La Nuova Sardegna

Svolta per le guide turistiche avranno il loro patentino

di Alessandro Pirina
Svolta per le guide turistiche avranno il loro patentino

La novità dopo anni di attesa: il provvedimento riguarda 6mila addetti ai lavori

3 MINUTI DI LETTURA





SASSARI. Un tesserino per mettere ordine nel settore ma anche per limitare la concorrenza sleale degli abusivi. Dopo anni di attesa oggi l’assessore Gianni Chessa presenterà la nuova veste dei patentini delle guide turistiche e dei direttori di agenzie di viaggio. Un provvedimento che riguarda i 6.200 iscritti ai registri regionali. Una notizia che viene accolta con grande favore dagli addetti ai lavori che da troppo tempo aspettavano che la Regione riordinasse un settore su cui regnava il caos. Colpa di una norma che fino a qualche tempo fa demandava il rilascio dei patentini alle Province. Poi nel gennaio di un anno fa tutto è ritornato nelle mani della Regione. Che ora si appresta ad annunciare la rivoluzione. «Da tempo chiedevamo un tesserino unico per tutti, era ora che i patentini avessero una grafica unitaria – dice Michela Mura, presidente dell’associazione regionale delle guide turistiche, l’unica associazione di categoria riconosciuta nell’isola –. Purtroppo quando il rilascio era affidato alle Province non c’è stato un comportamento univoco. Ogni provincia faceva da sé, addirittura qualcuna non li ha mai stampati. C’erano colleghi che non avevano la possibilità di esibire il documento».

Oggi dunque l’assessore Chessa illustrerà i nuovi patentini. Ognuno riporterà innanzitutto il numero di iscrizione al registro regionale e poi dovrebbero essere specificate le lingue parlate dalla singola guida. In Sardegna le guide turistiche sono circa 3mila, a cui bisogna aggiungere le 1.700 guide ambientali e più i direttori della agenzie di viaggio. Una platea di oltre 6mila persone che chiedono da tempo di essere messi in regola. «Non ho ancora visto i tesserini – dice ancora la presidente Mura –. Sono contenta si sia presa finalmente questa iniziativa. Mi auguro davvero siano indicate le lingue, come accade nel resto d’Italia. Le lingue sono fondamentali. L’inglese non basta più. Bisogna sapere il tedesco, il cinese, il portoghese». L’esibizione del tesserino è un passaggio fondamentale in quello che è il maggiore problema dei professionisti del turismo. «Ogni giorno ci dobbiamo scontrare con un crescente abusivismo, soprattutto straniero – spiega –. Sono tanti i gruppi che arrivano dall’estero che, anziché affidarsi a chi ha le competenze sul territorio, preferiscono mandare degli accompagnatori loro. Mi auguro che grazie ai tesserini la polizia municipale sia facilitata nei controlli. Per noi sono importantissimi. Il nostro invito è che se gli agenti si imbattono per le strade di Cagliari, Alghero, Orgosolo, La Maddalena in gruppi di turisti si avvicinino per chiedere alla guida di mostrare il tesserino. E in caso di abusivi li sanzionino».

Ma c’è un altro aspetto su sui l’Argts - associazione regionale delle guide turistiche - insiste: nel nuovo patentino non deve esserci alcun riferimento alla legge nazionale del 2013 che di fatto istituiva le guide turistiche nazionali. Di fatto perché, mancando i decreti attuativi, non è mai entrata in vigore. «Mi auguro che nel patentino non si faccia riferimento alla legge del 2013 – dice ancora Michela Mura –. Non può esistere che le guide regionali diventino guide nazionali. Il rischio è che la Sardegna venga invasa da accompagnatori con il patentino di altre regioni e il nostro lavoro diminuisca di conseguenza. Sarebbe inaccettabile che altri che non conoscono il territorio prendano il nostro posto dopo una vita passata a studiare la storia, l’archeologia, l’architettura». E a chi dice che anche loro possono andare in altre regioni per fare le guide lei risponde. «No grazie, noi vogliamo lavorare a casa nostra, vogliamo dormire nel nostro letto. La guida turistica non è un accompagnatore. La guida turistica è una figura legata al territorio. Noi come associazione nazionale siamo fortemente contrari alla trasformazione delle guide regionali in nazionali. Noi vogliamo lavorare qui e pagare le tasse qui. Se la Regione si battesse per questo ci sarebbe più lavoro nell’isola e nelle sue casse ci sarebbero più entrate».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
Maltempo

Meteo Giuliacci, ciclone in arrivo: piogge intense e temperature in picchiata

Le nostre iniziative