Metano, appello al governo «All’isola serve la dorsale»
I deputati Pd Manca, Mura e Frailis: Sardegna penalizzata, stop alle ingiustizie Il dem Cani: non blocchiamo lo sviluppo. Tunis, 20Venti: Todde inadeguata
3 MINUTI DI LETTURA
SASSARI. Doveva essere l’incontro risolutivo, quello in cui avere certezze sul futuro energetico della Sardegna. Così non è stato e sul tema la nebbia è sempre più fitta mentre il calendario cammina veloce e il 2025, l’anno stabilito per il phase out dal carbone, si avvicina senza che la Sardegna abbia messo in campo una valida alternativa. Al Mise il governo, rappresentato dal sottosegretario Alessandra Todde, nuorese, esponente del M5s, ha ribadito il via libera al metano nella fase di transizione post carbone ma no alla dorsale nord sud fortemente voluta dalla Regione di centrodestra e dal Pd. Il giorno dopo l’incontro (deludente) a Roma, il governatore Solinas non nomina la dorsale ma ribadisce: «Siamo disponibili a discutere qualsiasi soluzione di transizione, ma deve essere una soluzione che garantisca ai sardi lo stesso trattamento dei cittadini che vivono nel resto del territorio nazionale». Significa questo: se la dorsale non si farà, i sardi – cittadini e imprese – devono comunque avere il gas metano a prezzi equi, uguali al resto d’Italia e non come accaduto «negli ultimi 70 anni nei quali abbiamo pagato una bombola il doppio rispetto agli altri». Anche i deputati sardi del Pd chiedono garanzie al governo. Gavino Manca, Romina Mura e Andrea Frailis ricordano che «sul metano e sulla Dorsale sarda il governo Renzi e la giunta Pigliaru avevano sottoscritto impegni precisi e vincolanti nel Patto per la Sardegna del 2016, discusso e accettato da tutti i soggetti istituzionali della Sardegna. Vediamo che ora alcuni esponenti della maggioranza di governo hanno visioni diverse sul futuro energetico dell'isola, è arrivato il momento che il ministro all'Ambiente e la presidenza del Consiglio avviino un confronto politico aperto e approfondito sull'argomento. E poi – continuano Manca, Mura e Frailis – non è esatto affermare che «gli unici pareri favorevoli sono quelli delle commissioni Via che non appartengono al Ministero». Primo perché la Valutazione di impatto ambientale rappresenta la pietra angolare su cui si basano i successivi pronunciamenti e poi perché la commissione Via viene istituita con un decreto del ministero dell'Ambiente. Nel frattempo la Sardegna resta l’unica regione sprovvista di metano. Una ingiustizia: l’isola va inserita in un ambito tariffario unico nazionale e ai sardi va assicurato il necessario livello di sicurezza, equità e continuità delle forniture». Emanuele Cani, il segretario regionale del Pd, non ha dubbi: «Senza dorsale non c’è sviluppo, la realizzazione della linea nord sud passa per un lungo percorso di studio e concertazione e valutazione tecnico scientifica. Dire oggi che non si fa più nulla è, quantomeno, azzardato. Come spiegano i tecnici e gli esperti, non potrà essere il collegamento con la Sicilia a fornire l'energia termica di cui hanno bisogno le nostre aziende ma anche le nostre case». Secondo Cani, «chi assume posizioni di governo deve lavorare per trovare soluzioni ai problemi e non crearne altri. Più che di proclami – conclude Cani – la Sardegna ha bisogno di atti concreti e interventi immediati». Toni ancora più duri quello di Stefano Tunis, consigliere regionale di Sardegna 20Venti: «È impossibile proseguire la discussione sulla questione energetica con un interlocutore palesemente inattendibile come la sottosegretaria Alessandra Todde. Dire nello stesso giorno che si punta su un deposito costiero e che il polo dell'alluminio ha valore strategico per il governo indica in modo inequivocabile che non ha nessuna idea dei temi di cui si occupa». L'esponente della maggioranza rivolge l'attacco a tutto il Movimento Cinquestelle: «Che la nostra Regione sia spinta verso l'età della pietra da extraterrestri che non saprebbero prendere cinquanta voti non lo posso accettare e non lo accetto. È arrivato il momento che tutta la politica e il mondo produttivo della Sardegna esigano dal governo quanto ci spetta di diritto».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
