La rabbia dei dipendenti: restituiteci il lavoro
di Stefano Ambu
In 300 hanno partecipato alla protesta. I sindacati: sconcertati per l’annullamento del Consiglio
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CAGLIARI. Anni di battaglie. Ma questa volta è una mazzata troppo pesante. È la protesta di chi da un giorno all’altro ha dovuto fare i conti con due parole terribili: liquidazione e licenziamento. E ieri mattina si è mosso all’alba- anche dalla Maddalena- tra sonno (ma chi dorme in queste condizioni?), rabbia e speranza per andare a Cagliari a manifestare e a chiedere al consiglio regionale di stare insieme nella battaglia. Millecinquecento persone coinvolte. Ieri a Cagliari erano in trecento. Più altri duecento a Palazzo Lombardia, a Milano. Oggi in piazza, domani al lavoro. Perché le lettere di “addio” hanno bisogno dei loro tempi burocratici per essere recapitate. E fino a quel momento bisogna fare quello che si deve fare. Con la morte nel cuore. Poi di nuovo a manifestare, anche a Roma.
«Questo è un lutto – assicura Stefania Inzaina, di Calangianus, ufficio Crc (caricamento voli e tanto altro) – eravamo quasi assuefatti alle battaglie, ne abbiamo visto davvero di tutti i colori. Ma ricevere una lettera come quella di martedì è stata una deflagrazione. E io, con il mio lavoro, ho davanti agli occhi quello che sta succedendo. È un delirio». Non solo: «Non si può – continua – di punto in bianco. Questo è un boomerang, sarà un disastro per tutto il territorio». Voglia di combattere, però, ce n’è ancora: «Sarò a Roma – annuncia – insieme ai colleghi per provare a fare tutto quello che è possibile fare». In trecento a Cagliari. Non esistono slogan preconfezionati. Non c’è stato forse nemmeno il tempo di preparare qualche frase a effetto. Ma ogni tanto, sotto i portici del Consiglio, parte un coro. Ed è sempre quello, semplice e disperato: «Lavoro, lavoro». Trecento, tutti compatti. E ieri mattina quasi increduli per la seduta del consiglio che non c’è più. «Questo è il seguito del sit-in permanente che abbiamo a Olbia – spiega William Zonca della UilTrasporti – il rinvio del Consiglio ci comunica un certo imbarazzo e sconcerto». All'attacco Arnaldo Boeddu della Filt-Cgil. «Succede qualcosa di inaccettabile, il presidente del Consiglio e della Giunta sarebbero dovuti essere qua – denuncia – a Roma parleranno di continuità territoriale, ma qui c'è una vertenza che riguarda un know how costruito in cinquant'anni e che non possiamo perdere. Oggi chiederemo la sospensione immediata della liquidazione e il ripristino dell'operatività degli aerei di Air Italy». Chiuso questo percorso, «dobbiamo sederci e avere tutte le interlocuzioni possibili e immaginabili con altri vettori», sottolinea il leader sindacale. La Cisl è preoccupata per le difficoltà di ricollocazione dei lavoratori sardi. «La vertenza AirItaly – hanno detto la segretaria regionale Federica Tilocca, il segretario generale Cisl Gallura, Mirko Idili, e il segretario aziendale Gian Luca Langiu -– non riguarda solamente un territorio e i lavoratori dell’azienda interessata, ma è un problema di tutta la Sardegna».
«Questo è un lutto – assicura Stefania Inzaina, di Calangianus, ufficio Crc (caricamento voli e tanto altro) – eravamo quasi assuefatti alle battaglie, ne abbiamo visto davvero di tutti i colori. Ma ricevere una lettera come quella di martedì è stata una deflagrazione. E io, con il mio lavoro, ho davanti agli occhi quello che sta succedendo. È un delirio». Non solo: «Non si può – continua – di punto in bianco. Questo è un boomerang, sarà un disastro per tutto il territorio». Voglia di combattere, però, ce n’è ancora: «Sarò a Roma – annuncia – insieme ai colleghi per provare a fare tutto quello che è possibile fare». In trecento a Cagliari. Non esistono slogan preconfezionati. Non c’è stato forse nemmeno il tempo di preparare qualche frase a effetto. Ma ogni tanto, sotto i portici del Consiglio, parte un coro. Ed è sempre quello, semplice e disperato: «Lavoro, lavoro». Trecento, tutti compatti. E ieri mattina quasi increduli per la seduta del consiglio che non c’è più. «Questo è il seguito del sit-in permanente che abbiamo a Olbia – spiega William Zonca della UilTrasporti – il rinvio del Consiglio ci comunica un certo imbarazzo e sconcerto». All'attacco Arnaldo Boeddu della Filt-Cgil. «Succede qualcosa di inaccettabile, il presidente del Consiglio e della Giunta sarebbero dovuti essere qua – denuncia – a Roma parleranno di continuità territoriale, ma qui c'è una vertenza che riguarda un know how costruito in cinquant'anni e che non possiamo perdere. Oggi chiederemo la sospensione immediata della liquidazione e il ripristino dell'operatività degli aerei di Air Italy». Chiuso questo percorso, «dobbiamo sederci e avere tutte le interlocuzioni possibili e immaginabili con altri vettori», sottolinea il leader sindacale. La Cisl è preoccupata per le difficoltà di ricollocazione dei lavoratori sardi. «La vertenza AirItaly – hanno detto la segretaria regionale Federica Tilocca, il segretario generale Cisl Gallura, Mirko Idili, e il segretario aziendale Gian Luca Langiu -– non riguarda solamente un territorio e i lavoratori dell’azienda interessata, ma è un problema di tutta la Sardegna».
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