La Nuova Sardegna

L’isola guarda all’Emilia: a sinistra prove di unità

di Stefano Ambu
L’isola guarda all’Emilia: a sinistra prove di unità

Zedda: costruiamo una nuova casa, non solo una coalizione anti Salvini. All’incontro anche le Sardine

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CAGLIARI. Il titolo della tavola rotonda era molto lungo: "La Sardegna in Italia e in Europa: uniti negli obiettivi, autonomi nell'identità". Ma in realtà la parola chiave in fondo è stata una solo una: uniti a sinistra. Seguendo l'esempio dell'Emilia Romagna. E infatti in videoconferenza c'era anche Elly Schlein, l'anima di "Coraggiosa", lista che appoggiava il candidato del centrosinistra Stefano Bonaccini. Una unità anche in vista delle prossime amministrative in Sardegna. A lanciare il tema è stato il consigliere regionale, capogruppo dei Progressisti, Francesco Agus: «Va al voto la metà dei comuni sardi – ha detto – ma ancora non c'è un tavolo regionale. Sarebbe indispensabile un ragionamento che parta da questi giorni per non arrivare a ranghi divisi». Invito subito raccolto da Marco Cossu, èViva (gli autoconvocati di Leu). Che ha rilanciato rivolgendosi a Campo progressista con la proposta di andare a braccetto nelle quattro città al voto sopra i 15mila abitanti, Quartu, Nuoro, Porto Torres e Sestu. E di unità anche in campo nazionale hanno parlato a lungo anche gli "ospiti" dell'incontro: il consigliere regionale Massimo Zedda, leader dei Progressisti e Nicola Fratoianni, deputato di Leu. Che l'ha detto chiaramente: «Con il Pd di Zingaretti si può parlare. Occorrono idee. E anche una riflessione per combattere la destra e capire perché si è presa le periferie». Fratoianni si è soffermato - a margine dell'incontro - anche su prescrizione e referendum. Particolare da non sottovalutare: c'erano anche le sardine con uno degli organizzatori della manifestazione cagliaritana, Lorenzo Caddeo. Temi nazionali e regionali che si sono mischiati. Senza perdere di vista la parola unità. Schlein ha detto che il metodo di Coraggiosa si può esportare. «Quello che è successo in Emilia – ha detto – è stato merito anche dei movimenti che erano fuori dai partiti. Le Sardine hanno fatto venire voglia di andare a votare. Una esperienza che ci insegna che partiti e movimenti si possono saldare. L'altro elemento è la scelta di candidature credibili». Sardine pronte anche in Sardegna: «Puntiamo sui contenuti, dividersi significa consegnare il Paese a una destra vuota. Le persone hanno voglia di votare, l'antipolitica è passeggera». Prossime mosse? Contatti con Fridays for Future. «Attenzione – ha sottolineato Zedda – però a leggere bene il voto dell'Emilia Romagna: lì il Pd ha un peso, nelle altre regioni- ma, penso anche alle ultime elezioni a Cagliari- ne ha uno molto minore». Ma l'excursus storico è molto più ottimista. E Zedda richiama addirittura il pensiero di Marx ed Engels quando «comunismo e socialismo erano termini usati come sinonimi». Insomma, prove tecniche di "grande casa di sinistra". Uno Zedda che vola alto: «Siamo di fronte a una coalizione conservatrice che per la prima volta – ha detto – non ha una matrice antifascista. Ma attenzione, dobbiamo costruire qualcosa che abbia basi e dove il collante non sia solo l'opposizione alla Lega. Perché poi, sconfitto il nemico, si rischia di rimanere senza nulla in mano».

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