Dolianova, altre tracce di sangue
di Gian Carlo Bulla
Senza esito le ricerche dei fratelli scomparsi: le macchie vicino alla loro casa
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DOLIANOVA. Ancora senza esito le ricerche dei fratelli Davide e Massimiliano Mirabello, rispettivamente di 40 e 35 anni, originati di Vibo Valentia, scomparsi nel pomeriggio di domenica da Dolianova, dove vivono. Ma ieri sono state trovate nuove macchie di sangue a “Funtana Pirastu” a poche centinaia di metri, in linea d’aria, dal casolare nel quale i due fratelli, che si adattavano a fare qualsiasi lavoro, abitano. Inutili però sono state le ricerche effettuate sino all’imbrunire dai carabinieri della compagnia di Dolianova, guidati dal comandante ad interim, il luogotenente Vincenzo Antonicelli, coadiuvati dai colleghi del comando provinciale di Cagliari, dello squadrone eliportato “Cacciatori di Sardegna” di stanza ad Abbasanta, e del nucleo cinofili di Cagliari con l’utilizzo di cani molecolari. Ricerche, separate e in modo autonomo, sono state compiute anche dai familiari e da un gruppo di amici e volontari. Dei due fratelli, però, non è stata trovata traccia quantunque sia stata setacciata palmo a palmo tutta la zona di “Sa Tiria”, la località dove è stata rinvenuta bruciata l’auto, una Volkswagen Polo, a bordo de la quale Davide e Massimiliano Mirabello, si sono frettolosamente allontanati domenica pomeriggio dalla loro abitazione. Sono stati anche ispezionati i pozzi e i casolari abbandonati.
Con il trascorrere dei giorni e delle ore cresce l’angoscia dei familiari che stanno pensando al peggio. Il ritrovamento delle nuove chiazze di sangue avvalora l’ipotesi che i due fratelli possano aver fatto una fine cruenta. Gli inquirenti coordinati dal sostituto procuratore Gaetano Porcu mantengono il più stretto riserbo e si limitano a dire che stanno indagando a 360 gradi. Si scava sulla vita dei due fratelli, uno dei quali ha precedenti penali e l’altro, stando al racconto di una delle sorelle e della convivente, avrebbe un pessimo rapporto con un confinante. I due più di una volta si sarebbero querelati vicendevolmente. Intanto il pm Porcu ha aperto un fascicolo con l’ipotesi di duplice omicidio per consentire agli specialisti del Ris accertamenti immediati.
Sulla vicenda anche ieri a Dolianova si sono sovrapposte diverse voci tutte prive di fondamento. A metà mattinata, tra l’altro, è stata anche diffusa la notizia del ritrovamento dei corpi privi di vita dei due fratelli, immediatamente smentita dai carabinieri. Sempre ieri mattina sarebbero stati trovati, nei pressi del viottolo dove è stata bruciata l’auto, un paio di guanti di lattice che con molta probabilità non hanno niente a che vedere col caso. Sarebbero macchiati di vernice e non intrisi di sangue come in un primo tempo qualcuno aveva ipotizzato. I guanti sono stati comunque acquisiti agli atti.
Con il trascorrere dei giorni e delle ore cresce l’angoscia dei familiari che stanno pensando al peggio. Il ritrovamento delle nuove chiazze di sangue avvalora l’ipotesi che i due fratelli possano aver fatto una fine cruenta. Gli inquirenti coordinati dal sostituto procuratore Gaetano Porcu mantengono il più stretto riserbo e si limitano a dire che stanno indagando a 360 gradi. Si scava sulla vita dei due fratelli, uno dei quali ha precedenti penali e l’altro, stando al racconto di una delle sorelle e della convivente, avrebbe un pessimo rapporto con un confinante. I due più di una volta si sarebbero querelati vicendevolmente. Intanto il pm Porcu ha aperto un fascicolo con l’ipotesi di duplice omicidio per consentire agli specialisti del Ris accertamenti immediati.
Sulla vicenda anche ieri a Dolianova si sono sovrapposte diverse voci tutte prive di fondamento. A metà mattinata, tra l’altro, è stata anche diffusa la notizia del ritrovamento dei corpi privi di vita dei due fratelli, immediatamente smentita dai carabinieri. Sempre ieri mattina sarebbero stati trovati, nei pressi del viottolo dove è stata bruciata l’auto, un paio di guanti di lattice che con molta probabilità non hanno niente a che vedere col caso. Sarebbero macchiati di vernice e non intrisi di sangue come in un primo tempo qualcuno aveva ipotizzato. I guanti sono stati comunque acquisiti agli atti.
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