Air Italy, salta il Consiglio per il vertice con la ministra
Ma è polemica sulla scelta della maggioranza. Ganau: «Un atto illegittimo» Solinas e Pais attesi dalla De Micheli. I lavoratori manifesteranno a Cagliari
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CAGLIARI. La seduta del Consiglio regionale è stata annullata. Oggi l’aula avrebbe dovuto discutere la mozione presentata dal Pd e dai Cinque stelle sulla vertenza Air Italy. Tra l’altro il dibattito, annunciato da tempo, si sarebbe dovuta svolgere in contemporanea con la manifestazione – sarà sempre questa mattina davanti al Palazzo di via Roma – degli oltre 1450 dipendenti licenziati dalla compagnia aerea in liquidazione. Proprio per essere presenti alla seduta del Consiglio, i sindacati avevano rinviato a oggi il corteo di protesta prima sulla Carlo Felice e poi a Cagliari. Invece, alla fine, per loro ci sarà solo un incontro (forse in aula) fra i capigruppo e una delegazione di piloti, assistenti di volo e personale tecnico.
Il rinvio. La mancata convocazione del Consiglio è arrivata, nella serata di lunedì, come un fulmine a ciel sereno seppure motivata da un impegno istituzionale improrogabile. Infatti per questo pomeriggio, intorno alle 15, la ministra ai trasporti Paola De Micheli ha organizzato all’ultimo momento un vertice col governatore Christian Solinas e il presidente del Consiglio regionale, Michele Pais, sulla continuità territoriale aerea in scadenza e forse anche sui licenziamenti in massa. Proprio la doppia assenza sicura di Solinas e Pais avrebbe spinto l’Ufficio di presidenza del Consiglio ad annullare la seduta, rinviandola a data da destinarsi, o comunque al giorno in cui sempre da Roma arriveranno notizie più dettagliate sulla Ct1 e sui licenziamenti. Licenziamenti su cui, va ricordato, giovedì al ministero sarà in programma il primo vero confronto a Roma fra Governo, Regione, azienda e i sindacati.
La rivolta. Oggi si saprà come i lavoratori di Air Italy, attesi in massa a Cagliari, sono partiti all’alba da Olbia, reagiranno al rinvio del Consiglio. Anche se Arnaldo Boeddu della Cgil ha commentato alla vigilia: «Far saltare la seduta è una decisione assurda». Di sicuro, nell’immediatezza, c’è stata la levata di scudi delle opposizioni. Il capogruppo del Pd, Gianfranco Ganau, ha denunciato: «Siamo di fronte a un evidente atto illegittimo commesso dal presidente Pais. Ma è un atto anche di arroganza nei confronti chi protesta in difesa del lavoro. Ancora una volta le regole dell'assemblea – prosegue – sono state stravolte in modo unilaterale, con il centrodestra deciso sempre più a evitare il confronto nonostante le nostre continue sollecitazioni». Per Francesco Agus, capogruppo dei Progressisti, «il rinvio è pretestuoso e offensivo, ma prima di tutto inaccettabile in un momento molto delicato per i licenziati di Air Italy e il futuro dei trasporti aerei». Secondo Eugenio Lai di LeU: «La maggioranza di centrodestra e la giunta Solinas sono ormai nella confusione più totale, e provano a bloccare, in maniera improvvida, il dibattito in aula sui licenziamenti e sul futuro della compagnia aerea. Esiste un impegno più importante del dover salvare 1450 lavoratori? No, non può esistere».
