La Nuova Sardegna

Presunto terrorista a Macomer, al via il processo

Presunto terrorista a Macomer, al via il processo

L’accusa a carico di un palestinese di 39 anni: voleva avvelenare l’acqua con un pesticida

2 MINUTI DI LETTURA





CAGLIARI. Si è aperto davanti alla Corte d'Assise di Cagliari il processo ad Amin Al Hai, il profugo palestinese di 39 anni, di origini saudite, accusato di associazione con finalità di terrorismo internazionale perché ritenuto appartenente all'Isis. Davanti alla Corte presieduta da Tiziana Marogna (a latere Giorgio Altieri), i pubblici ministeri Guido Pani e Danilo Tronci della Direzione distrettuale antiterrorismo, hanno formalizzato la lista degli elementi di prova che saranno portati a dibattimento. Già prima dell'udienza preliminare era caduta la contestazione più grave legata alla presunta attività terroristica: quella di aver progettato un attentato che prevedeva l'avvelenamento con una proteina tossica dell'acquedotto di Macomer, dove l'uomo viveva. La Direzione distrettuale antiterrorismo contesta al 39enne il reato associativo (il 270bis del codice penale). Amin Al Hai, difeso dall'avvocata Angela Luisa Berria, era stato arrestato nel novembre del 2018 su ordine di custodia cautelare della gip Lucia Perra. Dopo una parentesi nel carcere nuorese di Badu 'e Carros, era stato trasferito a Sassari dov'è tuttora detenuto. Finora non ha mai reso dichiarazioni. Durante l'interrogatorio di garanzia, si era avvalso della facoltà di non rispondere. Ad inchiodarlo ci sarebbe l'intercettazione di un parente che ammetterebbe la sua appartenenza all'Isis. E nel suo telefonino e nel computer, la Digos avrebbe individuato le tracce di ricerche su veleni e pesticidi. In particolare si sarebbe focalizzato sull'aflatossina B1 e il metomil: la prima è una sostanza velenosa letale e cancerogena, di cui una sola molecola potrebbe provocare un'emorragia renale o un carcinoma al fegato. Il dibattimento inizierà il 23 marzo prossimo con i primi testimoni d'accusa.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
Il provvedimento

Abusi edilizi e scarichi irregolari: chiuso il ristorante “Sapore di mare”, ex Chicca Piperita

di Argentino Tellini
Le nostre iniziative