Uffici regionali: arriva il supermanager e aumentano i consulenti
di Umberto Aime
Folla nell’ufficio di presidenza: lo staff passa da 28 a 42 componenti. Solinas: c’è bisogno di figure tecniche. Il M5s: moltiplicazione delle poltrone
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CAGLIARI. È troppo vecchia, per essere efficiente. Quarantatré anni dopo, la legge è del 1977, un’era fa, la «macchina Regione» ha bisogno di una manutenzione profonda, per «adeguarsi ai tempi» e «rilanciare l’attività politica». A scriverlo è il governatore Christian Solinas, nel disegno di legge che stravolge l’organizzazione dell’Ufficio di presidenza, inserisce un bel po’ di novità, a cominciare da un super manager o segretario generale, e aumenta anche il numero di consulenti, perché – ancora dalla relazione – «abbiamo sempre più bisogno di figure tecniche e legislative per l’istruttoria, l’analisi e l’elaborazione di atti, documenti e proposte». Con il risultato, però, che, nel solo Ufficio di presidenza, lo staff dovrebbe passare dagli attuali 28 incarichi a 42, sono 14 in più, ma «è un aumento necessario in nome della riorganizzazione», ancora dal disegno di legge. «No, è uno scandalo. Siamo di fronte all’ennesima moltiplicazione delle poltrone imposta da Solinas. Prima con il ritorno dei consigli d’amministrazione negli enti, ora con un esercito di consulenti», hanno replicato a caldo i consiglieri regionali del Movimento 5 stelle, annunciando che «sarà battaglia per bloccare l’ennesimo spreco di soldi pubblici».
Il disegno di legge. La prima novità è racchiusa in questa sintesi: «La Regione vuole adeguarsi al modello organizzativo di Palazzo Chigi e della maggior parte delle altre Regioni». Come lo farà? Con una nuova figura essenziale, è sottolineato negli undici articoli, quella del segretario generale della Presidenza. Sarà di fatto un super manager, a capo della burocrazia, che dovrà «coordinare i rapporti fra il governo della Regione e l’amministrazione pubblica», e infatti sarà lui a «controllare i dipartimenti e le direzioni generali degli assessorati». Scritto che al vertice della piramide ci sarà il segretario generale, ecco la seconda novità: i dipartimenti. Previsti dalle legge del 1977, sono rimasti sulla carta, ma per Solinas devono entrare ora a regime come «strutture macro amministrative di controllo delle direzioni generali». I dipartimenti saranno tre: quello alla programmazione, che avrà la competenza su bilancio, affari generali, ambiente ed enti locali-urbanistica, poi un secondo agli interventi produttivi (agricoltura, industria, lavori pubblici e turismo) e infine quello per le politiche sociali, in cui saranno aggregati lavoro, sanità, pubblica istruzione, cultura e trasporti. La terza novità è il rilancio del Servizio studi, che dovrà «ristabilire piena armonia fra le leggi regionali e quelle nazionali». Di sicuro, con questa riorganizzazione, i nuovi incarichi dovrebbero essere almeno cinque in più, oltre gli staff da definire per ciascun nuovo ufficio.
Uffici di gabinetto. In questo caso la rivoluzione è totale, almeno nell’Ufficio di presidenza. Oltre agli attuali capo di gabinetto, segreteria particolare, sei persone, al team per l’ordinaria amministrazione e il cerimoniale, quindici posti, e a sei esperti – tutti confermati – il governatore potrà contare anche su altro. A cominciare da uno staff tecnico, dodici persone, e soprattutto sul Comitato per la legislazione, composto da cinque fra magistrati, avvocati, professionisti, professori e ricercatori universitari, col compito di «collaborare alla scrittura di leggi e testi unici», «semplificare l’ordinamento giuridico regionale» e infine «segnalare le norme da abrogare perché inapplicate». In più il governatore potrà avvalersi della consulenza anche di altri tre esperti, oltre ai sei confermati. A cascata cresceranno gli Uffici di gabinetto dei dodici assessorati, che da 108 incarichi passeranno a 113. Ora il disegno di legge dovrà passare al vaglio del Consiglio.
Il disegno di legge. La prima novità è racchiusa in questa sintesi: «La Regione vuole adeguarsi al modello organizzativo di Palazzo Chigi e della maggior parte delle altre Regioni». Come lo farà? Con una nuova figura essenziale, è sottolineato negli undici articoli, quella del segretario generale della Presidenza. Sarà di fatto un super manager, a capo della burocrazia, che dovrà «coordinare i rapporti fra il governo della Regione e l’amministrazione pubblica», e infatti sarà lui a «controllare i dipartimenti e le direzioni generali degli assessorati». Scritto che al vertice della piramide ci sarà il segretario generale, ecco la seconda novità: i dipartimenti. Previsti dalle legge del 1977, sono rimasti sulla carta, ma per Solinas devono entrare ora a regime come «strutture macro amministrative di controllo delle direzioni generali». I dipartimenti saranno tre: quello alla programmazione, che avrà la competenza su bilancio, affari generali, ambiente ed enti locali-urbanistica, poi un secondo agli interventi produttivi (agricoltura, industria, lavori pubblici e turismo) e infine quello per le politiche sociali, in cui saranno aggregati lavoro, sanità, pubblica istruzione, cultura e trasporti. La terza novità è il rilancio del Servizio studi, che dovrà «ristabilire piena armonia fra le leggi regionali e quelle nazionali». Di sicuro, con questa riorganizzazione, i nuovi incarichi dovrebbero essere almeno cinque in più, oltre gli staff da definire per ciascun nuovo ufficio.
Uffici di gabinetto. In questo caso la rivoluzione è totale, almeno nell’Ufficio di presidenza. Oltre agli attuali capo di gabinetto, segreteria particolare, sei persone, al team per l’ordinaria amministrazione e il cerimoniale, quindici posti, e a sei esperti – tutti confermati – il governatore potrà contare anche su altro. A cominciare da uno staff tecnico, dodici persone, e soprattutto sul Comitato per la legislazione, composto da cinque fra magistrati, avvocati, professionisti, professori e ricercatori universitari, col compito di «collaborare alla scrittura di leggi e testi unici», «semplificare l’ordinamento giuridico regionale» e infine «segnalare le norme da abrogare perché inapplicate». In più il governatore potrà avvalersi della consulenza anche di altri tre esperti, oltre ai sei confermati. A cascata cresceranno gli Uffici di gabinetto dei dodici assessorati, che da 108 incarichi passeranno a 113. Ora il disegno di legge dovrà passare al vaglio del Consiglio.
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