La Nuova Sardegna

Arru sta con Soddu: «No alle primarie uniti contro la destra»

di Alessandro Pirina
Arru sta con Soddu: «No alle primarie uniti contro la destra»

L’ex assessore regionale del Pd appoggia il sindaco uscente: la città è un simbolo del centrosinistra e tale deve rimanere

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SASSARI. Su una cosa il centrosinistra non ha dubbi: non si può rischiare di perdere una roccaforte come Nuoro. Tutti sono d’accordo sull’obiettivo finale, lo sono meno sulla strada da intraprendere per riusicre a tagliare quel traguardo. Il Pd, per bocca dell’ex deputato Michele Piras - che fa parte della delegazione incaricata di organizzare la coalizione in vista delle amministrative - ha invitato il sindaco Andrea Soddu a prendere parte alle primarie del 5 aprile. Un appello a cui finora Soddu non ha risposto, anche se quando ha annunciato di volersi ricandidare aveva già detto di non essere disponibile a una pre selezione interna alla coalizione. A dare manforte al primo cittadino è ora un esponente di spicco del Pd nuorese, l’ex assessore regionale alla Sanità, Luigi Arru, che invita la coalizione a bypassare l’appuntamento del 5 aprile e schierarsi compatta sul sindaco uscente. «Il mio è un intervento a titolo personale – mette le mani avanti Arru, tornato al suo lavoro di medico –. C’è un’area del centrosinistra che vorrebbe le primarie, e ci può anche stare, ma il ruolo di Nuoro va al di là dell’ambito geografico. La città è da sempre un simbolo molto importante per il centrosinistra. Ricordo ancora quando venne Gianfranco Fini e disse: “abbiamo fatto cadere Bologna, ora ci prenderemo anche Nuoro”. Non ci sono mai riusciti. Ecco perché è fondamentale tirare su una diga e unirci contro la destra».

Tutti puntano a una coalizione unita in chiave anti Salvini, ma il resto del centrosinistra chiede a Soddu di partecipare alle primarie.

«Io capisco la posizione coerente dell’ex sindaco Sandro Bianchi - io nel 2015 votai lui - che una volta sconfitto è rimasto all’opposizione, ma se Soddu andava bene al Pd pochi mesi fa per rappresentare la Sardegna alle Europee non capisco perché oggi non sia più così. Allora fu un ragionamento del segretario regionale Emanuele Cani, ne fui informato con una telefonata e dissi che andava bene. Perché Andrea Soddu è un uomo che da sempre si riconosce nei valori del centrosinistra».

Cinque anni fa, però, vinse proprio contro il centrosinistra.

«Andrea rappresenta un’aerea civica con cui bisogna parlare, con cui bisogna confrontarsi sull’idea di città, soprattutto in questo momento storico. Io sono molto spaventato dalle manifestazioni di esaltazione dell’uomo singolo al potere, dal Capitano. Ecco perché non possiamo dividerci, ma dobbiamo serrare le fila. Rispetto la posizione di Bianchi, ma lo invito a riflettere».

Una partecipazione di Soddu alle primarie non sarebbe di fatto una ricomposizione dell’area progressista?

«Io non sono contrario a prescindere alle primarie, ma vista la congiuntura nazionale io direi che sarebbe meglio appellarsi all’unità del centrosinistra e valorizzare l’esperienza civica di Soddu e del suo gruppo. Ritengo necessaria un’integrazione tra giovani ed esperienza per creare le condizioni di rilancio della città di Nuoro».

E la segreteria regionale del Pd come si sta muovendo sulle elezioni di Nuoro?

«Auspico un maggiore impegno. È troppo timida, come in passato lo era stata sulla vicenda Aias, sulla peste suina. Ho grande rispetto per le altre città che vanno al voto, da Quartu a Porto Torres, ma il segretario Cani deve capire che Nuoro è un simbolo che non può andare perso».

Nuoro come l’Emilia?

«Da Bologna è arrivato un bel segnale. Anche lì c’è stata una valorizzazione del lavoro fatto da Bonaccini, a cui va aggiunto l’apporto delle Sardine, che hanno messo in evidenza come ci sia una grande voglia di partecipazione, anche superando i riti del passato. Tutte queste persone che scendno in piazza fanno un appello alla partecipazione, al linguaggio corretto. Ecco, io chiedo questo al centrosinistra nuorese: andiamo avanti uniti ma sollevando una diga simbolica che valga per tutta la Sardegna».

Le manca la politica attiva?

«Certo. Anche perché per completare il processo di riforma della sanità sarebbero servite due legislature. Pagheremo le conseguenze della distruzione del processo di riforma da parte di questa giunta».

Come giudica l’operato di Solinas?

«Sono partiti cavalcando i mal di pancia di molti sardi - che noi non siamo stati capaci di cogliere - ma ora stanno scoprendo le difficoltà di gestire un sistema in cui ci sono vincoli che devono essere rispettati. Noi abbiamo avviato un processo di riforma per salvare il sistema sanitario dal commissariamento, e non lo abbiamo fatto con i tagli ma con la razionalizzazione. Posso aggiungere una cosa?».

Certo.

«Sono basito per il silenzio della città di Sassari sull’assenza da un anno del direttore generale della Aou. È la seconda città della Sardegna e nessuno dice niente. Neanche il segretario regionale del Pd».

Ma lei a quale corrente dei dem appartiene?

«Anche se dicono il contrario, io non faccio parte di alcuna corrente. Parlo a titolo personale».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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