«Salviamo le coste», oltre 17mila firme
Boom della petizione popolare lanciata dal Grig contro il Piano casa della giunta
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SASSARI. Ha superato quota 17mila firme la petizione popolare per la salvaguardia delle coste sarde rivolta al ministro per i Beni e attività culturali e turismo, Dario Franceschini, e ai presidenti della Regione e del Consiglio regionale, Christian Solinas e Michele Pais, per il mantenimento dei vincoli di inedificabilità nella fascia dei 300 metri dal mare. Una petizione firmata nei giorni scorsi anche da alcune personalità del mondo della cultura - tra cui la giornalista scrittrice Ella Baffoni, l'ex ministro dei Beni culturali Massimo Bray, lo storico dell'arte Tomaso Montanari- e anche da tanti stranieri. «Davanti a un'abissale crisi economico-sociale, alle drammatiche problematiche come quella dell'abbandono scolastico che sta portando sempre più l'isola a un futuro ignorante da manodopera dequalificata, davanti a un dissesto idrogeologico foriero di mille calamità innaturali e a un contesto da terzo mondo nei trasporti – dicono gli ecologisti del Gruppo di intervento giuridico che hanno lanciato la petizione – il mondo politico sardo è capace di dare una sola risposta, sempre la stessa da decenni: cemento sulle coste con la pretesa di favorire il turismo».
In particolare il Grig punta il dito contro «il disegno di legge sul Piano Casa, adottato a fine 2019, che è tuttora sconosciuto perché a distanza di un mese il governatore Solinas non si è degnato di pubblicizzarlo e nemmeno di trasmetterlo al Consiglio regionale, manco fosse oggetto di conoscenza riservata agli iniziati». Secondo Stefano Deliperi, anima del Grig, «riprendere la speculazione immobiliare lungo le coste è un intento ottuso e autolesionista: si tratta della parte più pregiata del patrimonio ambientale e paesaggistico isolano, il fondamentale richiamo turistico, elemento di grande importanza per un'economia locale sempre più disastrata, grazie soprattutto alla mancanza di efficaci interventi nei settori nevralgici dei trasporti e della politica scolastica. Chiunque ama la Sardegna la difende e si oppone agli ennesimi tentativi di una classe politica miope che vorrebbe destinare la parte più pregiata del territorio isolano a incrementi volumetrici speculativi nella fascia costiera che impoverirebbero ambiente e futuro dei sardi. Abbiamo difeso, difendiamo e difenderemo la nostra terra, millimetro per millimetro. Ne stiano certi».
In particolare il Grig punta il dito contro «il disegno di legge sul Piano Casa, adottato a fine 2019, che è tuttora sconosciuto perché a distanza di un mese il governatore Solinas non si è degnato di pubblicizzarlo e nemmeno di trasmetterlo al Consiglio regionale, manco fosse oggetto di conoscenza riservata agli iniziati». Secondo Stefano Deliperi, anima del Grig, «riprendere la speculazione immobiliare lungo le coste è un intento ottuso e autolesionista: si tratta della parte più pregiata del patrimonio ambientale e paesaggistico isolano, il fondamentale richiamo turistico, elemento di grande importanza per un'economia locale sempre più disastrata, grazie soprattutto alla mancanza di efficaci interventi nei settori nevralgici dei trasporti e della politica scolastica. Chiunque ama la Sardegna la difende e si oppone agli ennesimi tentativi di una classe politica miope che vorrebbe destinare la parte più pregiata del territorio isolano a incrementi volumetrici speculativi nella fascia costiera che impoverirebbero ambiente e futuro dei sardi. Abbiamo difeso, difendiamo e difenderemo la nostra terra, millimetro per millimetro. Ne stiano certi».
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