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Assistenza domiciliare, ecco 36 milioni

Assistenza domiciliare, ecco 36 milioni

Finanziato il progetto Ritornare a casa. Contributo per le donne malate di tumore

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CAGLIARI. Trentasei milioni, otto in più rispetto all’anno scorso, per il progetto «Ritornare a casa» e migliorare il più possibile l’assistenza domiciliare garantita ai pazienti non più autosufficienti. Poi un contributo complessivo di 200mila euro a favore delle pazienti oncologiche che, a causa degli effetti collaterali della chemioterapia, devono contrastare purtroppo anche l’alopecia, la perdita dei capelli. Sono queste le ultime decisioni della Giunta a sostegno del pacchetto della Regione per l’assistenza sociosanitaria.

Ritornare a casa. La prima notizia è stata ribadita, nell’aula della commissione sanità del Consiglio regionale, da Antonello Peru di Udc-Cambiamo. «Il progetto non sarà ridimensionato – ha detto – Anzi, la dotazione finanziaria verrà aumentata, per far fronte a tutte le richieste presentate dalle famiglie dei pazienti non più autosufficienti». Dopo La conferma del contributo è arrivata durante il confronto fra i consiglieri e l’associazione «Viva la vita», portavoce dei malati di Sla e di altre malattie invalidanti. All’incontro era presente tra gli altri anche Michele Riontino, 45 anni, da 15 affetto da sclerosi laterale amiotrofica. È stato lui, attraverso il puntatore oculare, a denunciare però un altro rischio: i possibili tagli dei contributi destinati ai caregiver, i familiari che si prendono cura del parente non più autosufficiente. «Rispetto alle quote 2016 – ha fatto sapere – la riduzione potrebbe essere anche di 9mila euro. Se così fosse, sarebbero forti i contraccolpi sull’assistenza a domicilio». Il presidente della commissione, Domenico Gallus, ha risposto che proprio questo caso sarà uno dei temi al centro del confronto, nei prossimi giorni, fra il Consiglio, l’assessore alla sanità, Mario Nieddu, e il commissario dell’Ats, Giorgio Steri, sul welfare sanitario.

Alopecia oncologica. La Giunta ha dato il via libera al finanziamento che permetterà alle pazienti di acquistare una parrucca per far fronte agli effetti collaterali, l’alopecia, della radioterapia. «È un segnale importante per le donne che combattono contro un male terribile e alle quali dobbiamo garantire comunque e sempre un’alta qualità della vita», è stato il commento dell’assessore Nieddu. Il finanziamento sarà suddiviso fra le Asl e a ogni paziente potrà chiedere un contributo di 150 euro.

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