Manager esterni in Regione, sì del governo
Il Consiglio dei ministri non impugna la contestata legge. Ok anche per i collaboratori dei gruppi
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CAGLIARI. Le opposizioni, in Consiglio regionale, erano sicure che il Governo avrebbe impugnato la legge con cui, prima di Natale, il centrodestra aveva allargato le maglie dei criteri per ingaggiare i manager esterni. Invece Palazzo Chigi ha messo il suo sigillo ai tre articoli contestati. In altre parole, non ha impugnato la legge, che quindi è uscita indenne dal consueto setaccio del ministero per gli affari regionali. Eppure era stato proprio quella leggina a scatenare quello che è stato finora uno dei più duri scontri fra la coalizione al governo e il gruppo dei Progressisti. Per far capire meglio la tensione del 23 dicembre, va ricordato che il voto favorevole arrivò alla fine di una seduta fiume, durata oltre la mezzanotte, con la maggioranza costretta a fronteggiare anche l’ostruzionismo guidato da Massimo Zedda, portavoce dei Progressisti. Ma il Governo è stato di tutt’altro avviso, dando ragione alla Giunta, che in quei giorni aveva replicato sempre allo stesso modo: «Stiamo solo allineando la Sardegna ai criteri previsti da una legge nazionale per l’assunzione, come direttori generali negli assessorati e negli enti, di manager esterni all’amministrazione pubblica». Con la minoranza che invece aveva rilanciato: «La state approvando solo per coprire gli abusi che avete commesso con alcune di quelle nomine». Alla fine, però, a vincere sono stati la Giunta e il centrodestra. Palazzo Chigi ha dato il via libera a un’altra legge che aveva sollevato diverse polemiche: è quella con cui i gruppi in Consiglio sono autorizzati «ad avvalersi della collaborazione, comunque sotto contratto, di esperti che non siano dipendenti dell’amministrazione pubblica». Dunque, non solo i cosiddetti comandati, sono quelli trasferiti in Consiglio dagli uffici della Regione, ministeri ed enti pubblici, ma anche esterni, purché «non siano parenti dei consiglieri fino al quarto grado», e «la loro assunzione a tempo non comporti un maggior costo, ma rientri nella quota assegnata a ciascun consigliere regionale per assumere uno o più collaboratori: 60mila euro».
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