La Nuova Sardegna

La Maddalena, sul punto nascita decide Roma

di Walkiria Baldinelli
La Maddalena, sul punto nascita decide Roma

La richiesta della deroga al ministero. L’assessore Nieddu: impegno preso con le mamme dell’isola

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LA MADDALENA. Anche i ginecologi si erano schierati per la chiusura del punto nascita della Maddalena, per i medici nell’ospedale isolano non sussistono le condizioni di sicurezza per effettuare i parti, ma se queste prese di posizione erano state fatte proprie dall’ex assessore alla Salute, Luigi Arru, il suo successore Mario Nieddu sta marciando in senso contrario. Una battaglia, la sua, targata Lega arrivata fino a Roma. La richiesta di deroga per la riapertura del punto nascita dell’ospedale Paolo Merlo è infatti sulla scrivania del ministero della Salute. L’assessore Mario Niedddu e il capogruppo della Lega, Dario Giagoni, intendono mantenere la promessa fatta a più riprese alla Maddalena in campagna elettorale alle varie associazioni, compreso il comitato delle “mamme coi pancioni”. L’impegno della Regione viaggia su due binari: ottenere da Roma il via libera alla deroga del punto nascita e successivamente attivare le opere di messa in sicurezza del presidio isolano. «I bambini devono poter nascere di nuovo alla Maddalena – dichiara Nieddu –. È un impegno che abbiamo preso con le famiglie e le mamme dell’isola, una battaglia che abbiamo intenzione di combattere al loro fianco fino in fondo».

Il punto nascita non è più operativo da oltre due anni in seguito alla approvazione della legge nazionale che impone la chiusura al di sotto dei 500 parti l’anno. «Abbiamo più volte sollevato forti dubbi sull’applicabilità del decreto ministeriale 70 (relativo cioè agli standard generali di qualità per l’assistenza ospedaliera) all’interno del nostro sistema sanitario – commenta l’assessore –. Le ragioni sono molteplici e vanno dagli aspetti demografici, alle caratteristiche orografiche di alcune aree del territorio, dove i collegamenti non sono sempre agevoli. Peculiarità della nostra Isola che non possono essere ignorate. La legge non fa distinzioni, è una rigidità che porta inevitabili diseguaglianze nel diritto di accedere alle cure. Auspichiamo che da Roma ci sia un’apertura in questo senso e di poter contare su una risposta in tempi rapidi». Il percorso non si conclude con l’invio al ministero della Salute della richiesta di deroga del punto nascita: «Siamo consapevoli che potrebbe essere ancora lungo e con qualche ostacolo – afferma il capogruppo della Lega, Dario Giagoni –. Ma siamo ottimisti e pronti a proseguire su questa strada al fianco dei cittadini, come abbiamo fatto sinora, con un coinvolgimento attivo e partecipato. La nostra attenzione si concentrerà ora sulle altre richiesta di deroga per i punti nascita promesse, in attesa di ricevere un positivo riscontro da Roma». Le promesse elettorali sul mantenimento dei servizi riguardano gli ospedali della Maddalena, di Tempio e Iglesias. «Siamo orgogliosi di aver tenuto fede a questo impegno – dice –. Una promessa fatta anche dall’ex ministro Matteo Salvini durante una visita sull’isola e dal nostro ex commissario regionale Eugenio Zoffili che, senza paure, ha sposato in toto l’ormai celebre battaglia dei pancioni. La Maddalena rivendica il suo status di isola nell’isola».

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