meteo
Nell’isola è quasi primavera Coldiretti: l’agricoltura è in tilt
SASSARI. Sul Mediterraneo l'inverno 2019-2020 è il più caldo degli ultimi 30 anni. Bisogna ritornare indietro sino al 1990 per trovare un'altra stagione mite e «anomala», ma ciò che impressiona è che,...
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SASSARI. Sul Mediterraneo l'inverno 2019-2020 è il più caldo degli ultimi 30 anni. Bisogna ritornare indietro sino al 1990 per trovare un'altra stagione mite e «anomala», ma ciò che impressiona è che, analizzando i dati raccolti dal Centro europeo di previsioni meteo a medio termine (Ecmwf), si scopre che quest'anno i cambiamenti climatici in atto hanno portato le temperature a segnare un più 3 gradi rispetto alla media stagionale. «È un'anomalia termica – spiega il meteorologo Alessandro Gallo, esperto di Meteonetwork Sardegna – all'inverno meteorologico rimangono poco più di due settimane e, in tendenza, non si individuano cambiamenti significativi». In Sardegna si sono sfiorati i 27 gradi, praticamente estate. «Il clima mite dell'inverno 2019-2020 continuerà a far sentire i suoi effetti anche la settimana prossima – osserva il meteorologo –. In particolare nel Mediterraneo centrale e in Sardegna dove avremo solo deboli infiltrazioni di aria fresca con transito di nubi e qualche debole pioggia, con temperature in lieve aumento su entrambi i valori e massime probabili ad inizio settimana intorno ai 16/18 gradi». Così si assiste a fioriture anticipate delle mimose in Liguria e dei mandorli in Puglia, Sicilia e Sardegna dove inizia a sbocciare anche qualche pianta da frutto. «La preoccupazione è tanta – ammette il presidente di Coldiretti Sardegna Battista Cualbu –. Già a febbraio stanno cominciando ad arrivare i primi segnali di insofferenza dalle campagne perché i campi sono secchi e necessitano di acqua in tutta la regione. Per questo si deve programmare un anticipo della campagna irrigua (prevista per il 1 aprile) in tutta la regione visto il persistere della mancanza di precipitazioni, col conseguente rischio di rimanere nei prossimi mesi con le dighe vuote se le piogge stenteranno ad arrivare».
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