Air Italy ancora nel caos dipendenti in sciopero
di Roberto Petretto
Dopo le mancate risposte della compagnia riparte l’agitazione che durerà 24 ore I sindacati: «Non abbiamo informazioni sul futuro industriale dell’azienda»
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OLBIA. Ventiquattro ore di stop e un’assemblea per lanciare un nuovo, accorato e disperato grido di aiuto. Il grido è quello dei dipendenti Air Italy che oggi decideranno di aderire allo sciopero indetto dal Cobas del lavoro privato e Unione sindacale di base. Astensione dal lavoro per tutta la giornata di oggi, dopo che lo sciopero di 4 ore indetto il 13 dicembre non solo non aveva portato risultati, ma neppure aveva provocato risposte da parte della compagnia.
In un aeroporto di Olbia chiuso al traffico per i lavori alla pista (qui lo sciopero non creerà disagi perché Air Italy ha deciso di sospendere i voli durante l’intervento deciso dalla Geasar) i lavoratori si riuniranno in assemblea per contarsi e per ribadire quello che stanno sostenendo da mesi.
Cobas e Usb lamentano la mancanza «di un piano industriale per il rilancio della compagnia che affronti le problematiche generate dal fallimento degli accordi pregressi, comprese le garanzie di mantenimento e recupero occupazionale, i presidi delle attuali basi operative e i problemi gestionali mai risolti».
La situazione di Air Italy, secondo i responsabili delle due organizzazioni sindacali (Agostino Putzu per i Cobas e Francesco Staccioli per l’Usb), è da tempo allarmante. E elencano ancora una volta i problemi più seri: «Presenza di un numero enorme di ore di volo operate in wet leasing da parte di altre compagnie aeree ormai da molti mesi con previsione di ulteriore prolungamento dei contratti. Una progressiva esternalizzazione ad altre società di attività precedentemente operate come, a titolo di esempio la manutenzione presso la base di Olbia con la chiusura di un hangar».
I sindacati confermano «le preoccupazioni già espresse riguardo le ricadute sociali generate dai drammatici problemi rimasti irrisolti da tre anni rispetto ai mancati investimenti sui territori da parte della società».
Nei giorni scorsi, sui guai di Air Italy e sui rischi per i lavoratori, erano intervenute anche le associazioni di categoria dei piloti e degli assistenti di volo (Anpac e Anpav), parlando di una «minaccia occupazionale chiara» per 1.200 posti di lavoro indotto escluso.
Di fronte a questo rischio si assiste all’atteggiamento della compagnia: «Atteggiamento silente. Al momento purtroppo, a causa della prolungata assenza di informazioni ufficiali sul futuro industriale, i rapporti tra azienda e associazioni sindacali sono ai minimi storici».
Associazioni di piloti e assistenti di volo anno chiesto ai Ministeri del Lavoro, dello Sviluppo economico e dei Trasporti, alla Regione Sardegna e alla Regione Lombardia «un incontro urgente e l’apertura di tavolo di confronto tra le parti, per fare chiarezza sulla situazione e provare ad evitare danni che ricadrebbero su gran parte del territorio sardo e lombardo». Incontro che ancora non è stato programmato.
@Petretto. @RIPRODUZIONE RISERVATA
In un aeroporto di Olbia chiuso al traffico per i lavori alla pista (qui lo sciopero non creerà disagi perché Air Italy ha deciso di sospendere i voli durante l’intervento deciso dalla Geasar) i lavoratori si riuniranno in assemblea per contarsi e per ribadire quello che stanno sostenendo da mesi.
Cobas e Usb lamentano la mancanza «di un piano industriale per il rilancio della compagnia che affronti le problematiche generate dal fallimento degli accordi pregressi, comprese le garanzie di mantenimento e recupero occupazionale, i presidi delle attuali basi operative e i problemi gestionali mai risolti».
La situazione di Air Italy, secondo i responsabili delle due organizzazioni sindacali (Agostino Putzu per i Cobas e Francesco Staccioli per l’Usb), è da tempo allarmante. E elencano ancora una volta i problemi più seri: «Presenza di un numero enorme di ore di volo operate in wet leasing da parte di altre compagnie aeree ormai da molti mesi con previsione di ulteriore prolungamento dei contratti. Una progressiva esternalizzazione ad altre società di attività precedentemente operate come, a titolo di esempio la manutenzione presso la base di Olbia con la chiusura di un hangar».
I sindacati confermano «le preoccupazioni già espresse riguardo le ricadute sociali generate dai drammatici problemi rimasti irrisolti da tre anni rispetto ai mancati investimenti sui territori da parte della società».
Nei giorni scorsi, sui guai di Air Italy e sui rischi per i lavoratori, erano intervenute anche le associazioni di categoria dei piloti e degli assistenti di volo (Anpac e Anpav), parlando di una «minaccia occupazionale chiara» per 1.200 posti di lavoro indotto escluso.
Di fronte a questo rischio si assiste all’atteggiamento della compagnia: «Atteggiamento silente. Al momento purtroppo, a causa della prolungata assenza di informazioni ufficiali sul futuro industriale, i rapporti tra azienda e associazioni sindacali sono ai minimi storici».
Associazioni di piloti e assistenti di volo anno chiesto ai Ministeri del Lavoro, dello Sviluppo economico e dei Trasporti, alla Regione Sardegna e alla Regione Lombardia «un incontro urgente e l’apertura di tavolo di confronto tra le parti, per fare chiarezza sulla situazione e provare ad evitare danni che ricadrebbero su gran parte del territorio sardo e lombardo». Incontro che ancora non è stato programmato.
@Petretto. @RIPRODUZIONE RISERVATA
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