Vietata l’irrorazione aerea, ma per poco
L’irrorazione aerea di fitofarmaci è vietata in Italia, ma dato che con i droni è possibile agire a quota molto bassa e quindi con grande precisione, è in fase di sviluppo un regolamento che...
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L’irrorazione aerea di fitofarmaci è vietata in Italia, ma dato che con i droni è possibile agire a quota molto bassa e quindi con grande precisione, è in fase di sviluppo un regolamento che consentirà queste operazioni in futuro, come accade in altri Paesi. Ovviamente questo sistema è praticabile per prodotti utilizzabili in quantità molto piccole, visto che il peso trasportabile dal drone è comunque limitato. Per ora è possibile però mettere in contatto i droni con trattori intelligenti che si muovono tra i filariu aprendo più o meno le valvole per l’irrorazione a seconda delle indicazioni delle mappe create dal cielo. L’utilizzo dei droni – è bene ricordarlo – è regolato dalle normative dell’Enac. «Non è un problema così rilevante – dice Paolo Fallavollita – di solito i droni sono
utilizzati in zone a basso rischio, con pochi limiti». Diverso è per i campi in prossimità di aeroporti, in tal caso è molto difficile ottenere permessi. (apalm)
utilizzati in zone a basso rischio, con pochi limiti». Diverso è per i campi in prossimità di aeroporti, in tal caso è molto difficile ottenere permessi. (apalm)
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