La Nuova Sardegna

Sindacati, allarme su Air Italy: il futuro è incerto

di Giandomenico Mele
Sindacati, allarme su Air Italy: il futuro è incerto

A Olbia lo sciopero del personale. Ora la paura è sulla stessa sopravvivenza della compagnia

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OLBIA. Nessun volo cancellato o ritardato. Il paradosso di uno sciopero andato in scena quando in Sardegna non decolla un solo volo Air Italy, causa la ben nota chiusura dell’aeroporto di Olbia. E dove su Malpensa le riprogrammazioni e le fasce di garanzia hanno salvato i voli disponibili. Così lo sciopero di 24 ore e l’assemblea proclamati dalle sigle Cobas e Usb si sono trasformati in materia plastica per evidenziare proprio le criticità della compagnia aerea ex Meridiana. «Su Milano i voli scioperabili erano solo due, sulla base delle fasce garantite – spiega Francesco Staccioli, segretario nazionale Unione sindacale di base per il trasporto aereo -. Ma dei nove voli fuori fascia, sette erano operati da compagnie bulgare o greche».

La mozione. Le notizie che arrivano dal fronte societario sono frammentarie. Si parla della convocazione per la prossima settimana di una nuova assemblea dei soci. Ma non trapela nessuna indiscrezione su decisioni in merito a flotta e permanenza su Olbia. Intanto ieri i consiglieri regionali galluresi Giuseppe Meloni (Pd) e Roberto Li Gioi (M5S) sono stati i primi firmatari di una mozione con la quale si chiede la convocazione di un Consiglio straordinario, per scongiurare l’abbandono della base olbiese.

Pochi aerei. Cobas e Usb hanno poi confermato i timori sul costante ridimensionamento della flotta. «Da tutti i cda che si sono ripetuti in questo periodo non è emersa nessuna notizia credibile – sottolinea Agostino Putzu, segretario provinciale Cobas Trasporti -. Noi sappiamo che in questi giorni dovrebbe fermarsi un altro Boeing 737-700, che è in phase out terminando il periodo di leasing. Rimarrebbero in flotta 7 aerei, ma un 330 potrebbe uscire a giugno e non sarebbero previsti nuovi ingressi di aeromobili». Restano sullo sfondo, per il momento derubricabili come semplici voci di corridoio, presunte tensioni tra i due soci Akfed e Qatar Airways. Le questioni sui tavoli sindacali restano aperte. «Confermiamo la presenza di un numero enorme di ore di volo operate in wet lease da parte di altre compagnie aeree, con previsione di ulteriore prolungamento dei contratti – spiega la nota dei sindacati -. Denunciamo una progressiva esternalizzazione ad altre società di attività prima fatte in casa».

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