Posidonia, chioschi, Cda: tre leggi a febbraio
È l’obiettivo dichiarato dal centrodestra ma è giallo sul ritorno dei consigli di amministrazione
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CAGLIARI. La maggioranza di centrodestra ha deciso: «Febbraio sarà il mese delle leggi, non solo della Finanziaria». Sono ben tre quelle che dovrebbero approdare in aula fra una decina di giorni. Nel pacchetto ci sono le regole su come potranno essere rimosse le alghe spiaggiate, poi l’autorizzazione per lasciare montati tutto l’anno, non solo d’estate, i chioschi nelle aree demaniali e infine c’è anche la legge più contestata fra le tre. È quella sul ritorno dei consigli d’amministrazione negli enti e nelle agenzie regionali al posto dell’attuale amministratore.
Il cortocircuito. Ma è proprio la terza legge, quella sui Cda, a essere finita al centro di un giallo saltato fuori in queste ore. Eccolo: mercoledì la commissione lavoro e cultura, presieduta da Alfonso Marras dei Riformatori, ha votato a favore del disegno di legge presentato dalla giunta Solinas. Però a quel parere positivo – approvato solo dal centrodestra – è allegata una nota tecnica degli uffici del Consiglio che sostiene l’esatto contrario. E cioè, in estrema sintesi, così com’è scritta «la legge non sarebbe applicabile perché in contrasto con le regole nazionali sul contenimento della spesa e con quelle che invece definiscono ruolo e compiti delle agenzie esterne nelle amministrazioni pubbliche. È un cortocircuito di cui si sono accorti in pochi ma evidente, perché se da un parte c’è un parere positivo, dall’altra è smentito dalla relazione degli uffici che sempre deve accompagnare una legge prima del voto in aula. Non sono ancora chiari quali potrebbero essere gli effetti di questa contraddizione palese sul cammino del disegno di legge. All’improvviso la maggioranza potrebbe essere costretta a più di una correzione volante, per evitare un altolà che, a quel punto, farebbe saltare la tabella di marcia annunciata dalla coalizione. Comunque il centrodestra avrà tempo per pensare come metterci una pezza: solo a metà della prossima settimana la legge sui Cda entrerà in commissione riforme per il parere decisivo, ultimo passo prima della discussione in aula.
Le altre due leggi. Dovrebbe essere invece senza intoppi il cammino degli articoli sulla posidonia e sui chioschi. Dopo essere state presentate dal Psd’Az e dalla Lega, entrambe hanno ottenuto il via libera in commissione e ora manca solo l’ultimo e decisivo voto del Consiglio. Quella sulla posidonia può essere riassunta così: le alghe potranno essere raccolte e trasferite in discarica, anche se – c’è scritto – «il primo obiettivo dovrà essere comunque quello di risistemarle poi nella stessa spiaggia per fermare l’erosione dei litorali». La seconda, quella sui chioschi, invece è stata riassunta così dal consigliere leghista Michele Ennas. «Con solo pochi articoli – spiega – daremo ai concessionari la possibilità di non smontare le strutture a fine estate anche in quei Comuni dove non esiste un piano di utilizzo dei litorali. La nostra legge che non solo allungherà la stagione turistica, ma eviterà ai concessionari di pagare ancora spese ingiuste e inutili».
Il cortocircuito. Ma è proprio la terza legge, quella sui Cda, a essere finita al centro di un giallo saltato fuori in queste ore. Eccolo: mercoledì la commissione lavoro e cultura, presieduta da Alfonso Marras dei Riformatori, ha votato a favore del disegno di legge presentato dalla giunta Solinas. Però a quel parere positivo – approvato solo dal centrodestra – è allegata una nota tecnica degli uffici del Consiglio che sostiene l’esatto contrario. E cioè, in estrema sintesi, così com’è scritta «la legge non sarebbe applicabile perché in contrasto con le regole nazionali sul contenimento della spesa e con quelle che invece definiscono ruolo e compiti delle agenzie esterne nelle amministrazioni pubbliche. È un cortocircuito di cui si sono accorti in pochi ma evidente, perché se da un parte c’è un parere positivo, dall’altra è smentito dalla relazione degli uffici che sempre deve accompagnare una legge prima del voto in aula. Non sono ancora chiari quali potrebbero essere gli effetti di questa contraddizione palese sul cammino del disegno di legge. All’improvviso la maggioranza potrebbe essere costretta a più di una correzione volante, per evitare un altolà che, a quel punto, farebbe saltare la tabella di marcia annunciata dalla coalizione. Comunque il centrodestra avrà tempo per pensare come metterci una pezza: solo a metà della prossima settimana la legge sui Cda entrerà in commissione riforme per il parere decisivo, ultimo passo prima della discussione in aula.
Le altre due leggi. Dovrebbe essere invece senza intoppi il cammino degli articoli sulla posidonia e sui chioschi. Dopo essere state presentate dal Psd’Az e dalla Lega, entrambe hanno ottenuto il via libera in commissione e ora manca solo l’ultimo e decisivo voto del Consiglio. Quella sulla posidonia può essere riassunta così: le alghe potranno essere raccolte e trasferite in discarica, anche se – c’è scritto – «il primo obiettivo dovrà essere comunque quello di risistemarle poi nella stessa spiaggia per fermare l’erosione dei litorali». La seconda, quella sui chioschi, invece è stata riassunta così dal consigliere leghista Michele Ennas. «Con solo pochi articoli – spiega – daremo ai concessionari la possibilità di non smontare le strutture a fine estate anche in quei Comuni dove non esiste un piano di utilizzo dei litorali. La nostra legge che non solo allungherà la stagione turistica, ma eviterà ai concessionari di pagare ancora spese ingiuste e inutili».
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