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Vandali a Carloforte distrutto il ginepro simbolo dell’isola

Vandali a Carloforte distrutto il ginepro simbolo dell’isola

L’albero dominava la spiaggia di Lucaise da oltre 300 anni Esposto del Grig: è un’area tutelata, serve più vigilanza

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CARLOFORTE. Era uno dei simboli dell’isola di San Pietro, da ben prima che quell’angolo di Sardegna diventasse popolare in tv grazie a Gianni Morandi. Il ginepro sovrastava la spiaggia di Lucaise da molto tempo prima che la colonia dei Tabarchini si insediasse a Carloforte. Parliamo, dunque, di una data anteriore al 1738. Trecento anni di storia massacrati da vandali che hanno distrutto l’albero plurisecolare che aveva visto passare indenne estati e inverni, maestrale e levante, mareggiate e bagnanti.

A denunciare la devastazione sulla spiaggia di Carloforte è l’associazione Gruppo di intervento giuridico con il suo portavoce Stefano Deliperi. «L’area è tutelata con vincolo paesaggistico e rientra nel sito di importanza comunitaria Sic “Isola di San Pietro”, ma solo una presente vigilanza può concretamente fermare cialtroni e delinquenti ed evitare danni all’ambiente e all’identità dei luoghi». Per gli ecologisti, dunque, con un maggiore controllo si sarebbe potuto evitare lo scempio ambientale. Ieri il Gruppo d’intervento giuridico onlus, sempre molto attento nel denunciare gli attacchi all’ambiente, ha presentato un esposto alla Soprintendenza di Cagliari, al Comune di Carloforte, alla Guardia costiera, ai carabinieri e al corpo forestale e nel contempo ha informato la procura di Cagliari. «Atti vandalici come questo non dovrebbero rimanere impuniti», tuona Deliperi.

Purtroppo, in Sardegna, gli atti vandalici nei confronti delle bellezze della natura sono abbastanza frequenti. Soprattutto d’estate. Lo scorso agosto aveva destato scalpore la modella russa che aveva scritto un messaggio d’amore per il fidanzato su una roccia dell’isola di Mortorio, all’interno del Parco della Maddalena. Una storia documentata sulla sua pagina Instagram, a cui il giorno dopo ha fatto il seguito con le scuse e la cancellazione della scritta. Ma le cronache isolane sono purtroppo ricche di attacchi alla natura. Nel 1993 nel comune di San Teodoro, nella splendida Cala Girgolu, si verificò il peggior atto vandalico che si ricordi sulle spiagge sarde: un facoltoso uomo d'affari milanese decapitò la celebre tartaruga di granito e tentò di portarsi la testa come ricordo della sua vacanza. Lui fu condannato, la roccia restaurata, ma quattro anni dopo, nel 1997, la furia dell'ennesimo vandalo si accanì di nuovo sulla tartaruga, facendole perdere per sempre il collo e la testa modellati dal vento. (al.pi.)

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