La Nuova Sardegna

Ardau: «Conad non chieda fiducia, dia risposte ai lavoratori»

di Silvia Sanna
Ardau: «Conad non chieda fiducia, dia risposte ai lavoratori»

La vertenza Auchan, il segretario Uil Tucs replica al direttore Orlandi «Bene l’intenzione di ricollocarli tutti, no alla cassa integrazione per due anni»

3 MINUTI DI LETTURA





SASSARI. Finalmente Conad esce allo scoperto e fa trapelare le sue intenzioni sul futuro degli ipermercati ex Auchan nell’isola e, soprattutto, dei 725 dipendenti. Le parole di Michele Orlandi, direttore Conad Nord Ovest, fanno sperare i lavoratori da mesi sulla graticola. Il dirigente del colosso emiliano ha assicurato che tutti saranno riassorbiti, al netto di esuberi legati a pensionamenti per età, uscite volontarie e contratti part time. Ma è proprio questo il punto: quanto le uscite saranno volontarie e quanto invece legate alla lunga attesa? A chiederselo è Cristiano Ardau, segretario generale Uil Tucs Sardegna e tra i delegati ai tavoli nazionali sulla vertenza: «Siamo pronti ad avviare il confronto nell’isola. Da subito abbiamo detto che è preferibile giocare la partita su tavoli territoriali. Ma lo scenario va capito meglio». Ardau parte dall’appello di Orlandi ai lavoratori “abbiate pazienza e fiducia in noi”: «I lavoratori Auchan negli anni hanno sempre lavorato con disponibilità e dedizione, nonostante le contraddizioni del mondo del lavoro della grande distribuzione, ogni giorno, domeniche e festivi compresi. Non va fatto alcun appello, non ce n’è bisogno. Conad potrebbe sorprendersi e trovare lavoratori motivati e con un forte senso di responsabilità». Il senso è chiaro: i lavoratori la loro pazienza l’hanno mostrata, nonostante l’assenza di segnali da parte di Conad «in una vertenza iniziata male e caratterizzata dall’assenza di risposte ai temi sollevati dai sindacati».

Cigs ed esuberi. Subito dopo il segretario della Uil entra nel merito di tempi e prospettive: «Si parla di un tempo importante di collocazione in cassa integrazione per 24 mesi che può creare danni enormi alle tasche dei lavoratori. Non vorremmo che con un lasso di tempo così lungo si inducano i lavoratori a dover scegliere l’esodo e risolvere il problema degli esuberi a Conad. La Cigs porta con sé grosse perdite di retribuzione. Come il tema delle ricollocazioni, su chi verrà scelto, che reimpiego e dove verrà proposto e per quali professionalità. Una “non scelta”– sottolinea Ardau – che desta forte preoccupazione e che necessita di un quadro chiaro di riferimento considerato che la cassa integrazione non deve essere l’anticamera del licenziamento ma strumento per il rilancio dei negozi, condiviso con i lavoratori e basato su un piano industriale credibile».

Il piano nazionale. È Margherita distribuzione ad avere stabilito la cassa integrazione per almeno 12 mesi per il 60 per cento dei lavoratori. Il piano non si conosce nel dettaglio anche perché è legato a doppio filo al verdetto dell’Antitrust atteso per la fine di febbraio: l’Authority stabilirà a quanti punti vendita Conad dovrà rinunciare per il problema delle sovrapposizioni di insegne. Orlandi è moderatamente ottimista: secondo lui i 4 iper dell’isola passeranno a Conad, compreso quello di Olbia. A quel punto il confronto entrerà nel vivo e si conosceranno i numeri nel dettaglio, cioé quanti dipendenti saranno impiegati subito e quanti resteranno in stand by in attesa della ricollocazione nei nuovi punti vendita annunciati da Orlandi.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
Il raid

Undici furgoni a fuoco nella notte: attentato contro un’azienda logistica del sud Sardegna – Le indagini

Le nostre iniziative