La Nuova Sardegna

Insulti sessisti e una svastica alla candidata alle comunali

di Claudio Zoccheddu
Insulti sessisti e una svastica alla candidata alle comunali

Nel mirino la coordinatrice di una lista di donne: il messaggio lasciato sull’auto

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MUSEI. Era appena uscita di casa quando ha notato un foglietto sotto il tergicristallo della sua auto. Artemisia Piera Bua, docente di Storia dell’arte all’Istituto Magistrale di Iglesias, lo ha aperto e ne ha letto il contenuto. Appena due righe, per giunta sgrammaticate, ma intrise d’odio contro le donne. Qualora il contenuto non fosse stato sufficiente a qualificare il messaggio, l’autore ha disegnato - con molta difficoltà - anche quella che dovrebbe essere una svastica. Un allegato del tutto fuori contesto e utile solo ad aggiungere odio all’odio. I motivi, in questo caso, sono politici. Artemisia Piera Bua è una della promotrici di una lista elettorale composta da sole donne che si presenterà alle prossime elezioni amministrative, in programma a giugno, per provare a restituire al paese un sindaco, dato che Il Comune di Musei è nelle mani di un commissario nominato dalla Regione dopo che il primo cittadino Antonello Cocco era stato sfiduciato dalla sua giunta. L’idea di una possibile amministrazione tutta al femminile non è andata a genio a qualcuno che ha reagito confezionando il bigliettino e recapitandolo a domicilio alla professoressa che si sta occupando di coordinare i primi passi della lista elettorale. L’odiatore anonimo, però, potrebbe presto avere un nome e un cognome dato che dovrebbe essere stato ripreso da una telecamera a circuito chiuso.

La reazione. «Sinceramente non mi sarei mai aspettata una cosa come questa – spiega Artemisia Piera Bua –, non in questo momento. Sapevo che sarebbe potuto accadere qualcosa, un po’ perché mi è già capitato e un po’ perché la nostra attività ha suscitato molta attenzione, evidentemente non tutta nell’accezione positiva del termine». La professoressa, circa dieci anni fa, aveva subito un attentato contro la sua auto, bruciata da un incendio doloso. Per questo motivo era preparata ad eventuali repliche, anche se si aspettava una tempistica diversa: «Immaginavo che il nostro movimento potesse creare qualche malumore – spiega la professoressa 51enne – alla fine in questa zona la politica è sempre stata un affare da uomini, ma credevo che potesse accadere un po’ più avanti. La nostra lista è ancora in fase di costituzione, anche se abbiamo già iniziato la sensibilizzazione contro la violenza sulle donne. Ad esempio, non sarò io la candidata sindaca e non sono nemmeno certa di essere candidata. Per il momento mi sto occupando di coordinare la lista e durante questo lavoro mi sono resa conto di avere a che fare con motivazioni complesse che muovono qualcuno contro di noi».

L’impegno. L’idea di mollare non ha nemmeno sfiorato la docente con la passione per il teatro, da cui arriva il nomignolo “Artemisia”: «Il nostro compito è dare il buon esempio alle nuove generazioni. Lo faccio da tempo a teatro e credo sia arrivato il momento di riproporre i temi del rispetto anche in politica, come avevamo fatto 15 anni fa quando ero consigliera comunale durante l’amministrazione dell’unica donna che ha guidato il Comune di Musei, Marina Concas. Ci proveremo con la nostra lista in cui è stata prevista anche la prima “quota azzurra”, riservata all’unico candidato di sesso maschile che farà parte della nostra squadra. E non sarà una decorazione, come spesso capita alle quote rosa».

La solidarietà. Una volta trovato il biglietto, Piera Bua ha denunciato l’episodio al commissariato di polizia di Iglesias e ha diffuso sui social due fotografie. Gli attestati di solidarietà sono arrivati da tutta la Sardegna: «Ringrazio tutti, davvero – conclude la professoressa di Musei –. Mi hanno contattato tantissime persone, soprattutto donne che sostengono la nostra battaglia e responsabili di associazioni attive nel sociale ma anche esponenti politici e, soprattutto, alcuni esponenti delle altre liste che parteciperanno alle comunali qui a Musei». Il sostegno è arrivato anche dalla deputata del Pd Romina Mura e dal segretario del Pd sardo, Emanuele Cani.

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