Alghero, sommerso dai debiti ne pagherà solo un terzo
di Gianni Bazzoni
Militare doveva restituire 63mila euro: salvato dal giudice secondo il quale non può pagare per sempre cifre al di sopra delle sue possibilità
3 MINUTI DI LETTURA
SASSARI. Dopo la separazione dalla moglie, che aveva seguito di poco la nascita del secondo figlio, aveva deciso di indebitarsi per ristrutturare la casa e sostituire la vecchia auto che ormai non andava più. Ma un incidente aveva rovinato tutto, spazzato via i progetti e trasformato la sua vita in un viaggio senza ritorno: tra il 2011 e il 2016 aveva accumulato un debito che progressivamente ha raggiunto i 63mila euro tra spese legali relative alla separazione e quelle mediche, oltre a quelle quotidiane per il mantenimento dei figli alle quali ha cercato di non mancare.
Protagonista della vicenda, un militare di professione di Alghero (ora trasferitosi a Milano), due figli (uno con gravissimi problemi di salute) e con quel fardello di 63mila euro di debiti che lo stava schiacciando e ai quali non riusciva più a far fronte in alcun modo. Nei giorni scorsi i giudici del Tribunale di Milano hanno deciso di accogliere le richieste dei legali del militare che ora dovrà pagare “solo” 300 euro al mese per cinque anni, versando complessivamente meno di un terzo della cifra dovuta. Una volta ottemperato a quanto stabilito dal Tribunale, il militare potrà tornare finalmente un “uomo libero”.
Per cercare di fronteggiare i problemi che ormai gli avevano tolto la serenità e lo stavano trascinando in un tunnel senza uscita, il militare ha deciso di rivolgersi agli avvocati Monica Pagano e Matteo Marini (studio Pagano & Partners) nella speranza di poter vedere accolte almeno una parte delle sue richieste.
I problemi dell'uomo - secondo quanto raccontato dagli avvocati - sono iniziati nel 2010 quando aveva appunto deciso di indebitarsi per ristrutturare l’abitazione e sostituire la vecchia auto. Purtroppo, quasi subito, un incidente ha aggravato la sua posizione. Il resto, tra il 2011 e il 2016, l'hanno fatto le spese legali per la separazione e le spese mediche, oltre a quelle quotidiane per il mantenimento dei figli.
A quel punto il 38enne non è più stato in grado di pagare e si è rivolto ai giudici, chiedendo l’'applicazione della legge 3/2012 in materia di sovraindebitamento, il cui principio base è che nessuno - vittima incolpevole dei debiti - può essere condannato a pagare per tutta la vita cifre che sono al di sopra delle proprie possibilità.
L’uomo di Alghero, secondo quanto deciso dal Tribunale di Milano, venderà la propria auto (che attualmente ha un valore stimato di circa 3500 euro) e pagherà 300 euro al mese per cinque anni. Alla fine la somma complessiva richiesta sarà pari a 21500 euro. Poi, se rispetterà le prescrizioni sino alla fine, sarà completamente libero dai debiti e potrà iniziare una nuova vita.
Il tema del sovraindebitamento è uno di quelli di maggiore attualità negli ultimi anni e coinvolge - oltre a situazioni di singoli - anche quelle di interi nuclei familiari, molti dei quali sono all’oscuro delle norme introdotte e vanno avanti con il peso - spesso con effetti devastanti - di non riuscire a risarcire i debiti accumulati.
Le sentenze si stanno registrando in diversi Tribunali d’Italia, specie in casi - come quello del militare di Alghero - in cui la legge non può prevedere l’accanimento. Anche perchè - come hanno sottolineato i legali - è stato dimostrato che gli imputati hanno comunque rischiato con azioni oneste per cercare di ripristinare situazioni di normalità senza purtroppo riuscirsi. Il loro impegno ha finito con il sommare debiti a debiti e sono stati raggiunto livelli non più gestibili.
L’applicazione della legge ha già prodotto risultati ben superiori allo “sconto” praticato al 38enne di Alghero: nel 2014 per esempio il Tribunale di Venezia aveva “tagliato” oltre un milione di euro a una coppia di imprenditori che non sarebbe mai riuscita a risarcire le banche.
Protagonista della vicenda, un militare di professione di Alghero (ora trasferitosi a Milano), due figli (uno con gravissimi problemi di salute) e con quel fardello di 63mila euro di debiti che lo stava schiacciando e ai quali non riusciva più a far fronte in alcun modo. Nei giorni scorsi i giudici del Tribunale di Milano hanno deciso di accogliere le richieste dei legali del militare che ora dovrà pagare “solo” 300 euro al mese per cinque anni, versando complessivamente meno di un terzo della cifra dovuta. Una volta ottemperato a quanto stabilito dal Tribunale, il militare potrà tornare finalmente un “uomo libero”.
Per cercare di fronteggiare i problemi che ormai gli avevano tolto la serenità e lo stavano trascinando in un tunnel senza uscita, il militare ha deciso di rivolgersi agli avvocati Monica Pagano e Matteo Marini (studio Pagano & Partners) nella speranza di poter vedere accolte almeno una parte delle sue richieste.
I problemi dell'uomo - secondo quanto raccontato dagli avvocati - sono iniziati nel 2010 quando aveva appunto deciso di indebitarsi per ristrutturare l’abitazione e sostituire la vecchia auto. Purtroppo, quasi subito, un incidente ha aggravato la sua posizione. Il resto, tra il 2011 e il 2016, l'hanno fatto le spese legali per la separazione e le spese mediche, oltre a quelle quotidiane per il mantenimento dei figli.
A quel punto il 38enne non è più stato in grado di pagare e si è rivolto ai giudici, chiedendo l’'applicazione della legge 3/2012 in materia di sovraindebitamento, il cui principio base è che nessuno - vittima incolpevole dei debiti - può essere condannato a pagare per tutta la vita cifre che sono al di sopra delle proprie possibilità.
L’uomo di Alghero, secondo quanto deciso dal Tribunale di Milano, venderà la propria auto (che attualmente ha un valore stimato di circa 3500 euro) e pagherà 300 euro al mese per cinque anni. Alla fine la somma complessiva richiesta sarà pari a 21500 euro. Poi, se rispetterà le prescrizioni sino alla fine, sarà completamente libero dai debiti e potrà iniziare una nuova vita.
Il tema del sovraindebitamento è uno di quelli di maggiore attualità negli ultimi anni e coinvolge - oltre a situazioni di singoli - anche quelle di interi nuclei familiari, molti dei quali sono all’oscuro delle norme introdotte e vanno avanti con il peso - spesso con effetti devastanti - di non riuscire a risarcire i debiti accumulati.
Le sentenze si stanno registrando in diversi Tribunali d’Italia, specie in casi - come quello del militare di Alghero - in cui la legge non può prevedere l’accanimento. Anche perchè - come hanno sottolineato i legali - è stato dimostrato che gli imputati hanno comunque rischiato con azioni oneste per cercare di ripristinare situazioni di normalità senza purtroppo riuscirsi. Il loro impegno ha finito con il sommare debiti a debiti e sono stati raggiunto livelli non più gestibili.
L’applicazione della legge ha già prodotto risultati ben superiori allo “sconto” praticato al 38enne di Alghero: nel 2014 per esempio il Tribunale di Venezia aveva “tagliato” oltre un milione di euro a una coppia di imprenditori che non sarebbe mai riuscita a risarcire le banche.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