La replica. Da Roma il presidente Michele Pais ha risposto alle opposizioni con due dichiarazioni. La prima: «Pochi giorni fa il Consiglio ha votato all’unanimità un ordine del giorno sulla vertenza Air Italy. La mozione in discussione oggi, almeno sulla carta, non avrebbe aggiunto quindi nulla di più, perché siamo ancora tutti in attesa di notizie certe sul bando per la Ct1 e la compagnia aerea in liquidazione». In ogni caso, secondo Pais, «non è questo il momento delle divisioni, ma dell’unità e della coesione. A Roma deve arrivare, in queste ore, una sola voce dalla Sardegna: quella che pretende siano scongiurati i licenziamenti e quella attraverso cui i sardi pretendono un pieno riconoscimento del loro diritto alla mobilità». Per poi rilanciare l’appello dei giorni scorsi: «Giovedì invito tutti i consiglieri regionali e i parlamentari sardi a presidiare l’ingresso di Palazzo Chigi e quello davanti al ministero ai trasporti durante l’incontro sul caso Air Italy». (ua)
Il rinvio. La mancata convocazione del Consiglio è arrivata, nella serata di lunedì, come un fulmine a ciel sereno seppure motivata da un impegno istituzionale improrogabile. Infatti per questo pomeriggio, intorno alle 15, la ministra ai trasporti Paola De Micheli ha organizzato all’ultimo momento un vertice col governatore Christian Solinas e il presidente del Consiglio regionale, Michele Pais, sulla continuità territoriale aerea in scadenza e forse anche sui licenziamenti in massa. Proprio la doppia assenza sicura di Solinas e Pais avrebbe spinto l’Ufficio di presidenza del Consiglio ad annullare la seduta, rinviandola a data da destinarsi, o comunque al giorno in cui sempre da Roma arriveranno notizie più dettagliate sulla Ct1 e sui licenziamenti. Licenziamenti su cui, va ricordato, giovedì al ministero sarà in programma il primo vero confronto a Roma fra Governo, Regione, azienda e i sindacati.
La rivolta. Oggi si saprà come i lavoratori di Air Italy, attesi in massa a Cagliari, sono partiti all’alba da Olbia, reagiranno al rinvio del Consiglio. Anche se Arnaldo Boeddu della Cgil ha commentato alla vigilia: «Far saltare la seduta è una decisione assurda». Di sicuro, nell’immediatezza, c’è stata la levata di scudi delle opposizioni. Il capogruppo del Pd, Gianfranco Ganau, ha denunciato: «Siamo di fronte a un evidente atto illegittimo commesso dal presidente Pais. Ma è un atto anche di arroganza nei confronti chi protesta in difesa del lavoro. Ancora una volta le regole dell'assemblea – prosegue – sono state stravolte in modo unilaterale, con il centrodestra deciso sempre più a evitare il confronto nonostante le nostre continue sollecitazioni». Per Francesco Agus, capogruppo dei Progressisti, «il rinvio è pretestuoso e offensivo, ma prima di tutto inaccettabile in un momento molto delicato per i licenziati di Air Italy e il futuro dei trasporti aerei». Secondo Eugenio Lai di LeU: «La maggioranza di centrodestra e la giunta Solinas sono ormai nella confusione più totale, e provano a bloccare, in maniera improvvida, il dibattito in aula sui licenziamenti e sul futuro della compagnia aerea. Esiste un impegno più importante del dover salvare 1450 lavoratori? No, non può esistere».
La replica. Da Roma il presidente Michele Pais ha risposto alle opposizioni con due dichiarazioni. La prima: «Pochi giorni fa il Consiglio ha votato all’unanimità un ordine del giorno sulla vertenza Air Italy. La mozione in discussione oggi, almeno sulla carta, non avrebbe aggiunto quindi nulla di più, perché siamo ancora tutti in attesa di notizie certe sul bando per la Ct1 e la compagnia aerea in liquidazione». In ogni caso, secondo Pais, «non è questo il momento delle divisioni, ma dell’unità e della coesione. A Roma deve arrivare, in queste ore, una sola voce dalla Sardegna: quella che pretende siano scongiurati i licenziamenti e quella attraverso cui i sardi pretendono un pieno riconoscimento del loro diritto alla mobilità». Per poi rilanciare l’appello dei giorni scorsi: «Giovedì invito tutti i consiglieri regionali e i parlamentari sardi a presidiare l’ingresso di Palazzo Chigi e quello davanti al ministero ai trasporti durante l’incontro sul caso Air Italy». (ua)
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