Gli emigrati come arma per promuovere l’isola
Presentata la nuova consulta: «Devono essere coinvolti per raccontare la Sardegna nel mondo»
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CAGLIARI. Gli emigrati «devono essere coinvolti sempre più nella promozione della Sardegna nel mondo». Lo ha detto l’assessora al lavoro, Alessandra Zedda, nella prima riunione della Consulta per l’emigrazione.
Consulta che è composta da è composta da Domenico Scala (Svizzera), Margarita Tavera (Argentina), Paolo Atzori (Germania) Gianni Garbati (Spagna), Angela Letizia Licciardi (Brasile), Maria Giovanna Filia (Canada), Mario Deidda (Francia), Mario Agus (Olanda), Fausto Zanda (Australia), Antonio Maria Enna (Belgio), Luca Puggioni (Gran Bretagna), Olimpia Grussu (Danimarca), Giacomo Bandino (Usa), dai portavoce della Federazione dei circoli – Serafina Mascia e Maurizio Sechi – da Pierpaolo Cicalò (Istituto Fernando Santi), Mauro Carta (Acli) e dai rappresentati delle diverse associazioni e sindacati: Jan Alexandro Lai, Antonino Casu, Franca Orrù, Francesco Piras, Maria Francesca Ticca e Gian Nicola Saba, funzionario dell’assessorato a lavoro.
Più gli esperti Carlo Manca, Giuseppe Dessì e Antonio Giua. «Siamo consapevoli ha detto l’assessora Zedda – che la nostra identità rappresenta un valore imprescindibile da custodire e tramandare alle nuove generazioni, anche a quelle lontano dall’Isola». Per aggiungere: «Dobbiamo anche pensare come rendere più facile il ritorno a casa degli emigrati ed è per questo che la Regione sostiene e continuerà a sostenere le federazioni e i circoli degli emigrati sardi».
Uno dei prossimi progetti annunciati dalla Giunta sarà quello di «una strategia per promuovere la Sardegna all’estero con il coinvolgimento anche degli assessorati al turismo e alla cultura».
Una battaglia che mette insieme l’attenzione verso gli emigrati e la difesa dallo spopolamento dell’isola.
La Regione si è attivata in questi mesi per rendere ancora più forte il legame con i tanti sardi che per scelta e per necessità sono andati fuori dall’isola.
©RIPRODUZIONE RISERVATA .
Consulta che è composta da è composta da Domenico Scala (Svizzera), Margarita Tavera (Argentina), Paolo Atzori (Germania) Gianni Garbati (Spagna), Angela Letizia Licciardi (Brasile), Maria Giovanna Filia (Canada), Mario Deidda (Francia), Mario Agus (Olanda), Fausto Zanda (Australia), Antonio Maria Enna (Belgio), Luca Puggioni (Gran Bretagna), Olimpia Grussu (Danimarca), Giacomo Bandino (Usa), dai portavoce della Federazione dei circoli – Serafina Mascia e Maurizio Sechi – da Pierpaolo Cicalò (Istituto Fernando Santi), Mauro Carta (Acli) e dai rappresentati delle diverse associazioni e sindacati: Jan Alexandro Lai, Antonino Casu, Franca Orrù, Francesco Piras, Maria Francesca Ticca e Gian Nicola Saba, funzionario dell’assessorato a lavoro.
Più gli esperti Carlo Manca, Giuseppe Dessì e Antonio Giua. «Siamo consapevoli ha detto l’assessora Zedda – che la nostra identità rappresenta un valore imprescindibile da custodire e tramandare alle nuove generazioni, anche a quelle lontano dall’Isola». Per aggiungere: «Dobbiamo anche pensare come rendere più facile il ritorno a casa degli emigrati ed è per questo che la Regione sostiene e continuerà a sostenere le federazioni e i circoli degli emigrati sardi».
Uno dei prossimi progetti annunciati dalla Giunta sarà quello di «una strategia per promuovere la Sardegna all’estero con il coinvolgimento anche degli assessorati al turismo e alla cultura».
Una battaglia che mette insieme l’attenzione verso gli emigrati e la difesa dallo spopolamento dell’isola.
La Regione si è attivata in questi mesi per rendere ancora più forte il legame con i tanti sardi che per scelta e per necessità sono andati fuori dall’isola.
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