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Deiana: «Oltre agli aiuti anche i servizi»

Deiana: «Oltre agli aiuti anche i servizi»

CAGLIARI.Il presidente dell’associazione dei Comuni, Emiliano Deiana, nella foto, aspetta di avere in mano i documenti prima di esprimere un giudizio definitivo sulla prossima Finanziaria, che tra l’a...

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CAGLIARI.Il presidente dell’associazione dei Comuni, Emiliano Deiana, nella foto, aspetta di avere in mano i documenti prima di esprimere un giudizio definitivo sulla prossima Finanziaria, che tra l’altro sarà la prima della giunta Solinas. Ma di certo «mi aspetto una Manovra che tenga assieme tutta la Sardegna: le aree interne con quelle costiere, le città e i paesi». Per poi entrare nel merito del bonus per far aumentare la natalità. «All’assessore al bilancio – scrive – abbiamo fatto sapere che il contributo potrà dare buoni risultati se comprenderà anche i Comuni con una popolazione superiore ai 3mila abitanti, e quindi non limitato ai piccoli paesi. Ma soprattutto funzionerà se, in ogni territorio, sarà accompagnato da servizi per la prima infanzia, necessari per armonizzazione i tempi di lavoro dei genitori, e da un sistema di welfare locale in cui le famiglie – il plurale non è un vezzo, ma sostanza – ritornino a essere al centro di tutte le politiche pubbliche».

Per poi ricordare quali sono le priorità che l’Anci vorrebbe veder riconosciute nella Finanziaria: «Abbiamo chiesto con forza il rilancio degli investimenti pubblici, saltando la logica dei bandi a sportello, e quindi nasca il Fondo unico dedicato in esclusiva ai progetti, con una propria dotazione finanziaria di almeno 100 milioni l’anno per tre anni. Poi abbiamo sollecitato anche che sia rafforzato il Fondo unico classico, con la conferma dei finanziamenti trasferiti ai Comune per contrastare la povertà». Ancora: «Abbiamo chiesto alla Giunta – conclude il presidente dell’Anci – un intervento straordinario sull’edilizia privata. Dovrà essere intrapresa, in tempi stretti, una lotta senza quartiere al cosiddetto non finito sardo, utilizzando le ottime esperienze locali come modello, evitando ulteriore consumo di suolo e trasformando le oltre 260mila case oggi vuote da problema in opportunità di sviluppo».



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