La Nuova Sardegna

Pressing del Pd su Soddu: «Partecipa alle primarie»

di Alessandro Pirina
Pressing del Pd su Soddu: «Partecipa alle primarie»

L’ex deputato Piras: «Siamo contenti che il sindaco abbia deciso di ripresentarsi Ma la scelta del candidato deve passare attraverso il voto degli elettori»

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SASSARI. Nuoro è l’Emilia Romagna della Sardegna, ultimo fortino di una sinistra che però negli ultimi anni ha visto perdere consensi e voti. Ma finora, seppure con alchimie diverse rispetto al tradizionale centrosinistra - anzi, 5 anni fa l’attuale sindaco vinse proprio contro l’alleanza dei progressisti - il capoluogo barbaricino è rimasto sempre nell’area democratica. Ecco perché le comunali di giugno assumono in Sardegna quella valenza che ha avuto l’Emilia Romagna a livello nazionale. Ma se a Bologna per respingere l’assalto della destra a trazione Salvini il fronte progressista si è unito sul nome del presidente uscente Stefano Bonaccini, a Nuoro la coalizione di centrosinistra non ha ancora un frontman. O perlomeno non ne ha uno ufficiale. Di certo sarà della partita il sindaco uscente Andrea Soddu, cinque anni fa vincitore del ballottaggio contro il centrosinistra, ma poi lo scorso giugno candidato alle Europee dal Pd di Zingaretti.

Soddu - in una intervista alla Nuova - ha annunciato l’intenzione di ricandidarsi al timone di una alleanza che comprenda l’intero fronte progressista, aperta anche al Movimento 5 stelle, ma non ha alcuna intenzione di sottoporsi alle primarie. Il problema è che il centrosinistra le primarie le ha già fissate, e che ci sono già due candidati in corsa. Ecco perché in questi giorni i partiti di centrosinistra sono in pressing su Soddu perché partecipi alle primarie. Su tutti il Pd, che si è affidato all’ex deputato Michele Piras, già Sel ora nei dem, per lavorare a una coalizione ampia e unita per fronteggiare l’avanzata della destra. «Nuoro è simbolicamente una linea di frontiera – dice l’ex parlamentare –. Qui finora il centrodestra non è mai passato, nonostante le tante divisioni nel campo progressista degli ultimi dieci anni. Queste comunali per noi rappresentano una fase nuova per ricomporre ciò che finora era diviso. Abbiamo deciso di confrontarci con tutte quelle parti del fronte progressista che in questi anni si erano collocate diversamente con l’obiettivo di sconfiggere l’odio, la xenofobia, il sessismo di questa nuova destra pericolosa che su Nuoro giocherà una partita fondamentale, che noi però non gli consentiremo di vincere».

In questo lavoro di «rigenerazione del centrosinistra» - come ama definirlo Piras - gioca un ruolo di primo piano il sindaco uscente. «In questi mesi abbiamo fatto un lavoro intelligente di tessitura – dice ancora l’ex deputato –. Abbiamo messo intorno a un tavolo il campo più largo possibile, comprese le forze che sostengono l’amministrazione Soddu. Quell’area è fondamentale per la ricomposizione del nuovo centrosinistra nuorese. Nuovo proprio perché vogliamo integrarlo con l’esperienza amministrativa di questi cinque anni».

L’ostacolo a questo grande fronte progressista sono le primarie del 5 aprile che il Pd e il resto della coalizione vogliono e Soddu no. «Noi vogliamo che sia uno spazio aperto per fare la scelta miglior possibile», dice ancora Piras, che si rivolge direttamente al sindaco: «dico ad Andrea di non snobbare questo appuntamento, di non commettere l’errore di non partecipare. Noi siamo tutti assolutamente felici che lui abbia dato la disponibilità a ricandidarsi, noi lo riteniamo un pezzo dell’area democratica e progressista. Il centrosinistra è casa sua quanto casa nostra, ma quello che non possiamo garantirgli è la candidatura senza il passaggio attraverso l’elettorato. Gli chiediamo di ripensarci perché la sua disponibilità a partecipare sarebbe un atto di attenzione verso il tavolo del centrosinistra. Non è un atto di ostilità, ne è la prova il fatto che io e i compagni della delegazione abbiamo lavorato per ricomporre la frattura. Non senza difficoltà».

Senza contare che poi ci sono già due candidati in corsa: il dem Francesco Manca, appoggiato dal gruppo “Fare comunità”, e Francesco Guccini, sostenuto da Articolo Uno. Il Pd per ora non ha un candidato ufficiale. «E non so se lo avrà o se deciderà di appoggiare uno dei nomi in corsa», mette le mani avanti Piras. Lo scenario peggiore è una frantumazione del centrosinistra in tre tronconi. «Io non faccio delle primarie una ideologia – conclude Piras – ma in questo caso sono il metodo preferibile. Nuoro è una città in crisi ma con grandi potenzialità. Deve darsi un’anima che solo la politica le può dare. Prima Andrea scioglierà la riserva e meglio sarà. La risposta più sbagliata sarebbe una suddivisione del centrosinistra in tre parti».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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