. La latitanza del Presidente della Regione e dell’assessore ai Trasporti per quanto riguarda il nuovo bando permette alla compagnia di avere l’alibi ideale per andarsene. Possiamo non definire questo comportamento complicità?».

Caro traghetti. Ma a prendere la scena è anche il caro traghetti. La discussione arriva alla Camera grazie a un’interpellanza urgente del deputato 5 Stelle Nardo Marino. «Chiedo al Governo interventi urgenti per risolvere l’emergenza del caro traghetti. Che rischia di provocare un grave danno all’economia della Sardegna. Una reazione a catena che causerà uno squilibrio dei costi sostenuti dai trasportatori tra le regioni peninsulari e quelle insulari. L'aumento dei costi stabilito dai vettori marittimi a carico degli autotrasportatori rischia di gravare sulle spalle degli imprenditori isolani, con conseguenti e prevedibili aumenti destinati a ripercuotersi anche sul consumatore finale». Dal 1 gennaio 2020 sono entrate in vigore le norme della Convenzione internazionale Marpol dell’International Maritime Organization (Imo) che obbligano a utilizzare a livello mondiale carburanti navali con un contenuto di zolfo inferiore allo 0,5 per cento. Marino ha anche una soluzione. «Nel 2004, la Commissione europea ha emanato i nuovi orientamenti in materia di aiuti di Stato ai trasporti marittimi, disponendo quali siano compatibili con la normativa vigente. Il punto 10 della comunicazione europea relativo agli «aiuti al trasporto marittimo a corto raggio», se letto insieme con il punto 5 «aiuti agli investimenti», rende possibili incentivi per promuovere l'uso di navi sicure e non inquinanti. Si devono valutare tutte le iniziative per mettere in campo gli incentivi previsti dall’Unione europea e che consentirebbero l’adeguamento delle navi».

Il nodo. Per il governatore la situazione dei trasporti diventa sempre più complicata. E il destino di quella aerea sembra legata alla riunione del 3 febbraio, che è stata spostata al Dipartimento politiche europee di Palazzo Chigi.

Non resta che attendere, perché dopo mesi sembra vicina la svolta che potrebbe restituire le ali a chi sogna di volare. (l.roj)

©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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