La Nuova Sardegna

Alvau: «Oilos decisivo se tutti ci crederanno»

di Antonello Palmas
Alvau: «Oilos decisivo se tutti ci crederanno»

Il nuovo presidente, numero 1 della Lait Ittiri, succede al dimissionario Pala  «Scarso supporto dai soci e la politica ha messo a disposizione poche risorse»  

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SASSARI. Le dimissioni del presidente Salvatore Pala e i rapporti non proprio lineari con la Regione non facevano presagire nulla di nuovo per il futuro di Oilos. Invece l’Organismo interprofessionale latte ovino sardo prosegue la sua avventura e ha già eletto il suo nuovo primo dirigente nella figura di Giommaria Alvau, 67 anni, di Uri, presidente di una delle più grosse realtà del mondo lattiero caseario isolano, la Cooperativa Lait di Ittiri. I vicepresidenti restano Francesca del Rio (espressione dei produttori di latte di Sindia) e Pierluigi Pinna (fratelli Pinna).

Come si è arrivati a questo cambio al vertice di un organismo che per tutti avrebbe dovuto essere la chiave del?

«Le dimissioni Pala erano irrevocabili, non se la sentiva più. Ero da poco nel Cda, 5-6 mesi. Mi è stata fatto la proposta, anche perché il mondo delle coop risultava maggioritario. E sono stato votato all’unanimità».

Il suo predecessore ha dichiarato di essersi accorto che la Regione aveva altri obiettivi.

«Non so, a me risulta che lui non se la sentiva, le dimissioni sono dettate da motivi personali. Certo, posso dedurre che nella decisione pesa il fatto la Regione abbia concesso pochi soldi».

I fondi a disposizione ammontano a 500 mila euro per cinque anni.

«Il fatto è che Oilos è ancora tutto da organizzare. Ad esempio, ancora non abbiamo un impiegato, mentre per la sede siamo ospitati nel laboratorio di analisi Aras di Nuraxinieddu, a Oristano».

Quale problema ha impedito a Oilos di funzionare?

«Sono in Oilos da poco e non conosco la sua storia, ciò che è successo prima. Ci sono state poche riunioni».

Ma si è fatta un’idea del motivo per cui non è decollato?

«Secondo me i soci non ci hanno creduto sino in fondo, ma da quel che ho capito non hanno nemmeno avuto molte risposte, forse la politica non ha dato un supporto adeguato. Ancora devo capire quali sono i problemi. L’intenzione del Cda è di lavorare subito per rilanciare il settore ovino».

L’Ente per la pastorizia proposto dall’assessora Murgia: non sarebbe un doppione?

«Ne ho sentito parlare, non mi pare che abbia tanto senso. Sicuramente, se così fosse, lavorerebbero male sia Oilos che il nuovo ente. Meglio piuttosto supportare chi già esiste (tra l’altro con l’imprimatur del ministero, ndc) affinché lavori bene. E questo è Oilos, dove ci sono le più grosse aziende della Sardegna, come i Pinna e Argiolas tra gli industriali, e le grandi coop come Uri e Ittiri».

Che obiettivi si è posto?

«La mia intenzione è invitare coop e industriali a elaborare delle proposte da portare all’assessorato in modo da risolvere le questioni più urgenti nelle quali si dibatte il settore, in particolare quella del latte a 74 centesimi. Faremo subito delle riunioni per stilare dei programmi. Tra qualche mese avremo le idee più chiare sul contributo che vogliamo dare. Di certo il Cda da solo non può funzionare, deve essere stimolato e appoggiato da tutte le realtà interne, cosa che finora penso sia mancata. Sono ottimista, è il momento che tutti collaborino. Se non lo fossi non avrei nemmeno accettato».

©RIPRODUZIONE RISERVATA



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