Crescita record per la Nuova Sardegna, boom dei lettori: più 14%
La società che misura il numero di chi legge i quotidiani conferma l’incremento. Nell’ultimo trimestre è aumentata la forza di penetrazione del giornale
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SASSARI. Il suo fascino resta intatto, e forse oggi è ancora più accattivante e trasgressivo di prima. Impossibile da non amare.
La carta stampata scopre di essere sempre più materiale resistente, di conservare il suo appeal e la sua autorevolezza. La crisi dell’editoria continua a erodere quote di lettori a livello generale, ma ci sono felici eccezioni. Una di queste è rappresentata proprio dalla Nuova Sardegna, che in un quadro negativo generale anche nell’isola, ha avuto una crescita dei lettori del giornale di carta del 14 per cento, e del 13 per cento nella somma tra carta e web nell’ultimo trimestre.
I dati arrivano dall’Audipress, che misura e certifica il numero dei lettori di ogni giornale italiano.
I dati nazionali sono incoraggianti. Ogni mattina 39 milioni di italiani leggono o sfogliano un giornale, sono il 73 per cento della popolazione. Ma c’è chi è già passato al giornale digitale. I lettori di quotidiani sul tablet sono 1,5 milioni, più o meno il 3 per cento della popolazione. Segnali che indicano una forte vitalità dei giornali e una loro capacità di entrare in tutte le case degli italiani.
Oltre 7 adulti su 10 leggono almeno una articolo di giornale. Gli uomini, il 63 per cento, sono più delle donne, 34 per cento. A leggere i giornali è più la fascia che va dai 55 anni in su, sono il 45 per cento. Quella tra i 35 e i 54 si ferma al 35 per cento e quella tra i 14 e i 34 arriva a poco più del 19 per cento.
La Sardegna si colloca tra le regioni con un’alta percentuale di lettori di quotidiani per abitante. Nell’ultimo trimestre ogni giorno almeno 210mila persone ogni giorno hanno letto la Nuova, con un incremento del 14 per cento, come spiegano i dati Audipress. E anche nell’isola i lettori maschi, 112 mila, sono più delle donne, 97 mila.
Numeri che dimostrano la vitalità del giornale di carta e dell’informazione professionale nell’era del web.
I social non sono riusciti a scalfire l’autorevolezza dei quotidiani. Al contrario internet ha moltiplicato le fake news e i siti di bufale. E il pubblico è ritornato con forza alla lettura dei siti di informazione dei giornali e alla carta stampata. Che sempre di più si dimostrano garanzia di trasparenza e verità della notizia.
«Poco meno di 40 milioni di persone, circa il 74% della popolazione, scelgono, per informarsi, la stampa di qualità, quotidiana e periodica. La scelgono e la leggono perché la considerano uno strumento insostituibile per attendibilità e autorevolezza – spiega il presidente della Fieg, Andrea Riffeser Monti –. Credibilità, affidabilità, approfondimento e verifica delle notizie sono i tratti distintivi dei contenuti informativi di alta qualità e rappresentano, a oggi, il solo argine possibile alla proliferazione delle fake news e di attività di disinformazione. C'è un bisogno diffuso di informazione: sono tanti i lettori che al bar, sulle piattaforme social, sulle applicazioni telefoniche e di messaggistica, oppure via radio e tv, accedono ai contenuti delle testate giornalistiche o seguono i programmi e i servizi basati su articoli di stampa.» (l.roj)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
La carta stampata scopre di essere sempre più materiale resistente, di conservare il suo appeal e la sua autorevolezza. La crisi dell’editoria continua a erodere quote di lettori a livello generale, ma ci sono felici eccezioni. Una di queste è rappresentata proprio dalla Nuova Sardegna, che in un quadro negativo generale anche nell’isola, ha avuto una crescita dei lettori del giornale di carta del 14 per cento, e del 13 per cento nella somma tra carta e web nell’ultimo trimestre.
I dati arrivano dall’Audipress, che misura e certifica il numero dei lettori di ogni giornale italiano.
I dati nazionali sono incoraggianti. Ogni mattina 39 milioni di italiani leggono o sfogliano un giornale, sono il 73 per cento della popolazione. Ma c’è chi è già passato al giornale digitale. I lettori di quotidiani sul tablet sono 1,5 milioni, più o meno il 3 per cento della popolazione. Segnali che indicano una forte vitalità dei giornali e una loro capacità di entrare in tutte le case degli italiani.
Oltre 7 adulti su 10 leggono almeno una articolo di giornale. Gli uomini, il 63 per cento, sono più delle donne, 34 per cento. A leggere i giornali è più la fascia che va dai 55 anni in su, sono il 45 per cento. Quella tra i 35 e i 54 si ferma al 35 per cento e quella tra i 14 e i 34 arriva a poco più del 19 per cento.
La Sardegna si colloca tra le regioni con un’alta percentuale di lettori di quotidiani per abitante. Nell’ultimo trimestre ogni giorno almeno 210mila persone ogni giorno hanno letto la Nuova, con un incremento del 14 per cento, come spiegano i dati Audipress. E anche nell’isola i lettori maschi, 112 mila, sono più delle donne, 97 mila.
Numeri che dimostrano la vitalità del giornale di carta e dell’informazione professionale nell’era del web.
I social non sono riusciti a scalfire l’autorevolezza dei quotidiani. Al contrario internet ha moltiplicato le fake news e i siti di bufale. E il pubblico è ritornato con forza alla lettura dei siti di informazione dei giornali e alla carta stampata. Che sempre di più si dimostrano garanzia di trasparenza e verità della notizia.
«Poco meno di 40 milioni di persone, circa il 74% della popolazione, scelgono, per informarsi, la stampa di qualità, quotidiana e periodica. La scelgono e la leggono perché la considerano uno strumento insostituibile per attendibilità e autorevolezza – spiega il presidente della Fieg, Andrea Riffeser Monti –. Credibilità, affidabilità, approfondimento e verifica delle notizie sono i tratti distintivi dei contenuti informativi di alta qualità e rappresentano, a oggi, il solo argine possibile alla proliferazione delle fake news e di attività di disinformazione. C'è un bisogno diffuso di informazione: sono tanti i lettori che al bar, sulle piattaforme social, sulle applicazioni telefoniche e di messaggistica, oppure via radio e tv, accedono ai contenuti delle testate giornalistiche o seguono i programmi e i servizi basati su articoli di stampa.» (l.roj)
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